FORBIDDEN FRUIT ANTICIPAZIONI: IL DNA RIVELA TUTTO:”IN REALTA’ IO SONO TUO..”
Sta per scatenarsi la tempesta più devastante nella storia di Forbidden Fruit, una verità sepolta nel silenzio per anni sta per venire a galla, pronta a distruggere ogni equilibrio, ogni certezza, ogni illusione di potere. Halit Argun, convinto di poter controllare il mondo come una scacchiera, non immagina che la prossima mossa non sarà la sua ma del destino stesso. La sua guerra con Ender, iniziata come un duello di orgoglio e finita in una spirale di odio, raggiunge ora il punto di non ritorno. Tutto ha inizio da un documento, una semplice busta bianca dimenticata sul tavolo del laboratorio legale. Dentro, il risultato del test del DNA di Erim. Una coincidenza, un sospetto, un frammento di verità che rischia di far saltare l’intero impero Argun. Quando Halit apre quella busta, il suo volto di ghiaccio si incrina per la prima volta. Gli occhi scivolano su quelle righe che gridano una sola, devastante verità: “Erim non è tuo figlio biologico.”
Il mondo di Halit crolla in un istante. Tutto ciò che ha costruito — la famiglia, l’onore, il dominio — si sgretola come vetro infranto. Il re di Istanbul, l’uomo che ha sempre preteso obbedienza, ora è prigioniero della sua stessa arroganza. Ender, ignara del pericolo imminente, continua a lottare per il suo diritto di madre, per quell’amore che le è stato strappato con la forza. Ma il suo dolore presto si trasformerà in arma. Quando Halit la convoca nel suo ufficio, la tensione è un filo sottile pronto a spezzarsi. I corridoi della Holding Argun diventano un campo di battaglia. I tacchi di Ender risuonano come tamburi di guerra sul pavimento lucido, mentre il suo sguardo fissa dritto davanti a sé, freddo, determinato, letale. Di fronte a lei, Halit la attende con il sorriso di chi crede di avere già vinto. Ma questa volta non è lui a condurre il gioco. “Sai cos’ho scoperto?” le sussurra, con voce carica di veleno. Ender lo guarda, gelida. “Che niente di te è vero. Nemmeno tuo figlio.”
Le parole si abbattono come un fulmine. Il silenzio che segue è un deserto. Ender sente il mondo girare, la pelle diventare ghiaccio. “Stai mentendo,” riesce appena a dire, ma Halit posa sul tavolo la prova, quel foglio che pesa più di una condanna. Ogni cellula del suo corpo urla di negare, di distruggere tutto, ma la verità è lì, incisa con precisione scientifica. E allora la rabbia diventa disperazione, la disperazione fuoco. “Tu non sai cosa hai fatto,” gli sibila, con la voce spezzata, “hai acceso qualcosa che non potrai spegnere.” Halit la osserva, divertito. “Non è la mia vita che andrà in fiamme, Ender. È la tua.” Ma per la prima volta, dietro quell’odio, c’è paura. Una paura nuova, primitiva, quella di chi sa che il potere non basta più a salvarlo. Perché la verità non si comanda.
Ender esce dall’ufficio come un fantasma in carne viva. Il vento di Istanbul le graffia il viso mentre la città le scorre davanti come un film che non le appartiene più. La mente è un turbine di ricordi: le prime parole di Erim, le risate, le notti di veglia, ogni gesto d’amore che ora le appare come una bugia. Ma nel dolore nasce la forza. Non si arrenderà. Non dopo tutto quello che ha sopportato. Decide di indagare, di andare fino in fondo, anche se significa distruggere se stessa. È in quel momento che scopre l’impensabile: anni fa, durante una crisi di coppia, Halit aveva fatto eseguire un test segreto, falsificandone i risultati per tenerla legata a sé. Quel documento che ora brandisce come arma, non è solo una prova, è un inganno costruito nel tempo. Ender lo capisce, e la sua determinazione si trasforma in furia pura.
La resa dei conti è inevitabile. Ender torna da lui, ma non più come una donna ferita. Ora è una regina senza corona, pronta a riconquistare il trono che le è stato rubato. “Sai qual è la differenza tra noi?” gli dice, avvicinandosi. “Tu hai sempre giocato con la verità, io sono pronta a morire per essa.” Gli lancia addosso la cartella con i documenti autentici, quelli che dimostrano che il test è stato manomesso. “Erim è tuo figlio. Ma tu non lo meriti.” Halit resta immobile, pallido. Per la prima volta il suo silenzio non è arroganza, è paura. Ender si volta, lo lascia solo nel suo regno di menzogne, mentre alle sue spalle le finestre dell’attico riflettono una città che non dorme mai, una città pronta ad assistere alla caduta del suo re. E quando la porta si chiude, un ultimo pensiero le attraversa la mente come un sussurro: “La verità è sangue. E adesso, Halit, toccherà a te sanguinare.”