Curro ha lasciato LA PROMESSA! Ma dov’è andato? | ANTICIPAZIONI 4-5 NOVEMBRE

Cala la sera su La Promessa e l’aria è densa di misteri, rimpianti e addii che bruciano come ferite aperte. Nella grande tenuta tutto sembra sfuggire di mano: le regole, gli affetti, persino la verità. In cucina, due semplici sacchi di farina diventano scintille di un incendio emotivo. Simona, Candela e Lope si accusano a vicenda sotto lo sguardo glaciale di Petra, che pretende ordine e disciplina come un generale in guerra. La farina, scomparsa e poi riapparsa come per magia, scatena sospetti e rancori antichi. Le parole volano come coltelli, e il profumo del pane si mescola al sapore acre delle tensioni. Petra minaccia punizioni, mentre Simona ribatte con orgoglio che non sono contabili ma cuochi, custodi della vita della casa. È il primo presagio di un equilibrio che si incrina, di un mondo dove persino un granello di farina può scatenare una tempesta. E mentre la cucina brucia di nervi e parole non dette, nei giardini Curro e Angela si affrontano in un dialogo che somiglia più a un addio che a una spiegazione. Lei cerca comprensione, lui risposte. Le parole si trasformano in ferite: Angela lo accusa di ipocrisia, Curro di codardia. Due cuori giovani, divisi tra orgoglio e amore, si allontanano proprio mentre il destino trama alle loro spalle.

Nella stanza di Catalina, invece, l’amore assume una forma più dolce ma altrettanto tragica. Maria, con lo sguardo perso e le mani tremanti, confessa un segreto che pesa come una condanna: si è innamorata di padre Samuel. È un amore proibito, un sentimento impossibile che la consuma e la rende prigioniera del proprio cuore. Catalina la ascolta con tenerezza e malinconia, ricordandole che l’amore non obbedisce alla ragione e che nessuno può scegliere quando smettere di sentire. Due donne, unite dallo stesso destino di passioni negate, trovano un fragile conforto nel silenzio che segue la confessione. Ma mentre il cuore di Maria arde nel peccato del desiderio, quello di Cruz si indurisce nel gelo della convenienza. La marchesa, disperata nel tentativo di salvare le casse di famiglia, cerca ancora una volta di piegare Leocadia ai suoi intrighi. Ma Leocadia, con un sorriso tagliente come una lama, le ricorda che sono state proprio le regole del potere maschile – quelle che Cruz ha sempre difeso – a condannarla all’impotenza. Il rifiuto è netto, la tensione palpabile: due donne forti, ma nemiche, prigioniere di un mondo che le usa e le consuma.

Nel frattempo, la famiglia Luján si sgretola lentamente come un castello di sabbia. Santos implora i genitori di non separarsi, di tentare almeno di fingere una pace. Riccardo, stanco e deluso, sembra rassegnato, ma di fronte alle lacrime del figlio promette un ultimo sforzo. Eppure, dietro quella promessa, si cela solo una fragile illusione. Nella stanza segreta della tenuta, Curro e Hana ascoltano il respiro del passato. I muri sembrano parlare, raccontando storie di amori sepolti e verità mai dette. Hana confessa di aver sentito la voce di Cruz provenire dal muro, e il terrore la spinge tra le braccia di Curro, che la rassicura ma dentro trema. È lì, tra quelle pareti cariche di mistero, che nasce la decisione che cambierà tutto: partire, cercare Ramona, la donna che conosce la verità sulla madre di Curro. Hana lo mette in guardia – certe ferite, se riaperte, non guariscono più – ma lui non può fermarsi. C’è una forza dentro di lui, qualcosa che lo spinge a conoscere la verità anche a costo di distruggere tutto ciò che ama.

Prima di partire, Curro affida a Hana le lettere della madre, scritte con un nome falso: Lola. Quelle pagine profumano di segreti, di un amore proibito tra la donna e il marchese, un amore puro ma condannato. Hana legge e capisce che dietro ogni parola si nasconde una verità taciuta troppo a lungo. Quando Curro annuncia a Rómulo la sua partenza, il vecchio maggiordomo lo guarda con una tristezza paterna: riconosce in lui la stessa determinazione della madre, lo stesso sguardo di chi non sa arrendersi al silenzio. Nel frattempo, Hana confessa a Rómulo le proprie difficoltà con Manuel: un matrimonio fragile, fatto di incomprensioni e silenzi. Rómulo, saggio e discreto, le ricorda che l’amore vero è quello che resiste anche alle tempeste. Ma mentre le sue parole sembrano lenire il dolore, Hana sa che la partenza di Curro porterà nuove onde a travolgere tutto ciò che resta di stabile nella loro vita.

La cena di quella sera si trasforma in un rituale di inquietudine. Cruz, puntuale come sempre, chiama tutti a tavola, ma manca un posto: quello di Curro. Hana, con voce calma ma tremante, annuncia che è partito all’improvviso, convocato dal maggiordomo del palazzo di Linaia per una questione urgente. Tutti tacciono. Gli sguardi si incrociano, la tensione cresce. Cruz teme il peggio, Leocadia rievoca tempi più sereni, Manuel propone di partire per ritrovarlo, ma Hana lo ferma: “Aspettiamo. Tornerà quando sarà pronto.” Nessuno però immagina la verità. Curro non è partito per un dovere, ma per un destino. È andato a cercare Ramona, a scoprire chi fosse davvero sua madre e quale segreto lega il suo sangue a quello dei Luján. E mentre la notte cala su La Promessa, le luci si spengono una a una, lasciando dietro di sé solo un’eco di addii e presagi. Là, nella stanza murata, le ombre si muovono come fantasmi e sussurrano un nome che il vento porta lontano: Curro. Quello del figlio del peccato, dell’uomo che ha osato sfidare il silenzio.