marchesi non mollano e ingannano ancora Martina | La Promessa riassunto dal 14 al 16 novembre

La Promessa, 14-16 novembre: i marchesi rilanciano l’inganno, la stanza segreta grida sangue e Martina alza il muro

Alla Promessa l’aria sa di polvere smossa e verità che non vogliono più dormire: Cruz, stretta tra debiti, scandali e l’ombra velenosa di Leocadia, gioca l’ultima carta e chiama Jacobo Cobo al palazzo, travestendo la richiesta d’aiuto da gesto d’affetto, mentre Alonso misura i cavalli da vendere come se stesse tagliando pezzi di passato; ma la scacchiera è più affollata di quanto credano, perché Leocadia, con il suo sorriso che punge, sabota il piano avvertendo Martina tramite Angela, e la ragazza, ferita e lucida, vede l’inganno e decide di non lasciarsi più usare: “Io non vendo.” È una frase semplice che suona come un terremoto. Intanto, sotto un tappeto arrotolato nella stanza segreta, Ana srotola il tempo: una macchia scura, sangue secco, un urlo muto sul pavimento. È di Dolores? È di Tomás? Pia sussurra ipotesi, ma il colore disseccato racconta violenza, non parto: qui qualcuno ha perso troppo. Manuel, con un’idea “telefonata” che promette svolte, sorride e non dice, mentre Ramona varca la soglia non per nostalgia ma per guardare quel sangue e fissare negli occhi i segreti di Cruz. Il palazzo trattiene il fiato: quando la verità entra in casa, le tende iniziano a bruciare.

Nel piano di servizio la fame stringe più della cintura e accende i nervi: Petra, esclusa all’ultimo dal cinema con Santos e sua madre, rientra tagliente come una lama e rovescia in cucina la frustrazione che non sa dove posare, ma Romulo le toglie il coltello dalle mani con una frase ferma e gentile; Simona e Candela contano mele, borragine e miracoli mancati, mentre Lope sogna frittate senza patate e Maria trova il lampo giusto – non serve un prodigio, serve immaginazione – perché il rifugio di padre Samuel non si sfama con le scuse: e proprio Samuel, tra raccolte magre e automobili prestate, sente che la generosità degli ultimi fa più rumore del silenzio dei primi. Marcelo, perseguitato da un duca che forse è un’ombra, confessa paure che Teresa conosce già: la bugia più pesante è quella detta a chi ti ama. E mentre Pia si morde la lingua davanti alla moglie di Ricardo – “se sono la fidanzata di tuo marito, allora lui non è più tuo marito” – Santos si riappropria di una parola antica con la madre: normalità. In un corridoio che profuma di pasticceria e seconde possibilità, promette: “La prossima volta verrà anche Petra.” Ma le promesse, qui, pesano come denari.

Sui viali dell’alta società, Cruz cambia pelle a vista: ieri diffidente, oggi premurosa, accoglie Jacobo come un salvatore e, al riparo del salotto, gli svela il vero motivo dell’invito – “La tenuta è in ginocchio. Convincila tu a vendere” – mentre Alonso, più concreto che complice, teme che la verità detta al giovane diventi gossip prima ancora di diventare soluzione; Jacobo ascolta, ama, ma non è cieco: chiede perché adesso, chiede cosa non torna, e in quella domanda c’è già una crepa nel copione scritto dai marchesi: Martina nel frattempo passeggia con Angela, mastica tradimenti e decide il silenzio attivo: non sporcherà Catalina né Manuel con l’ennesimo dolore. Leocadia osserva e sorride obliqua: nulla accade per caso. Curro rientra senza salutare, stringe lettere di Dolores dove l’inchiostro profuma d’amore proibito per il marchese, ramazza il coraggio e porta Ramona da Ana: “Guarderai tu stessa la stanza.” Perché certe verità non si raccontano, si mostrano. E quando una macchia parla, ogni alibi balbetta.

Nel cuore delle stanze private, l’amore si misura con il sacrilegio: Maria sfugge a Samuel come se portasse addosso un peccato scritto su carta – il libro dell’amica che le ha messo in testa il diavolo come spiegazione ai brividi – e Catalina, con la saggezza di chi ha amato nel modo sbagliato e al momento sbagliato, confessa due nomi e una ferita per dire a Maria che la colpa è spesso un altro nome della paura; Samuel, chiamato a scegliere parole chirurgiche, promette di estirpare l’ossessione, ma sa che una ragazza che decide di proteggerti evitando i tuoi occhi è una tempesta che non si comanda: Manuel scherza, bacia, rimanda la verità della sua “idea” e nelle pause tra un gesto e l’altro si sente l’eco della rovina. Santos sogna genitori di nuovo insieme e Marcelo lo riporta a terra: un incontro non cancella anni. Il ragazzo scatta, difende la fantasia come si difende un castello di carte. Anche questo è palazzo: sogni che si fanno fragili al primo spiffero.

E arriva l’ora del rilancio, quando gli inganni chiedono interessi: Cruz e Alonso, col sorriso stirato, ringraziano Jacobo per la rapidità e lo vogliono ariete contro la nipote; Leocadia, fiera di aver sabotato l’imbroglio, assapora il crepitio dell’autorità di Cruz che si sgretola; Martina, circondata da attenzioni sospette, capisce che l’amore può essere usato come grimaldello; e Ana, con Ramona al fianco, prepara l’ingresso nella stanza segreta come si entra in un tribunale – niente parole, solo prove: se quel sangue appartiene a Dolores o a Tomás, la Promessa dovrà cambiare nome o padrone. E voi, siete pronti quando la verità bussa senza bussare? Restate connessi per le prossime anticipazioni, analisi scena per scena e indizi verificati: iscrivetevi ora alla nostra newsletter e diteci da che parte state – con i marchesi che “ricostruiscono” la realtà o con chi, tappeto alla mano, pretende che il passato si legga tutto, fino all’ultima goccia.