Un Posto al Sole: anticipazioni 24-28 novembre 2025 – Gagliotti sotto assedio, tra rivelazioni e crolli
C’è un istante, in ogni saga di Palazzo Palladini, in cui la verità diventa una lama sottile: questa settimana lo è la voce di Castrese, guidata da Guido, Mariella e Salvatore, che accetta l’invito di Marina e irrompe nell’etere per denunciare Gennaro Gagliotti. Non una trovata mediatica, ma una resa dei conti in diretta. Accuse precise: bufale vendute, un nome d’azienda minato, un impero di facciata che s’incrina. La radio di Michele diventa tribunale e palcoscenico, mentre dall’altra parte della città Vinicio fa irruzione in una riunione del fratello e lo inchioda: “Mi hai spinto di nuovo nel baratro”. È il tonfo che segue lo squarcio: il cognome Gagliotti, fino a ieri incrollabile, ora vacilla. E con lui, le alleanze. Marina e Roberto fiutano l’odore di polvere da sparo; Alice, stretta tra le strategie dei grandi, vede capovolgersi l’orizzonte degli affetti. 
Mentre le frequenze bruciano, nel cortile di Palazzo Palladini si gioca un’altra partita, più silenziosa ma non meno feroce. Raffaele pensa di cedere il portierato e propone a Rosa di subentrare. La notizia corre sulle scale come il vento che gira i panni stesi: Clara gioisce ma dubita, perché a Napoli ogni opportunità chiede pegno. Renato, invece, non si rassegna: ha un asso nella manica e un sospetto fisso, che l’“azzardo” di Raffaele nasca dall’influenza di Ornella. La frattura domestica si allarga: l’uomo che tiene insieme il palazzo con una chiave e un sorriso ora è al centro di un processo morale. Accettare o resistere? Rosa misura il peso dell’occasione e della responsabilità, Clara ne avverte gli spigoli, mentre i corridoi mormorano che cambiare custode significa cambiare destino.
Il giorno dopo il boato, resta la cenere calda. Renato tenta lo scontro frontale, determinato a fermare il cognato, e chiama in causa Ornella con un’accusa che sa di ingratitudine. Intanto, Castrese, uscito dalla radio, scopre che l’eco del coraggio sa essere carezza: arrivano complimenti inattesi, riconoscimenti che non fanno rumore ma cambiano la postura con cui si cammina nel mondo. E però la fama improvvisa è una moneta sdrucciolevole: ogni applauso chiama in causa le conseguenze. Gagliotti è ferito, ma non domo; la sua strategia mira a isolare i testimoni, a ricucire il racconto con fili di fumo. Nel frattempo, Clara chiede a Rosa se i sogni che bussano alla porta siano davvero per tutti o se per alcuni arrivino sempre con una clausola in piccolo. È la domanda che, a Palazzo Palladini, nessuno smette davvero di farsi.
Quando arriva il giorno dell’udienza, le pedine sono tutte in vista. Roberto Ferri si presenta con l’aria di chi conosce il prezzo del potere: sceglie il patteggiamento proposto da Gennaro, una resa tattica che odora di ricatto. Nell’aula non parlano solo gli avvocati, ma anche gli sguardi: Vinicio osserva il fratello e ne vede il volto vero, privo di luci. Deluso da Alice, schiacciato da Gennaro, sente riaprirsi il tunnel. Fuori, tra Nunzio, Rossella e Micaela, si scherza sulle nozze di Niko e Manuela, e però basta una frase di Micaela – la sua idea di coppia, opposta a quella di Samuel – per ricordarci che gli amori, in questa storia, sono fratture in attesa di geologia. Dentro, Renato prepara l’ennesimo affondo verso Raffaele, deciso a leggere in una scelta personale la prova di un tradimento domestico. La tensione non è una corda: è un violino che non smette di vibrare.
Il venerdì, la corda si spezza. Vinicio smaschera il fratello, ma il trionfo gli costa caro: precipita nella crisi, le dipendenze risalgono come marea. È allora che Alice compie il gesto che nessuno si aspetta: gli resta accanto, senza proclami, un’ancora nel mare mosso. Intorno, le vite continuano a chiedere resa dei conti: Alberto, impotente davanti all’apatia di Gianluca, chiama Rossella; Jimmy soffre la distanza di Camillo, ma all’angolo della settimana intravede un’amicizia nuova. Castrese torna a casa con la consapevolezza che la parola detta in pubblico cambia il sangue: ora Gagliotti non è più un nome, ma un caso. Marina guarda l’orizzonte come si guarda una tempesta che arriva: sa che il peggio non è il lampo, ma il silenzio dopo. E a Palazzo Palladini il silenzio non dura mai. Restate con noi, ogni sera su Rai 3 alle 20.50: quando la verità bussa, le porte si aprono e il vento, stavolta, porta via le maschere.