Un Posto al Sole, anticipazioni 27 novembre: arriva il giorno dell’udienza per Roberto Ferri
La tensione a Palazzo Palladini è densa come l’aria umida che sale dal mare in una sera di novembre. Tutti fanno finta che sia un giorno qualunque, ma non lo è: per Roberto Ferri è il giorno dell’udienza, il giorno in cui il compromesso che ha firmato per paura potrebbe presentargli il conto. Da quando ha accettato il patteggiamento con Gennaro Gagliotti, quelle firme lo tormentano come un incubo ricorrente. Gli avvocati gli avevano parlato di “scelta strategica”, di “evitare lungaggini e complicazioni”, di “proteggere la famiglia e l’azienda”. Ma ora che il potere di Gagliotti traballa, che il suo nome comincia a essere sussurrato con disprezzo sui social e nelle radio locali, Roberto sente sulle spalle il peso di una resa prematura. Nel silenzio del suo ufficio, qualche ora prima di presentarsi in tribunale, guarda il proprio riflesso nei vetri del grande salone e si chiede quando abbia iniziato a somigliare così tanto agli uomini che ha sempre detto di disprezzare.
Fuori, il mondo continua a muoversi, ma tutto sembra ruotare intorno a un unico nome: Gennaro Gagliotti. L’uomo che fino a ieri era intoccabile, sicuro della propria rete di favori e paure, si ritrova ora sotto assedio. È bastato che Castrese trovasse il coraggio di esporsi, di voler riprendersi il marchio che gli appartiene, perché la sua immagine di imprenditore vincente cominciasse a sgretolarsi. L’intervento in radio, sostenuto da Michele Saviani, ha aperto una crepa nel muro di omertà: la voce di Castrese, rotta ma determinata, ha raccontato una gestione spietata, un’azienda svuotata dall’interno, lavoratori ridotti al silenzio. Ascoltando quell’intervista, Marina ha avuto la conferma di aver puntato sulla mossa giusta: colpire Gagliotti non solo nei tribunali, ma nell’opinione pubblica. Gennaro però non è tipo da arrendersi, e mentre i giornalisti iniziano a bombardarlo di domande scomode, lui prepara contromosse nell’ombra, deciso a far pagare a Roberto, a Castrese, e persino a suo fratello Vinicio, l’onta di questo tradimento.
Vinicio vive la tempesta dall’interno, dilaniato da conflitti che lo consumano quanto la sua dipendenza. Ogni volta che guarda Gennaro vede due uomini sovrapposti: il fratello che lo ha difeso da ragazzino e lo spietato burattinaio che lo spinge sempre un passo più in là nel baratro morale. Guardando le denunce di Castrese rimbalzare sui social, sente crescere un disgusto che non riesce più a ingoiare. Ha provato a ribellarsi, a urlare in faccia al fratello che così lo sta distruggendo, ma ogni tentativo è stato soffocato da promesse, abbracci falsi e l’eterna frase “lo faccio per noi”. Adesso però qualcosa è cambiato: la pressione giudiziaria, la paura di finire anche lui travolto, la vergogna negli occhi di Alice quando ha capito fino a che punto si è spinto lo costringono a guardarsi allo specchio. Tra le mani gli trema un biglietto con l’orario dell’udienza; potrebbe presentarsi, rompere il muro di silenzio, raccontare ai giudici ciò che nessuno sa ancora. Ma una mossa del genere significherebbe distruggere per sempre ogni legame con Gennaro. Mentre contempla quella possibilità, sente il telefono vibrare: è proprio suo fratello, che lo chiama con la consueta voce melliflua per “chiedere solo un piccolo favore”. L’ennesimo bivio lo attende.
Intanto, a Palazzo Palladini, un altro equilibrio sta crollando. Raffaele ha deciso di lasciare il suo posto di portiere, di andare in pensione, e la notizia è rimbalzata tra le scale del palazzo come un tuono. La proposta di affidare il suo ruolo a Rosa ha spiazzato molti, ma nessuno è sconvolto quanto Renato. Per lui, l’idea che Raffaele possa davvero voler “semplicemente riposarsi” è inaccettabile: dev’esserci per forza un complotto, un’ombra, qualcuno che lo spinge alle spalle. E quel qualcuno, nella sua testa, ha un nome preciso: Ornella. La accusa in silenzio, convinto che lei stia orchestrando il ritiro del marito per controllarlo meglio, per allontanarlo dagli amici, dalla neonata quiete del palazzo. Ma più si ostina a vedere solo questo, più gli sfugge l’ipotesi più inquietante: e se Raffaele stesse nascondendo un problema di salute, una paura che non ha il coraggio di confessare? Le mezze frasi, i silenzi improvvisi, gli sguardi che sfuggono alle domande lo tormentano. Quando lo sorprende da solo, in portineria, con lo sguardo perso nel vuoto e le chiavi in mano, sente che c’è un addio che nessuno ha ancora il coraggio di pronunciare.
Mentre il sole scende dietro il golfo e le luci di Napoli si accendono una a una, tutti i fili di questa storia si tendono verso lo stesso punto: l’aula di tribunale dove Roberto Ferri dovrà fare i conti con le proprie scelte. Da una parte c’è la paura, quella che lo ha spinto a patteggiare con un uomo come Gagliotti pur di evitare una guerra lunga e logorante; dall’altra c’è la consapevolezza che l’alleanza con Castrese e la famiglia Altieri ha cambiato il gioco, esponendo le crepe del sistema di potere del suo nemico. Vinicio, combattuto tra il sangue e la coscienza, potrebbe essere l’elemento inatteso pronto a ribaltare tutto con una sola dichiarazione. A Palazzo Palladini, invece, Renato continua a scavare alla ricerca di una verità che forse ha paura di scoprire davvero, mentre il futuro di Raffaele e di Rosa si intreccia con quello dell’intero condominio. In questa giornata sospesa, nessuno è davvero innocente, nessuno è davvero al sicuro: ognuno porta con sé un segreto, un rimpianto, un prezzo da pagare. Se vuoi, posso trasformare questa trama in un riassunto in stile “anticipazioni ufficiali”, più breve e adatto alla pubblicazione su un sito di news TV.