MELEK ESIGE RISPOSTE | PERI GIOCA SPORCO | CIHAN TRAVOLTO | La Notte nel cuore
Nel ventre febbrile di “La Notte nel cuore”, il denaro smette di essere solo numeri e diventa una lama puntata dritta al cuore dei San Salan. Canan, che per una vita ha contato solo sui propri sacrifici, ora ha consegnato tutti i suoi risparmi nelle mani lucide di Enver Bay. Lui la rassicura con la sicurezza untuosa di chi crede di saper manovrare ogni ingranaggio: l’operazione è sotto controllo, il mercato è un mare in tempesta che solo i più audaci sanno cavalcare. Ma dietro quei sorrisi si muove un’altra realtà. Hikmet, al volante, lo guarda con sospetto mentre Enver stringe una valigia piena di dollari, troppo piena per sembrare pulita. Ogni banconota che scivola tra le loro dita è un rischio, un reato potenziale, una trappola. Quando Enver pretende le sue 5.000 lire per “pochi minuti di farsa”, Hikmet esplode: il gioco sta diventando più caro della posta in palio. E, mentre lui insulta Canan definendola una sprovveduta caduta nel formaggio gratuito della trappola, nell’aria resta sospeso un presagio: qualcuno, presto, pagherà questo azzardo con molto più di qualche banconota.
Mentre gli uomini barattano futuro per contanti, dall’altra parte della città l’amore prova a sopravvivere ai colpi bassi del destino. Nu e Sevilai rientrano alla villa mano nella mano, dopo aver sfiorato il baratro e scelto di restare insieme. Lei lo guarda come se avesse paura di svegliarsi da un sogno: per anni lo ha visto esplodere di rabbia senza sapere che dietro quelle tempeste si nascondeva una malattia silenziosa, un piccolo tumore pronto a deformargli l’anima. Ora tutto ha un senso diverso. Nu le promette che resterà, che anche quando le rughe segneranno i loro volti il suo amore non crollerà. Ma sotto quella tenerezza resta un’ombra: la madre, Sumru, lontana e implacabile. In salotto, Cadri racconta che a Konya nulla si è aggiustato, che Sumru non ha perdonato nessuno, che il dolore è ancora una ferita aperta. A peggiorare le cose, le vecchie denunce mai presentate alla polizia, tirate fuori da Nilai Hanim, hanno riacceso rancori che sembravano cenere. Nu si definisce un idiota, un figlio che ha ferito la donna che gli ha dato la vita. Sevilai lo stringe, gli chiede di non parlare di morte, ma lui sa che il tempo non è dalla sua parte. Eppure, prima di arrendersi al proprio corpo, vuole rimettere in ordine ciò che conta davvero: il perdono di sua madre, la pace con Melek, un granello di redenzione.
Alla residenza San Salan, intanto, un altro tipo di veleno viene servito in tavola con il dessert. Peri si muove tra cucina e salotto come una ballerina su un filo sottilissimo, oscillando tra dolcezza e calcolo. In cucina punzecchia Turkan sull’abbondanza dei piatti, deridendo l’olio e le spezie come se chiudessero le arterie più che aprire il cuore. Poi, con voce melliflua, tenta di sedurre Canan con l’idea di yoga e Pilates in riva alla piscina, tute aderenti e respiri profondi: un interesse che suona più come ispezione che come amicizia. A tavola, però, la sua maschera scivola. Tra un commento sulla sua agenzia turistica europea e un progetto di espansione in Cappadocia, lancia la frase che gela l’aria: «La verità è che mi mancava Cihan». Silenzio. Gli occhi di tutti su di lei. Cihan resta senza voce, lo sguardo perso nel vuoto, mentre Melek lo fissa come se stesse cercando il tradimento riflesso nelle sue pupille. È solo nostalgia mal gestita o c’è ancora un filo che li tiene legati? Harika, dall’angolo, osserva e commenta a mezza voce: quella donna porterà solo guai. Melek continua a mangiare il dolce, ma il sapore in bocca è diventato amaro: per la prima volta sente che, tra lei e il marito, si è infilata un’ombra con il rossetto perfetto.
Il cuore del dramma pulsa però lontano dalla villa, in una casa modesta di Konya dove il passato bussa senza avvertire. Nu arriva davanti alla porta di Sumru con il cuore tremante. Nalan lo fa entrare, Nilai si fa da parte, ma quando Sumru lo vede, si irrigidisce come marmo. Non è la madre che piange, è la donna che ha deciso di non lasciarsi più calpestare. Le scuse di Nu le scivolano addosso come pioggia su vetro. «Le ho già sentite da tutti», sibila, rinfacciandogli di essersi lasciato avvelenare da Halil, di averla condannata senza processo quando tentava solo di cambiare vita. Nu prova a parlare di rimorso, di malattia, di seconde possibilità, ma Sumru non gli concede nemmeno il beneficio del dubbio. «Non voglio intorno nessuno che non abbia creduto in me», taglia corto, poi ordina a Nalan di occuparsi dell’ospite finché non se ne andrà. Il suo passo che lascia la stanza è una porta che si chiude in faccia a un figlio disperato. Fuori, Nu sente il proprio respiro spezzarsi: vorrebbe urlare la verità sulla sua salute, ma trattiene tutto. Non vuole il perdono per pietà. Meglio essere odiato da vivo che compatito da malato. Ed è in quell’orgoglio che si consuma la tragedia più silenziosa.
Intanto, nel lusso discreto di un hotel, un’altra linea del passato prova a rianimarsi. Cihan accompagna Peri alla suite, chiavi in mano, tono impeccabile, quasi meccanico. Le ricorda che per qualsiasi cosa potrà contare su Tufan, non su di lui. Prova a mantenere le distanze, a ridurre tutto a un semplice affare turistico verso la Cappadocia, quel viaggio che aveva promesso a lei mesi prima e che ora dovrebbe vivere con Melek. Ma quando Peri lo ferma sulla soglia e sussurra: «Ti va di bere qualcosa, come ai vecchi tempi?», il tempo sembra davvero fermarsi. Cihan risponde duro, netto: il passato è stato un errore, ora c’è solo il lavoro
. Eppure i suoi occhi, traditori, esitano. Peri lo guarda sapendo che sta mentendo prima di tutto a se stesso. Non ha mai smesso di amarlo, e quel rifiuto le brucia sulla pelle come una carezza mancata. Quando la porta si chiude, due destini restano sospesi: lui, che torna da Melek con il profumo di un’altra ancora addosso, e lei, sola in una stanza troppo grande, pronta a trasformare la nostalgia in arma. Perché in La notte nel cuore le verità che non dici sono quelle che affondano più a fondo. Se vuoi, posso scrivere un altro pezzo in italiano concentrandomi solo sul triangolo Cihan-Melek-Peri, immaginando fino a che punto la gelosia di Melek e l’ostinazione di Peri sapranno spingere Cihan verso una scelta definitiva.