Un posto al sole, anticipazioni 19 dicembre 2025: Viola condivide una decisione con Ornella
Viola fissava il Golfo di Napoli dalla finestra di casa, le luci tremolanti sulla superficie del mare sembravano riflessi di una vita che non riusciva più a mettere a fuoco. La decisione era stata presa, ma dirla ad alta voce le faceva tremare lo stomaco. Alle sue spalle, il salotto era ancora in disordine dopo una giornata caotica, e quella confusione esterna non era nulla rispetto al caos che aveva dentro. Eugenio le aveva chiesto un’altra possibilità, con quella voce ferma da magistrato e lo sguardo smarrito di un uomo che teme di aver perso tutto. Lei aveva annuito, senza piangere, senza abbracci. Solo un sì sussurrato, come se avesse paura che qualcuno potesse sentirlo. E ora, mentre Ornella stava per arrivare per il consueto caffè del tardo pomeriggio, Viola sapeva che quel sì sarebbe diventato reale solo nel momento in cui lo avrebbe condiviso con lei, la persona che più di tutte conosceva le sue ferite.
Quando Ornella suonò al campanello, Viola si ritrovò a esitare qualche secondo prima di aprire. La dottoressa la salutò con il suo solito sorriso affettuoso, ma le bastò un solo sguardo per capire che qualcosa non andava. “Che succede, Viola?” chiese, posando la borsa sulla sedia. Il profumo del caffè appena fatto riempiva la stanza, ma Viola non riusciva a coglierne il conforto. Si sedettero una di fronte all’altra, la tazzina tra le mani come un ancora. “Io e Eugenio… abbiamo deciso di riprovarci,” disse alla fine, con un filo di voce. Il silenzio che seguì fu pesante, attraversato solo dal ticchettio dell’orologio a parete. Ornella la scrutò, cercando nei suoi occhi una certezza che Viola non aveva. “È davvero quello che vuoi?” domandò, senza giudizio ma con una preoccupazione palpabile. Quelle parole aprirono una crepa: Viola sentì salire il nodo alla gola, il peso dei ricordi, dei tradimenti, dei rimpianti. Non sapeva se stesse cercando di salvare il matrimonio… o semplicemente se stessa dall’idea di aver fallito.
Dall’altra parte della città, in un appartamento molto più modesto ma pieno di risate recenti, Eduardo e Stella vivevano un momento che, a chi li vedeva da fuori, sarebbe potuto sembrare perfetto. Sul divano, con un film in sottofondo che nessuno dei due stava davvero seguendo, scherzavano, si punzecchiavano, si sfioravano come se il mondo fuori da quelle quattro mura non esistesse. Il loro legame, nato quasi per caso, si era fatto in poco tempo sorprendentemente intenso. Con Eduardo, Stella riusciva a sentirsi leggera, quasi felice, come se il passato non avesse più potere su di lei. Eppure, dietro il suo sorriso ironico, c’era un’ombra che non la lasciava mai. Ogni volta che Eduardo le chiedeva del suo passato, del perché a volte sparisse con lo sguardo, lei cambiava argomento, si rifugiava in una battuta, in un bacio improvviso, in qualunque distrazione le permettesse di rimandare la verità. Quel segreto che custodiva – una scelta compiuta anni prima, un debito con persone pericolose, un figlio che nessuno sapeva esistere – minacciava silenziosamente tutto ciò che stava costruendo con lui.
Quella sera, mentre Eduardo parlava con ingenuo entusiasmo di un possibile nuovo lavoro che gli avrebbe finalmente dato un po’ di stabilità, Stella sentì il cuore stringersi. Lui la guardava con fiducia, come se lei fosse il suo porto sicuro, la sua occasione di cambiamento. Ma lei sapeva che, se il suo passato avesse bussato alla porta, non ci sarebbe stata tregua per nessuno dei due. Si alzò con una scusa, andando in cucina a versare dell’acqua, ma in realtà per guardare il telefono nascosto in un cassetto, quello che non accendeva mai. ll pensiero di doverlo fare, un giorno, per rispondere a chiamate che temeva da anni, le gelò il sangue. Quando tornò in salotto, trovò Eduardo che la osservava, serio per una volta. “A volte ho l’impressione che tu mi tenga lontano da una parte importante di te,” disse piano. Lei sorrise, ma i suoi occhi tradirono il panico. “Abbiamo tutti dei pezzi che non vogliamo ricordare,” sussurrò, stringendosi a lui, sperando che il calore del suo abbraccio fosse abbastanza forte da mettere a tacere le voci del passato.
Intanto, nei corridoi freddi dell’ospedale, Rossella camminava a passo deciso, ma le mani che stringevano la cartella clinica tremavano leggermente. La notizia del nuovo primario si era diffusa nel giro di poche ore, come sempre accade in un reparto dove i muri sembrano avere orecchie. Non era Riccardo. Nonostante mesi di lavoro impeccabile, turni infiniti, sacrifici, pur di sostenerlo, la scelta era caduta su qualcun altro. Quando aveva letto il nome, Rossella aveva sentito un vuoto improvviso nello stomaco, come se l’aria le fosse stata strappata via. Non era solo delusione per lui, era il crollo di un’idea che si era costruita nella mente: quella di un futuro insieme, solido, in cui la carriera di Riccardo sarebbe stata lo specchio del loro amore adulto, maturo, finalmente stabile. Lo trovò nel suo studio, seduto alla scrivania, apparentemente tranquillo. “Allora, l’hai saputo,” disse lui, senza alzare lo sguardo. Lei annuì, incapace di nascondere l’amarezza. “Non è giusto,” esplose, “tu meritavi quel posto.” Ma Riccardo, con un sorriso stanco, si limitò a dirle che, forse, non tutto il male viene per nuocere.
Quelle parole, però, suonarono vuote nelle orecchie di Rossella, che iniziò a domandarsi quanto ancora avessero in comune i loro sogni. Lui sembrava pronto a rassegnarsi, a prendere quell’ingiustizia come l’ennesimo compromesso della vita adulta. Lei, invece, sentiva ribollire sotto la pelle un’energia diversa, una rabbia che era anche paura: paura di essersi legata a un uomo che non avrebbe più lottato per sé, e forse nemmeno per loro. Mentre tornava verso casa, con la città avvolta nel buio e le luci dei negozi natalizi che non riuscivano a scaldarle il cuore, i destini di tutti sembravano muoversi silenziosamente sulla stessa scacchiera. Viola cercava di convincersi che una seconda possibilità con Eugenio fosse un atto di coraggio e non di resa. Stella stringeva tra le mani un futuro fragile, costruito su un segreto pronto a esplodere. Rossella si interrogava su quanto fosse disposta a sacrificare per restare accanto a un uomo ferito nell’orgoglio. E intanto, Napoli continuava a respirare attorno a loro, indifferente e luminosa, come se sapesse che la notte successiva avrebbe portato nuove verità a galla. Se vuoi, posso aiutarti a trasformare questa storia in una serie di episodi, con dialoghi e colpi di scena per ognuno dei personaggi.