LOS “CALMANTES” DE ÁNGELA ESCONDEN ALGO MAYOR: EL PLAN YA EMPEZÓ | Crónicas y Avances de
La Promessa: i calmanti di Ángela nascondono un piano segreto, la fuga è già cominciata
Nelle ultime puntate de La Promessa, il pubblico ha assistito a una trasformazione inquietante di Ángela, una delle figure più amate e tragiche della serie. La giovane brillante, colta e piena di sogni, che desiderava studiare a Zurigo e vivere una vita libera, appare ora come l’ombra di se stessa: lo sguardo spento, il corpo fragile, la voce quasi assente. Tutti, dentro e fuori dalla narrazione, sembrano concordare su una spiegazione semplice e crudele: Ángela è stata annientata dalla pressione, dal matrimonio imposto con Lorenzo e da una madre, Leocadia, che giustifica l’uso continuo di calmanti come una necessità medica. Eppure, proprio questa apparente evidenza è ciò che inganna. Perché ciò che sembra sottomissione potrebbe essere, in realtà, l’inizio di un piano sofisticato e disperato, una messinscena studiata nei minimi dettagli per ingannare i carnefici e conquistare la libertà.
Ángela non è solo una vittima, ma il simbolo di una violenza più sottile e devastante: quella esercitata sotto la maschera dell’amore materno e della convenienza sociale. Leocadia, contessa ambiziosa e manipolatrice, ha trasformato la figlia in una moneta di scambio, sacrificando i suoi desideri sull’altare del potere. Il matrimonio con Lorenzo non rappresenta un’unione, ma una condanna. Lorenzo non è un semplice antagonista: è un uomo segnato dalla crudeltà, responsabile di abusi, manipolazioni e tragedie che hanno già distrutto altre vite. Ángela conosce bene la sua natura e sa che sposarlo significherebbe morire lentamente. Ogni tentativo di fuga è stato bloccato, ogni lettera intercettata, ogni incontro con Curro scoperto e punito. La sua vita è diventata una prigione dorata, sorvegliata passo dopo passo da una madre che dice di proteggerla mentre la consegna al suo peggior incubo.
Ed è qui che entrano in gioco i calmanti. Non come strumento di controllo, ma come parte di una preparazione. La loro funzione non è spegnere Ángela, bensì convincere tutti che lei sia ormai vinta, rassegnata, incapace di reagire. La sua debolezza è un’illusione necessaria, una maschera perfetta. Chi conosce davvero la storia della tenuta sa che La Promessa ha già visto un piano simile: quello di Pía Adarre, la donna che, intrappolata in un matrimonio violento, riuscì a salvarsi fingendo la propria morte. Pía conosce le dosi, i tempi, i rischi. Sa come simulare un avvelenamento, come rallentare il battito fino a renderlo quasi impercettibile, come convincere il mondo che non c’è più nulla da salvare. L’ipotesi che sia lei a guidare Ángela in questo percorso è tutt’altro che azzardata. Accanto a lei potrebbe esserci Curro, l’uomo che ama Ángela senza condizioni, disposto a tutto pur di strapparla a un destino disumano.
Le anticipazioni e una promo trasmessa per errore hanno acceso il panico e l’entusiasmo dei fan: Ángela in abito da sposa, apparentemente morta tra le braccia di Curro. Un’immagine devastante, che sembra annunciare un suicidio tragico, proprio alla vigilia di Natale. Ma per chi osserva con attenzione, quella scena non parla di fine, bensì di rinascita. La tempistica è troppo perfetta, i segnali troppo coerenti. I calmanti, lo stato sempre più alterato di Ángela, la sua apparente resa: tutto costruisce una narrazione credibile affinché, quando “morirà”, nessuno dubiti. Né Leocadia, né Lorenzo. Anzi, per loro il colpo sarà doppio. Lorenzo verrà umiliato pubblicamente: la donna che doveva sposarlo avrà preferito la morte. Leocadia, invece, subirà il castigo più crudele possibile: vivere credendo che le sue scelte abbiano spinto la figlia al suicidio. Non una punizione legale, ma morale, quotidiana, eterna.
Questo piano non è solo una fuga personale, ma un atto politico e narrativo potentissimo. È la ribellione estrema di una donna in un mondo che non le concede alternative. Ángela, come Pía prima di lei, utilizza l’unica arma concessa: sparire. Morire agli occhi degli altri per poter vivere davvero. Il coinvolgimento del servizio, la possibile complicità silenziosa di personaggi come Manuel, forse persino l’indifferenza strategica di Alonso, rafforzano l’idea di una rete di solidarietà che attraversa le classi sociali. La Promessa racconta ancora una volta che il potere, per quanto sembri assoluto, ha crepe profonde. E in quelle crepe si infilano l’amore, la lealtà e il coraggio. Ángela non è finita. Sta recitando la parte più difficile della sua vita. Perché, in questa storia, per rinascere bisogna prima morire. E la sua morte, quella che tutti piangeranno, sarà solo l’inizio di una libertà conquistata con dolore, intelligenza e una determinazione che nessun calmante potrà mai spegnere.