La Promessa Anticipazioni: Alonso torna con un segreto scioccante che distruggerà Lorenzo e Leocadia
Nei corridoi gelidi de La Promessa, il silenzio pesa più dei segreti. Quando la carrozza di Alonso varca il cancello, nessuno immagina che quel ritorno inaspettato segnerà la fine di un’epoca. Il marchese appare cambiato: lo sguardo scuro, il volto scavato da notti senza sonno, un’ombra di dolore che neppure la sua proverbiale compostezza riesce a nascondere. Accanto a lui, però, non ci sono solo bauli di viaggio, ma sergenti in uniforme e un carro funebre che avanza lento, come un presagio di tragedia. I domestici smettono di parlare, le dita tremano sui grembiuli, i mormorii si trasformano in un brusio inquieto. In quell’attimo sospeso, Lorenzo e Leocadia capiscono che qualcosa è andato terribilmente storto: il piano che credevano perfetto sta per crollare sotto il peso di una verità che ritorna a casa… dentro una bara.
Per arrivare a questo momento, Alonso ha attraversato l’inferno. In segreto, lontano dagli occhi di tutti, ha seguito piste confuse, interrogato contadini, pagato informatori che bisbigliavano il nome di Catalina come una maledizione. Finché un pezzo di terra smossa, in un campo anonimo, gli ha mostrato l’orrore: un corpo sepolto in fretta, come se qualcuno avesse voluto cancellare un’intera vita a colpi di pala. Quando il telo si apre e il volto pallido di sua figlia appare immobile, il mondo si spezza. Non c’è urlo, non c’è scena plateale: solo un mormorio spezzato, “mia figlia”, e un dolore così profondo da trasformarsi subito in furia glaciale. In quei giorni lontano dalla tenuta, il marchese non ha solo trovato il corpo di Catalina, ma anche i fili invisibili che portano sempre alle stesse mani: pagamenti occulti, testimonianze comprate, ordini sussurrati nel buio. Ogni traccia conduce a Leocadia e alle manovre sporche di Lorenzo. È in quel momento che Alonso smette di essere solo un padre distrutto: diventa un giudice che prepara la condanna.
Mentre il marchese si avvicina a La Promessa, con il feretro che segue come un’ombra muta, dentro il palazzo si gioca un’altra partita. Manuel, logorato dall’angoscia per la scomparsa di Catalina, ha da poco ricevuto una chiamata anonima. Una voce grave, lucida, consapevole del pericolo, gli ha confessato di aver trovato ciò che cercava, ma di non poter ancora tornare. Manuel, senza saperlo, stava parlando proprio con suo padre. Tra promesse di protezione e avvertimenti sugli avversari “molto astuti”, il giovane marchese ha intuito che il gioco è più grande di lui, eppure deve fingere normalità. È in quel momento che Leocadia entra nel suo ufficio, col suo sorriso dolce che non inganna più nessuno. Le sue domande sembrano innocenti, ma ogni parola è una sonda. Manuel mente, parla di “sponsor di aerei” e “viaggi da organizzare”, mentre cerca solo una via di fuga dallo sguardo della donna che, senza che lui lo sappia, ha già firmato la condanna della sua famiglia. Leocadia, però, percepisce la crepa, e dietro la porta chiusa il suo sorriso evapora, lasciando spazio a uno sguardo duro, calcolatore.
Da quel momento, la controffensiva di Leocadia e Lorenzo parte come una macchina di guerra. Lei irrompe negli appartamenti di lui senza preavviso: “Dobbiamo parlare, adesso”. Alonso sparito per giorni senza spiegazioni, Manuel teso per una chiamata misteriosa, il sospetto che tutto sia collegato a Catalina cresce come un’ombra nera sui loro volti. Se Alonso ha trovato anche solo un indizio sulla verità, ammette Lorenzo, “siamo perduti”. Ma invece di arrendersi, i due amanti-criminali reagiscono: dossier paralleli, uomini mandati nelle taverne e sulle strade, domande fatte ai cocchieri e ai domestici, antichi contatti risvegliati nell’ombra. Vogliono seguire le tracce del marchese, anticiparne le mosse, capire quanto sia vicino alla verità. Per la prima volta, però, il tempo non gioca più a loro favore. Più indagano, più la sensazione di essere loro gli osservati cresce, sottile e inquietante. E mentre Leocadia finge leggerezza tra i corridoi, scrutando ogni reazione dei servi, in fondo al cuore sente ciò che non osa dire: il gioco sta cambiando mano.
Il colpo di scena esplode nel cortile della tenuta, davanti a tutti. Alonso scende dalla carrozza, i sergenti alle spalle, il dolore trasformato in una freddezza che fa tremare più di qualsiasi urlo. Lorenzo e Leocadia si avvicinano, forzando un sorriso, provando ancora una volta a recitare la parte degli ospiti premurosi. Ma la maschera si frantuma alla prima frase del marchese: “Ho viaggiato in segreto per indagare su voi due”. Il silenzio che segue è un verdetto. Nelle mani di Alonso c’è un dossier meticoloso: scomparse, minacce, menzogne, e soprattutto la verità sulla morte di Catalina. Quando il sergente pronuncia le parole “siete in arresto”, Leocadia vacilla per un istante, poi tenta invano di aggrapparsi all’ultima arma che le resta: la negazione. È tardi. Manuel, attirato dalla confusione, corre nel cortile e trova suo padre circondato dalle autorità e la carrozza funebre ferma sullo sfondo. “Padre?”, sussurra, già sapendo che la risposta lo distruggerà. “Lei se n’è andata, figlio mio.” In un istante, il ragazzo crolla, le ginocchia cedono, le lacrime sgorgano senza freni, mentre Alonso lo stringe a sé cercando di non crollare a sua volta. Dietro di loro, Lorenzo e Leocadia vengono trascinati via, sconfitti, osservando l’uomo che credevano di poter manipolare trasformarsi nel boia che li ha appena condannati.
Se pensavi di aver già visto il massimo della tensione a La Promessa, questa svolta cambia tutto: un padre che torna con il corpo della figlia, i veri colpevoli smascherati davanti a tutta la tenuta, un figlio distrutto tra le braccia dell’unico uomo che ha avuto il coraggio di cercare la verità fino in fondo. Ma davvero Catalina è morta per sempre… o una nuova verità, ancora più sconvolgente, aspetta solo di essere rivelata? Dimmi quale personaggio vuoi vedere al centro del prossimo scandalo – Alonso, Manuel, Leocadia o Lorenzo – e ti costruirò il prossimo capitolo di questa storia, ancora più oscuro e pieno di colpi di scena.