Un Posto al Sole, anticipazioni 29 dicembre-2 gennaio: Stella sta per essere scoperta, Eduardo nei guai

Napoli non dorme mai, ma quella sera il quartiere sembrava trattenere il fiato. Sotto i lampioni giallastri, Eduardo Sabbiese camminava a passo svelto, il colletto del giubbotto tirato su fino alle orecchie. Era stato un boss, uno di quelli che facevano tremare la gente solo pronunciandone il nome. Ora invece aspettava un processo, nascosto dietro lo status di pentito e l’illusione di una nuova vita accanto a Clara. Aveva tradito il sistema per amore, convinto che bastasse per lavare via il sangue dalle mani. Ma ogni volta che pensava a Stella, a quel sorriso apparso all’improvviso nella sua esistenza già troppo complicata, sentiva che il terreno sotto i piedi tornava a franare. La sua vicinanza a lei era un azzardo, una fiamma accesa troppo vicino alla benzina. Eppure non riusciva a staccarsene: Stella era il suo peccato tardivo, l’ultima tentazione di un uomo che voleva redimersi ma non sapeva come vivere senza pericolo.

Dall’altra parte della città, seduto in macchina con il motore spento, Damiano osservava l’entrata di un palazzo scrostato. La pioggia fine batteva sul parabrezza come un ticchettio nervoso, a tempo con i suoi pensieri. Era un poliziotto, ma non di quelli che si accontentano dei fascicoli in ufficio: a lui interessava guardare la gente negli occhi, capire dove finiva la paura e cominciava la menzogna. Le indagini su Sabbiese lo stavano consumando. Sapeva che l’ex boss si era pentito per Clara, ma sapeva anche che certi uomini non cambiano mai del tutto; al massimo imparano a mimetizzarsi meglio. Da qualche giorno un nome nuovo era entrato nei suoi rapporti: Stella. Una donna comparsa dal nulla, troppo vicina a Eduardo, troppo presente in ogni spostamento sospetto. Damiano sentiva che dietro di lei c’era qualcosa che non tornava. O forse, pensava tra sé, era proprio lei la chiave per incastrare definitivamente Sabbiese e chiudere una volta per tutte una pagina buia di Napoli.

Eduardo arrivò sotto casa di Stella con un minuto di ritardo. Lei lo aspettava sul balcone, una sigaretta tra le dita e lo sguardo di chi ha già deciso per entrambi. Quando lui fu sulla porta, lei lo fermò con una sola frase: «O smetti di avere paura di me, o è meglio che non sali». Lui restò immobile, trafitto da quelle parole. Paura di lei? No, lui aveva paura di quello che Stella rappresentava: un futuro senza Clara, un tradimento non solo della donna che lo aspettava, ma di tutto il percorso di pentimento costruito faticosamente. «Sai che se continui così, butti tutto quello che hai fatto finora», sussurrò lei, avvicinandosi. «I giudici non perdonano gli indecisi, Eduardo. E nemmeno i tuoi vecchi amici». Era un avvertimento o una minaccia? Lui non sapeva più distinguerli. La guardò negli occhi e capì che Stella non era solo una donna entrata da poco nella sua vita: era il crocevia dove passato e futuro si stavano scontrando. E qualsiasi scelta avrebbe fatto, qualcuno ne sarebbe rimasto distrutto.

Intanto Damiano aveva ottenuto quello che aspettava: un’informazione anonima, una soffiata arrivata nel cuore della notte, che collegava Stella a un giro di ricatti e favori sporchi. Carte, foto sgranate, registrazioni: tutto cominciava a comporre un mosaico inquietante. La donna che si muoveva accanto a Eduardo non era affatto una comparsa casuale. Ogni suo passo sembrava studiato per avvicinarsi all’ex boss, per prenderne la fiducia, per trascinarlo appena un po’ oltre il confine della legalità. Bastava un errore, un incontro sbagliato, una telefonata di troppo, e il castello di carte del pentimento sarebbe crollato. «Le sue scelte rischiano di incastrare soprattutto lei», borbottò Damiano, riascoltando una conversazione intercettata. Ma in fondo sapeva che, se Sabbiese fosse caduto di nuovo nel buio, qualcuno avrebbe trascinato con sé: Clara, che aveva creduto in lui; Stella, che forse stava giocando una partita più grande di lei; e lui stesso, Damiano, che ormai aveva investito in quell’indagine non solo il suo tempo, ma la sua coscienza.

La sera del 29 dicembre, mentre in città già brillavano le prime luci di Capodanno e tutti fingevano di essere felici, il destino di Eduardo oscillava come un bicchiere sul bordo di un tavolo. Un messaggio di Clara rimase non letto sul suo telefono, mentre un appuntamento segreto lo aspettava con Stella in un luogo dove Damiano aveva già piazzato i suoi occhi invisibili. Ogni sguardo, ogni parola, ogni esitazione sarebbero potuti diventare una prova. O una condanna. Eduardo non lo sapeva, ma il tempo per scegliere stava finendo: continuare a inseguire quella donna che lo attirava verso il baratro, o restare fedele al giuramento fatto a Clara e alla giustizia. Dietro le quinte, Damiano si preparava a chiudere la trappola, consapevole che un solo passo falso avrebbe potuto distruggere non solo un uomo, ma l’illusione stessa che il passato possa essere davvero cancellato. Se vuoi, ora posso trasformare questa storia in un recap in stile anticipazioni televisive, con focus sui colpi di scena principali e le possibili evoluzioni dei personaggi.