LA PROMESA – URGENTE: El REY PROCLAMA a Curro BARÓN y Leocadia CAE de RODILLAS frente a TODOS
Alla Promesa nulla è mai davvero come sembra, ma ciò che accade in questo capitolo supera ogni aspettativa. È l’alba di una giornata che entrerà nella storia della tenuta e della stessa nobiltà spagnola. L’arrivo improvviso di un messaggero reale spezza la routine quotidiana e getta il palazzo nel caos. Nessuno è preparato a ciò che sta per accadere: il Re di Spagna convoca l’intera famiglia Luján a corte, compreso Curro, l’uomo che per anni è stato umiliato, privato del suo nome e costretto a vivere come un servo nella casa che avrebbe dovuto essere la sua. In quell’istante, il destino inizia a ribaltarsi, e l’aria stessa sembra carica di una giustizia a lungo rimandata.
Il viaggio verso il palazzo reale è un percorso carico di tensione e simbolismo. Da una parte Curro, accompagnato da Ángela, unito a lei da un amore nato nell’ombra e cresciuto nella paura; dall’altra Leocadia, sola, divorata dal sospetto. Per la prima volta la donna che ha controllato tutto e tutti avverte una crepa nel suo potere. Il silenzio dei corridoi reali, lo sguardo dei nobili, la solennità del trono: tutto contribuisce a trasformare l’udienza in un vero e proprio processo pubblico. Quando il Re prende la parola, il suo tono non lascia spazio a dubbi: ciò che sta per essere pronunciato non è un’opinione, ma una sentenza morale prima ancora che politica.
La verità emerge con la forza di un uragano. Curro non è un usurpatore né un errore da nascondere, ma il figlio legittimo del marchese Alonso de Luján, privato dei suoi diritti attraverso menzogne, ricatti e minacce orchestrate da Leocadia. Una rete di crimini viene finalmente smascherata: falsi documenti, testimoni comprati, medici corrotti, vite spezzate. Il nome di Hanna Expósito riecheggia nel salone come un’accusa impossibile da ignorare. Le prove presentate da don Lisandro e dal duca de Carril sono schiaccianti. Ogni parola toglie a Leocadia un frammento di potere, fino a quando la maschera cade del tutto.
Il momento più sconvolgente arriva quando Leocadia, simbolo di arroganza e crudeltà, crolla davanti a tutti. Le sue ginocchia cedono sul pavimento del trono, sotto lo sguardo impietoso della corte. Non è un gesto calcolato, ma la resa definitiva di chi comprende di aver perso tutto. Né il titolo, né il matrimonio, né la maternità possono più salvarla. Nemmeno Ángela, la figlia che ha tentato di usare come pedina, le concede pietà. Con parole fredde e definitive, la giovane spezza l’ultimo legame: la libertà, finalmente, ha un prezzo più alto del sangue. Leocadia viene arrestata, privata di ogni privilegio, mentre il silenzio che segue è quello di una fine irreversibile.
Ma la giornata non è solo distruzione: è anche rinascita. Il Re riconosce ufficialmente Curro come figlio legittimo dei Luján e compie un gesto storico proclamandolo Barone di Valdehierro. Non è soltanto un titolo, ma il riconoscimento di una nobiltà costruita nel dolore, nella dignità e nella compassione. Vengono ricordati i suoi gesti silenziosi: l’aiuto ai servi, la protezione dei più deboli, il coraggio di restare umano quando tutto lo spingeva all’odio. È questa la vera vittoria di Curro. Davanti a tutta la corte, egli chiede ad Ángela di diventare sua moglie, trasformando il trionfo della giustizia in una promessa d’amore e futuro.
Eppure, come ogni grande dramma, La Promesa non si chiude con un semplice lieto fine. Le ultime parole di Leocadia, pronunciate nell’ombra di una cella, insinuano il dubbio: non tutta la verità è ancora emersa. Nuove minacce si profilano all’orizzonte, vecchi nemici osservano da lontano, pronti a colpire. Ma una cosa è certa: nulla tornerà come prima. Il potere ha cambiato volto, la giustizia ha finalmente parlato, e Curro, da servo dimenticato, è ora il simbolo di una nobiltà che nasce dall’anima. Alla Promesa, la storia continua, ma il mondo non sarà più lo stesso.