LA PROMESSA ANTICIPAZIONI – CHI È IL COLPEVOLE? Curro e Ramona rivelano l’assassino a La Promesa

Il silenzio del cimitero dei Luján è solo un’illusione. Sotto la terra smossa, accanto alla lapide fredda che porta il nome di Ana Exposito Luján, non riposa la pace ma un segreto pronto a esplodere. Nelle prossime puntate de La Promessa, l’immagine di una pala che affonda nella tomba diventa il simbolo più potente di una verità che rifiuta di restare sepolta. Non si tratta solo di una profanazione, ma di un atto disperato, carico di dolore e di rabbia, che riapre ferite mai rimarginate. La morte di Ana, accettata ufficialmente come una tragedia improvvisa, torna a essere un enigma inquietante. E la domanda che aleggia tra i viali del cimitero non è più “chi piangiamo?”, ma “chi stiamo proteggendo?”.

Curro è il cuore pulsante di questa tempesta. Dopo aver scoperto il legame di sangue con Ana, il suo lutto si è trasformato in un’ossessione lucida, quasi feroce. Il giovane non accetta la versione ufficiale, non crede al destino né alla casualità. Ogni dettaglio lo spinge a pensare che dietro la morte di sua sorella si nasconda un piano più grande, oscuro, studiato nei minimi particolari. Le coincidenze sono troppe: la fine sospetta del dottor Gamarra, l’incidente del cavallo, le reazioni nervose di figure potenti come Lorenzo, Leocadia e Jacobo. Accanto a lui c’è Ramona, che condivide lo stesso bisogno viscerale di giustizia. Insieme, sfidano il silenzio imposto dalla paura e dalle gerarchie, consapevoli che cercare la verità a La Promessa significa mettere a rischio la propria vita.

La decisione di riesumare il corpo di Ana rappresenta il punto di non ritorno. È un gesto estremo, moralmente sconvolgente, ma necessario. Quel sepolcro, violato nella notte, diventa il luogo dove il dolore si trasforma in accusa. Il ricordo del funerale, con Manuel che getta nella fossa la caramella – ultimo simbolo di un amore spezzato – rende tutto ancora più straziante. Quel gesto intimo, nato per dire addio, ora rischia di diventare la prova di un inganno collettivo. Se Ana non è morta come tutti credono, se il suo corpo racconta un’altra storia, allora l’intero equilibrio della famiglia Luján è destinato a crollare. E con esso, l’illusione di rispettabilità che ha protetto per anni chi aveva troppo da perdere.

Intanto, al piano inferiore del palazzo, il lutto assume forme diverse ma non meno dolorose. Maria Fernández vaga come un’anima in pena, schiacciata da un senso di colpa che la divora. Quella notte Ana le aveva chiesto compagnia, aveva intuito il pericolo, e Maria aveva rifiutato. Ora vive con la convinzione che avrebbe potuto salvarla. La crudeltà di Petra, pronta a umiliarla e minacciarla di licenziamento, rende il suo dolore ancora più insopportabile. Solo l’intervento di padre Samuel evita il peggio, ma la posizione di Maria resta fragile. Parallelamente, Catalina affronta il proprio dramma: incinta di due gemelli, senza marito, intrappolata tra l’orgoglio e l’amore per Adriano. Lui le offre un futuro, stabilità e sostegno, ma lei rifiuta per paura del giudizio e per le ferite lasciate dall’abbandono di Pelayo. La sua scelta non riguarda solo il cuore, ma il destino economico stesso della tenuta.

Tutti questi fili convergono verso un’unica, ineludibile verità: la morte di Ana non è stata la fine, ma l’inizio. La profanazione della tomba è il segnale che il passato sta tornando a chiedere conto. Manuel, tornato alla Promessa, si trova davanti a un bivio impossibile: difendere l’onore della sua famiglia o unirsi all’indagine di Curro, rischiando di distruggere tutto ciò che conosce. La sua lealtà è messa alla prova come mai prima. A La Promessa, la giustizia è un fantasma che si aggira tra i corridoi, pronto a reclamare il suo prezzo. Quando l’assassino verrà finalmente smascherato, nulla resterà intatto. Perché la verità, una volta riesumata, non può più essere sepolta.