Cantieri ha un nuovo proprietario! Roberto si ritrova a mani vuote! È in atto un piano di vendetta
La puntata di Un Posto al Sole del 21 gennaio segna un punto di non ritorno nella lunga e tormentata storia dei Cantieri. Dopo settimane di silenzi, manovre sotterranee e false piste, il nome del nuovo amministratore delegato è finalmente destinato a emergere. Una decisione che non è solo aziendale, ma profondamente emotiva e politica, perché ridefinisce equilibri, alleanze e rancori mai sopiti. Tutto lascia intendere che il verdetto sarà una doccia fredda per Roberto Ferri, l’uomo che più di tutti si sentiva il legittimo erede di quel potere. I Cantieri, il suo regno, il simbolo della sua ascesa e delle sue cadute, sembrano scivolargli dalle mani proprio nel momento in cui credeva di poter tornare al comando. E quando Roberto perde, raramente accetta la sconfitta in silenzio.
Per settimane si è parlato di un ritorno “naturale” all’ordine: Filippo alla guida dei Cantieri, con Roberto costretto a mettere da parte l’orgoglio ma rassicurato dall’idea di avere comunque il figlio al vertice. Una soluzione che avrebbe garantito continuità, equilibrio e una parvenza di pace familiare. Marina non avrebbe ostacolato questa scelta e Chiara, pur carica di rancore verso la coppia Ferri-Giordano, avrebbe potuto accettarla come compromesso. E invece no. Le anticipazioni parlano chiaro: il nome del nuovo amministratore delegato non sarà quello che tutti si aspettano. Filippo viene clamorosamente escluso dal gioco, lasciando spazio a uno scenario molto più destabilizzante. Le alternative si assottigliano rapidamente e ogni ipotesi porta inevitabilmente a un unico nome.
Vinicio, pur rappresentando una scelta inattesa, non sembra avere né il peso né l’esperienza per reggere una responsabilità simile. Inoltre, non avrebbe il sostegno necessario per imporsi davvero. Chiara, che pure conserva un forte astio verso Roberto e Marina, difficilmente appoggerebbe una nomina così fragile, soprattutto senza l’appoggio di Filippo. Un dettaglio, però, diventa cruciale: ad accogliere la potente e temuta Elenor Price saranno proprio Roberto e Marina. Questo elemento suggerisce che la scelta finale ricadrà su uno di loro due. Ma se il nome di Roberto non rappresenterebbe una sorpresa — avendo già ricoperto quel ruolo in passato — è proprio su di lui che pesa un veto pesantissimo. Chiara non vuole Ferri al comando. Un no secco, netto, che cambia tutto.
Ed è qui che Marina Giordano emerge come la candidata più credibile, quasi inevitabile. Non è la prima scelta di Chiara, ma è quella più accettabile. Marina rappresenta un compromesso elegante: meno conflittuale di Roberto, più rassicurante per Filippo, più digeribile persino per Vinicio. La sua nomina avrebbe un sapore agrodolce: una vittoria per lei, una sconfitta bruciante per Roberto. Marina è sempre stata una figura capace di mediare, di smussare gli angoli, di tenere insieme interessi opposti. E, non da ultimo, la sua ascesa rappresenterebbe una piccola rivincita anche per Gennaro Gagliotti, che non si ritroverebbe come successore il suo storico rivale Ferri. Una scelta che punta alla stabilità, ma che inevitabilmente lascia qualcuno a mani vuote.
Per Roberto Ferri, però, questa non è solo una sconfitta professionale: è un affronto personale. Essere escluso dai Cantieri significa perdere potere, identità, controllo. Significa guardare Marina sedere su quella poltrona che lui considera “sua”. E chi conosce Roberto sa bene che l’umiliazione è un carburante pericolosissimo. Dietro questa nomina si intravede già l’ombra di una vendetta, di un piano silenzioso che potrebbe ribaltare ancora una volta le carte in tavola. Un Posto al Sole ci prepara così a una nuova fase del conflitto: da una parte Marina, chiamata a garantire equilibrio e stabilità; dall’altra Roberto, ferito nell’orgoglio e pronto a dimostrare che non è affatto fuori dai giochi. Perché ai Cantieri nulla finisce davvero con una firma. E quando Ferri perde, la guerra è solo all’inizio.