Whoopi Goldberg a Napoli per “Un posto al sole” l’attrice conquista la soap italiana per il 30° ann
Un lussuoso yacht nel golfo di Napoli, il Vesuvio sullo sfondo e una delle attrici più iconiche del cinema internazionale pronta a entrare in scena: così Whoopi Goldberg fa ufficialmente il suo ingresso nella storia di Un posto al sole. Per celebrare i trent’anni della soap più longeva della televisione italiana, la produzione sceglie un regalo straordinario, destinato a rimanere impresso nella memoria del pubblico. Non una semplice guest star, ma una vera leggenda del cinema mondiale che accetta di mettersi in gioco in un contesto nuovo, popolare e profondamente italiano. È un incontro simbolico tra due mondi: Hollywood e Napoli, il glamour internazionale e la quotidianità intensa di Palazzo Palladini, uniti da un linguaggio comune fatto di emozioni, umanità e storie senza tempo.
Whoopi Goldberg racconta la sua esperienza partenopea con entusiasmo sincero, sottolineando quanto Napoli le abbia ricordato New York. Due città lontane, ma sorprendentemente simili, accomunate dall’energia incessante, dal caos creativo e da un’anima che non dorme mai. “Siamo entrambe sul quarantunesimo parallelo”, osserva l’attrice con curiosità, come se anche la geografia avesse voluto suggellare questo incontro. Durante le riprese ha piovuto quasi sempre, ma questo non ha scalfito il suo entusiasmo. Al contrario, la pioggia sembra aver reso tutto più autentico, più vero. Era periodo natalizio e Whoopi ha vissuto appieno l’atmosfera delle feste, scoprendo tradizioni, sapori e piccoli rituali che l’hanno fatta sentire a casa: il presepe, il limoncello, la calorosa accoglienza dei napoletani. Un’Italia vissuta non da turista, ma da ospite amata.
In Un posto al sole, Goldberg interpreta Eleanor Price, una carismatica imprenditrice americana che arriva a Napoli portando con sé fascino, mistero e una forte personalità. Eleanor è una donna di potere, abituata a comandare e a farsi rispettare, ma lontana dagli stereotipi dell’autoritarismo freddo. È determinata, sì, ma anche capace di comunicare con gentilezza e intelligenza emotiva. Una figura complessa, sfaccettata, che promette di lasciare un segno profondo nelle dinamiche della soap. La scelta di affidare questo ruolo a Whoopi Goldberg non è casuale: la sua presenza scenica, la sua voce, il suo sguardo raccontano già una storia, ancora prima delle parole. Eleanor non è solo un personaggio, ma un simbolo di apertura, di contaminazione culturale, di dialogo tra mondi diversi.
L’amore di Whoopi Goldberg per l’Italia emerge con forza dalle sue parole. Non è un entusiasmo di facciata, ma un sentimento costruito nel tempo, attraverso incontri, esperienze e ricordi. L’attrice ricorda con emozione il suo primo contatto con il cinema italiano, quando ha avuto modo di conoscere leggende come Vittorio De Sica, Sofia Loren e Marcello Mastroianni. Nomi che per lei non rappresentano solo la storia del cinema, ma una connessione profonda tra attori, cultura e umanità. Whoopi parla dell’Italia come di un paese capace di farti sentire sempre a casa, ovunque tu sia. Racconta di aver vissuto in Sardegna e in Sicilia, sottolineando la straordinaria varietà di persone, stili di vita e tradizioni che rendono unico questo paese. Una ricchezza che non si esaurisce mai e che continua ad affascinarla.
Nel chiudere il suo racconto, Goldberg riflette con lucidità e rispetto sulla sua carriera e sul possibile futuro in Italia. Non sa se questa esperienza segnerà l’inizio di un nuovo capitolo professionale, ma non esclude nulla. “Se il pubblico mi apprezzerà, tornerò volentieri”, afferma con semplicità, lasciando aperta una porta che profuma di possibilità. La sua presenza in Un posto al sole non è solo una celebrazione del trentennale della soap, ma un evento che dimostra come le storie, quando sono autentiche, possano abbattere confini e unire mondi lontani. Napoli accoglie Whoopi Goldberg come una delle sue tante anime, e la soap italiana, con questo incontro storico, dimostra ancora una volta di saper guardare lontano senza perdere la propria identità. Un anniversario che diventa così un ponte tra passato e futuro, tra locale e globale, tra televisione popolare e grande cinema.