‘Don Matteo 15, anticipazioni del quinto episodio.
Giovedì 5 febbraio, in prima serata su Rai 1, Don Matteo torna a colpire il cuore del pubblico con la quinta puntata della quindicesima stagione, dal titolo emblematico “Il buon pastore”. Un episodio che intreccia leggerezza e tormento interiore, ironia e fragilità emotiva, mostrando ancora una volta come la serie sappia raccontare l’animo umano con delicatezza e profondità. A Spoleto l’equilibrio dei protagonisti viene messo a dura prova da arrivi inattesi, bugie a fin di bene e sentimenti che faticano a restare nascosti. Sotto la superficie rassicurante della canonica, si agitano dubbi, paure e desideri che chiedono di essere affrontati.
Il fulcro emotivo della puntata ruota attorno all’arrivo di Suor Costanza, zia di Caterina, una donna ferma nelle sue convinzioni e convinta che la nipote stia ancora seguendo la strada della vita religiosa. Ignara della verità, Suor Costanza arriva a Spoleto con il cuore colmo di orgoglio e aspettative, senza sapere che Caterina ha ormai intrapreso un percorso completamente diverso come Marescialla dei Carabinieri. Dire la verità significherebbe ferire profondamente una persona cara, ed è proprio questo il dilemma che paralizza Caterina. Per evitare uno scontro doloroso, entra in gioco Cecchini, che con il suo entusiasmo confusionario e il suo cuore grande organizza una messinscena improbabile ma piena di affetto. Così Caterina, tra imbarazzo e nostalgia, torna a indossare l’abito da suora, ritrovandosi sospesa tra ciò che è stata e ciò che è diventata, in una recita che rischia di sfuggire di mano.
Mentre a Spoleto si gioca con le apparenze, Giulia prende una strada completamente diversa, partendo per Perugia insieme a Mathias, che la introduce nel mondo della moda. Un universo fatto di luci, promesse e possibilità, ma anche di ambizioni sottili e scelte che possono cambiare una vita. Per Giulia è un viaggio che va oltre la distanza fisica: è una fuga, forse, o una ricerca di sé. Mathias rappresenta una porta aperta su un futuro affascinante e incerto, un futuro che la tenta e la mette alla prova. Ma ogni passo avanti di Giulia ha una conseguenza, e a Spoleto qualcuno resta indietro a fare i conti con l’assenza.
Quel qualcuno è Diego, rimasto in città a combattere una gelosia che cerca disperatamente di tenere a bada. Il suo tormento cresce silenzioso, alimentato dall’immaginazione e dal timore di perdere Giulia. Diego tenta di mostrarsi comprensivo, di rispettare le scelte di lei, ma dentro di sé il conflitto è feroce. La distanza amplifica i dubbi, e ogni pensiero diventa una domanda senza risposta. La sua gelosia non esplode, ma si trasforma in un’inquietudine costante, una tensione emotiva che lo rende vulnerabile. In questa puntata, Diego incarna la fragilità di chi ama davvero, ma teme di non essere abbastanza per trattenere chi ha accanto.
In canonica, invece, l’atmosfera si fa più cupa e introspettiva con Maria, tormentata da sogni angoscianti e ricordi confusi che riaffiorano senza preavviso. Le sue notti sono popolate da immagini spezzate, sensazioni di paura e un passato che sembra bussare con insistenza alla porta della sua coscienza. Maria appare smarrita, come se una parte di sé stesse cercando di emergere nonostante la sua volontà di dimenticare. Questo filone narrativo aggiunge una nota più oscura all’episodio, mostrando come anche nei luoghi più protetti possano annidarsi inquietudini profonde. Il buon pastore diventa così una metafora potente: prendersi cura degli altri significa prima di tutto avere il coraggio di affrontare le proprie ombre.
La quinta puntata di Don Matteo 15 promette quindi una serata intensa, capace di alternare sorrisi e malinconia, leggere

zza e riflessione. Tra bugie dette per amore, sogni che aprono nuove strade e sentimenti che chiedono di essere riconosciuti, Spoleto si conferma ancora una volta il palcoscenico ideale per raccontare storie di umanità autentica. Il buon pastore non offre risposte facili, ma invita lo spettatore a interrogarsi sul valore della verità, sulla forza dei legami e sulla responsabilità che ognuno ha verso se stesso e verso chi ama. Un episodio che, come spesso accade in Don Matteo, lascia il segno ben oltre i titoli di coda.