MICHELE VUOLE ESSERE IL NUOVO DIRETTORE – UN POSTO AL SOLE
A Un Posto al Sole le battaglie più dure non si combattono solo con sentimenti e segreti, ma anche con il potere. E questa volta il campo di scontro è Radio Golfo 99. Michele Saviani, giornalista storico, volto autorevole e anima critica dell’emittente, decide di fare un passo che nessuno si aspettava fino in fondo: candidarsi ufficialmente come nuovo direttore. Una scelta che nasce sì da una convinzione personale, ma che trova una spinta decisiva in Silvia, la moglie che più di tutti crede in lui e nel valore del suo lavoro. Quando Michele vede Roberto Ferri in radio, capisce che è il momento giusto. Non tentenna, non gira intorno al problema: si propone, convinto di avere tutte le carte in regola per guidare Radio Golfo 99 in una fase delicata e decisiva della sua storia.
La reazione di Roberto Ferri è di puro spiazzamento. Michele non era nei suoi piani, non in quel ruolo almeno. Tanto che Roberto corre subito a informare Marina, quasi incredulo davanti a una candidatura così diretta e determinata. Marina e Roberto, infatti, avevano già immaginato un altro nome per la direzione: Filippo. Una scelta che sembrava naturale, quasi scontata, viste le competenze di Filippo e il lavoro straordinario svolto in passato per far crescere la radio e portarla a livelli altissimi. Nonostante i vecchi attriti con il padre, Filippo aveva deciso di rimettersi in gioco, convinto di poter gestire ancora una volta l’emittente con visione e capacità. Ma l’irruzione di Michele cambia improvvisamente le regole del gioco.
Quando Roberto torna a parlare con Michele per comunicargli la decisione presa insieme a Marina, si aspetta forse un passo indietro, un’accettazione diplomatica. Ma Michele sorprende tutti. Non arretra di un centimetro. Con fermezza e lucidità, smonta la scelta di Filippo punto per punto. Sottolinea un aspetto fondamentale: la gestione “familiare” della radio ha già creato problemi in passato, non solo con Filippo ma anche con Elena. Professionisti validi, certo, ma spesso assorbiti da altri impegni, incapaci di garantire una presenza costante. Michele porta l’attenzione sugli indipendenti, sui giornalisti e collaboratori che troppo spesso si sono trovati soli davanti a decisioni cruciali. E poi rivendica il suo contributo: nell’ultimo anno ha dato tantissimo alla radio, affrontando battaglie difficili come quella legata a Gennaro Gagliotti, dimostrando coraggio, coerenza e leadership.
Questo confronto manda Roberto su tutte le furie. Per lui, la candidatura di Michele non è solo ambizione, ma un vero affronto. Tornato ai cantieri, sfoga la sua rabbia con Marina, incapace di digerire il fatto che Saviani stia forzando la mano in modo così esplicito. Marina, però, mostra un approccio diverso, più lucido e forse più lungimirante. Ricorda a Roberto che Michele è un giornalista stimato, rispettato dai colleghi, con una trasmissione che sta andando fortissimo. Gli inserzionisti fanno a gara per avere spazi pubblicitari nel suo programma, segno di un successo concreto e misurabile. Michele, sottolinea Marina, ha un potere contrattuale enorme e sta semplicemente giocando le sue carte nel momento giusto. Non è arroganza, è strategia.
La battaglia per la direzione di Radio Golfo 99 diventa così uno scontro simbolico tra due visioni. Da una parte la continuità familiare rappresentata da Filippo, dall’altra il merito e l’esperienza sul campo incarnati da Michele. Nessuna delle due strade è priva di rischi. Scegliere Michele significherebbe rompere un equilibrio consolidato, ma anche riconoscere il valore di chi ha tenuto in piedi la radio nei momenti più difficili. Scegliere Filippo vorrebbe dire affidarsi a una figura brillante, ma divisa tra troppi impegni. La domanda resta sospesa e carica di tensione: Michele riuscirà davvero a diventare il nuovo direttore di Radio Golfo 99, scavalcando Filippo e ribaltando i piani di Ferri e Marina? A Un Posto al Sole, quando il potere entra in gioco, nessuna decisione è mai indolore. E questa volta, qualunque sarà la scelta, lascerà ferite profonde.