Caos in casa Mediaset: Io sono Farah verso la chiusura?

In casa Mediaset soffia aria di tempesta, e al centro del ciclone c’è Io sono Farah, la serie turca che sembrava aver finalmente trovato una sua identità nel palinsesto italiano. Dopo un inizio promettente e una crescita costante di pubblico, la soap si ritrova oggi in una posizione estremamente delicata, quasi precaria. Gli spettatori che hanno imparato ad affezionarsi alle vicende intense di Farah e Tahir avvertono un senso di inquietudine: qualcosa non sta andando per il verso giusto. Nonostante l’impegno narrativo e l’empatia costruita episodio dopo episodio, la serie sembra vittima di una gestione incerta, fatta di scelte che rischiano di comprometterne il futuro. E la domanda che serpeggia tra i fan è una sola: Io sono Farah sta davvero andando verso la chiusura?

Fin dal debutto sulle reti Mediaset, la serie ha dovuto affrontare un percorso tutt’altro che lineare. Spostamenti continui, cambi d’orario improvvisi, collocazioni instabili tra pomeriggio, prima e seconda serata: un vero e proprio slalom televisivo che ha messo a dura prova la fedeltà del pubblico. Gli spettatori, invece di godersi la storia, si sono ritrovati a inseguirla, controllando guide TV e comunicazioni dell’ultimo minuto per non perdere nemmeno una puntata. Una situazione logorante che, alla lunga, rischia di spezzare anche il legame più solido. Eppure, nonostante tutto, Io sono Farah ha resistito, dimostrando di avere uno zoccolo duro di fan e ascolti più che dignitosi per le fasce in cui è stata collocata.

Il 2026, però, non ha portato quella stabilità tanto attesa. Gennaio si è aperto con l’ennesimo scossone: la puntata del 27 gennaio è stata cancellata per lasciare spazio a un film dedicato al Giorno della Memoria. Una scelta comprensibile dal punto di vista editoriale e simbolico, ma che ha ulteriormente alimentato la sensazione di fragilità intorno alla serie. Quando una fiction viene sospesa con tale facilità, il messaggio che passa al pubblico è chiaro: non è una priorità. E questa percezione, nel mondo televisivo, può essere letale. Come se non bastasse, nelle settimane successive è arrivata la notizia che ha fatto esplodere il malcontento: Io sono Farah sarebbe stata spostata definitivamente in seconda serata, con messa in onda fissata intorno alle 23:15 del martedì.

Un orario che per molti equivale a una retrocessione. La seconda serata è una fascia complessa, meno visibile, dove l’attenzione del pubblico cala e la competizione con la stanchezza quotidiana diventa spietata. Per una serie che fino a poco prima aspirava a un ruolo più centrale, questo spostamento è apparso come un segnale inequivocabile di ridimensionamento. Ma il vero colpo al cuore dei fan arriva guardando oltre, verso la primavera 2026. Le indiscrezioni parlano di una possibile uscita definitiva della soap dal palinsesto Mediaset, pronta a cedere il passo a un gigante dell’intrattenimento: il Grande Fratello VIP. Un format collaudato, capace di garantire share elevati e una fidelizzazione immediata, che rappresenta per la rete una scelta più sicura rispetto a una produzione seriale straniera, per quanto amata.

La situazione di Io sono Farah diventa così emblematica di un problema più ampio: in un panorama televisivo dominato dai reality, c’è ancora spazio per le soap emotive e intense? Mediaset sembra orientata a privilegiare prodotti che promettono risultati immediati, sacrificando storie che richiedono tempo, attenzione e coinvolgimento emotivo. Intanto, sui social, i fan non restano in silenzio. Commenti, appelli e messaggi di protesta si moltiplicano, denunciando una gestione percepita come ingiusta e poco rispettosa verso un pubblico fedele. Il destino di Io sono Farah resta appeso a un filo: chiusura definitiva o sopravvivenza in una nicchia sempre più marginale? Una cosa è certa: se la serie dovesse davvero uscire di scena, non sarebbe per mancanza di cuore o di storie da raccontare, ma per una strategia televisiva che sembra aver deciso di voltare pagina, lasciando dietro di sé l’emozione silenziosa delle soap.