PUNTATA 5 | Il dietro del dietro le quinte di Don Matteo 15
Spoleto si trasforma ancora una volta nel cuore pulsante di Don Matteo 15, ma questa volta le telecamere non raccontano un mistero da risolvere: svelano il caos irresistibile e geniale che si nasconde dietro ogni scena. Tra battute improvvisate, gag impreviste e un’energia contagiosa, il “dietro del dietro le quinte” della quinta puntata regala uno spettacolo nello spettacolo. E se davanti all’obiettivo tutto appare perfettamente calibrato, dietro si respira un’aria di gioco, complicità e autoironia che rende la fiction più amata d’Italia ancora più speciale.
A rubare subito la scena è Andrew Howe, atleta di fama internazionale – vicecampione mondiale e due volte campione europeo – che confessa con sorprendente sincerità quanto l’emozione prima di entrare sul set sia identica a quella provata prima di una gara. L’adrenalina è la stessa, il battito accelera allo stesso modo. Eppure qui non ci sono piste d’atletica, ma copioni, ciak e colleghi pronti a scherzare su ogni dettaglio. Tra una battuta e l’altra, Andrew si lascia travolgere dal clima leggero e ironico che domina il set, dimostrando che anche un campione può ridere di sé stesso e mettersi in gioco lontano dai riflettori sportivi.
Poi arriva lei, Valeria Fabrizi, l’intramontabile Suor Costanza. Presenza iconica, carisma naturale, ironia tagliente. Quando le chiedono che ruolo interpreta, risponde con quella verve che la contraddistingue da sempre, mescolando verità e scherzo. Racconta di aver desiderato tornare a lavorare accanto a volti noti e amici, e lo fa con una spontaneità che conquista tutti. Sul set si scherza sui “voti” presi o meno, si improvvisa, si ride di ricordi lontani come la partecipazione a Miss Universo nel 1957. E quando le viene chiesto il segreto della sua bellezza, la risposta è disarmante: “Acqua e sapone”. Nessun artificio, nessuna formula magica. Solo autenticità. È questo il fascino che continua a renderla un punto fermo della fiction italiana.
La scena clou della puntata, però, è un piccolo capolavoro di comicità involontaria. Suor Costanza si sente male e scatta il panico organizzato: serve una sedia, subito. Il “più insignificante del gruppo”, come viene definito scherzosamente uno degli attori, si trasforma nell’eroe del momento portando la sedia con solennità quasi epica. Tra indicazioni confuse, risate trattenute e suggerimenti urlati a metà, la scena prende forma in un equilibrio perfetto tra copione e improvvisazione. Qualcuno sospetta persino che il malore sia finto, ma il dubbio resta sospeso fino al giorno dopo, quando la puntata andrà in onda. È questa la magia del set: ciò che sullo schermo appare drammatico, dietro è un vortice di ironia e creatività condivisa.
Ma Don Matteo non è solo attori e battute. È una macchina complessa fatta di professionisti spesso invisibili ma fondamentali. La giacchista che sistema ogni dettaglio del costume, l’“ombrellista” che protegge dal sole cocente di Spoleto, la parrucchiera e la truccatrice che trasformano volti stanchi in primi piani impeccabili. Sono loro a rendere possibile la magia. Gli attori arrivano al mattino con occhiaie, raffreddori e nervosismi, e sotto le mani esperte del team diventano pronti per il grande schermo. In una giornata che passa dai 42 gradi al fresco improvviso, tra una foto con i fan e una battuta fuori copione, il set diventa una piccola famiglia dove ognuno ha un ruolo essenziale.
Tra risate, selfie e finti drammi, la quinta puntata di Don Matteo 15 si prepara a conquistare il pubblico non solo per la storia raccontata, ma per l’anima che si percepisce dietro ogni scena. È questo il segreto della fiction più amata: un equilibrio raro tra professionalità e leggerezza, tra disciplina e gioco. E mentre le telecamere si spengono e qualcuno scherza sulla benzina che forse non basta, resta la sensazione di aver assistito a qualcosa di autentico. Perché se è vero che davanti all’obiettivo si costruiscono storie, è dietro le quinte che nasce la vera magia.