Io sono Farah, trame turche: Mehmet sospeso dalla polizia, ma promette vendetta
Nelle prossime puntate di Io sono Farah, il commissario Mehmet si troverà al centro di un’indagine interna al dipartimento di polizia.
Accusato di essere la talpa di Tahir Lekesiz, verrà sospeso dal servizio in attesa di ulteriori verifiche. Di fronte ai colleghi, sarà costretto a consegnare pistola e distintivo, mentre alcune fotografie ambigue alimenteranno i sospetti sul suo operato.

La carriera di Mehmet verrà improvvisamente travolta da accuse pesanti. Il suo superiore entrerà nel suo ufficio e il confronto prenderà subito una piega tesa: “Dammi la pistola e il distintivo”.
“Come, scusi?”, replicherà Mehmet, incapace di comprendere la situazione. “Sei sospeso per cattiva condotta. Verrà aperta un’indagine: sei sospettato di aver divulgato documenti riservati in cambio di denaro”, dirà il superiore. Mehmet resterà incredulo: “Ma di che cosa sta parlando?”.
Il superiore non userà giri di parole: “Parlo di Tahir. Il criminale con cui stai collaborando”. La replica di Mehmet sarà immediata: “Io collaborare con lui? Cerco di incastrarlo da una vita. Guardi i fascicoli che ho aperto”.
Ma il capo non arretrerà e citerà episodi specifici: “Al tuo risveglio ti sei affrettato a farlo uscire di prigione. Gli hai consegnato documenti riservati e hai fatto scoprire un nostro informatore”.
Mehmet perderà definitivamente la calma, sentendosi tradito dai suoi stessi uomini: “Quali voci? Chi di voi mi ha calunniato? Ho dedicato tutta la mia vita alla polizia e dovrei restare in silenzio mentre cercate di farmi fuori?”. La risposta sarà fredda: “Darai la tua versione in tribunale”.
Prima di consegnare l’arma, Mehmet ribadirà con fermezza: “Io credo nella giustizia. Anche senza tesserino resto un poliziotto. Mi rivedrete qui dentro molto presto.
La sospensione segnerà l’inizio di una frattura interna al dipartimento, mentre l’ombra di Tahir continuerà a dividere i poliziotti tra chi crede nell’onestà di Mehmet e chi lo considera un traditore.
Nelle prossime puntate di Io sono Farah, il commissario Mehmet si troverà al centro di un’indagine interna al dipartimento di polizia. Accusato di essere la talpa di Tahir Lekesiz, verrà sospeso dal servizio in attesa di ulteriori verifiche. Di fronte ai colleghi, sarà costretto a consegnare pistola e distintivo, mentre alcune fotografie ambigue alimenteranno i sospetti sul suo operato.
La carriera di Mehmet verrà improvvisamente travolta da accuse pesanti. Il suo superiore entrerà nel suo ufficio e il confronto prenderà subito una piega tesa: “Dammi la pistola e il distintivo”.
“Come, scusi?”, replicherà Mehmet, incapace di comprendere la situazione. “Sei sospeso per cattiva condotta. Verrà aperta un’indagine: sei sospettato di aver divulgato documenti riservati in cambio di denaro”, dirà il superiore. Mehmet resterà incredulo: “Ma di che cosa sta parlando?”.
Il superiore non userà giri di parole: “Parlo di Tahir. Il criminale con cui stai collaborando”. La replica di Mehmet sarà immediata: “Io collaborare con lui? Cerco di incastrarlo da una vita. Guardi i fascicoli che ho aperto”.
Ma il capo non arretrerà e citerà episodi specifici: “Al tuo risveglio ti sei affrettato a farlo uscire di prigione. Gli hai consegnato documenti riservati e hai fatto scoprire un nostro informatore”.
Mehmet perderà definitivamente la calma, sentendosi tradito dai suoi stessi uomini: “Quali voci? Chi di voi mi ha calunniato? Ho dedicato tutta la mia vita alla polizia e dovrei restare in silenzio mentre cercate di farmi fuori?”. La risposta sarà fredda: “Darai la tua versione in tribunale”.
Prima di consegnare l’arma, Mehmet ribadirà con fermezza: “Io credo nella giustizia. Anche senza tesserino resto un poliziotto. Mi rivedrete qui dentro molto presto.
La sospensione segnerà l’inizio di una frattura interna al dipartimento, mentre l’ombra di Tahir continuerà a dividere i poliziotti tra chi crede nell’onestà di Mehmet e chi lo considera un traditore.