LA NOTTE NEL CUORE MARTEDì 14 ottobre:Tahsin tra la vita e la morte,la pace si trasforma in tragedia
Nel nuovo episodio di “La Notte nel Cuore” in onda martedì 14 ottobre, la fragile tregua tra le famiglie Sanalan e Tasin si spezza in modo drammatico, trasformando la pace tanto attesa in una tragedia che lascerà cicatrici profonde. Tutto inizia con Nuh, che dopo ore di ricerche disperate riesce finalmente a trovare Mesut, il bambino scomparso. Lo vede proprio mentre l’autobus sta per partire e, senza esitare, sale di corsa, ancora con il fiato corto, sedendosi accanto a lui. Mesut lo osserva con occhi colmi di stupore e sollievo: per la prima volta da giorni non è più solo. Quando la voce dell’autista interrompe il silenzio dei passeggeri annunciando che la polizia sta cercando un bambino scomparso, Nuh capisce immediatamente di chi si tratta, ma decide di proteggerlo. Con tono calmo rassicura tutti dicendo che il piccolo non è sull’autobus, mentre in realtà Mesut è proprio al suo fianco. Quel gesto, semplice e istintivo, segna l’inizio di un legame profondo. Il bambino, per la prima volta dopo tanto dolore, si sente al sicuro, mentre Nuh, con una tenerezza che raramente lascia trasparire, gli promette che non dovrà più affrontare nulla da solo.
Nel frattempo, Esma rientra nella sua stanza d’ospedale dopo aver ricevuto buone notizie sulle condizioni di Esat. Si siede accanto al figlio, grata a Dio per aver salvato l’uomo che, nonostante tutto, rimane il padre del suo bambino. Ma la pace dura poco: Harika irrompe nella stanza furiosa, accusandola di occupare una camera privata senza permesso e di non poter pagare le spese. Le parole sono dure, umilianti, ma prima che la discussione degeneri interviene Cihan, deciso e fermo, dichiarando che sarà lui a farsi carico di ogni costo. Harika però lo zittisce con sarcasmo, insinuando che suo fratello, colpevole di aver quasi ucciso Esat, sia fuggito. Esma sbianca: la donna ha ragione. Il fratello è davvero scappato. Terrorizzata, teme per la sua sorte, ma Cihan la rassicura promettendole che lo troverà e lo riporterà sano e salvo. Intanto, Nuh e Mesut si rifugiano in un piccolo ristorante dove il bambino, ancora scosso, confessa di non voler tornare a Istanbul. Dice di avere paura, di non sapere cosa sia accaduto alla sorella, e ammette di aver colpito Esat con una pietra per difenderla, temendo ora di averlo ucciso. Nuh lo prende per mano e lo guarda negli occhi: gli dice che crede in lui e che non lo abbandonerà mai. È un momento di pura umanità che mostra quanto anche nel buio più profondo possa nascere un legame di fiducia.
Nel frattempo, la pace sembra vicina. Melek e Cihan fanno colazione insieme e sognano un futuro senza guerre familiari. Melek, incinta, ride serena mentre Cihan le dice che può mangiare quanto vuole, perché la sua unica preoccupazione è che lei e il bambino stiano bene. In quello stesso momento, Tasin, stanco di anni di conflitti, accetta di incontrare i Sanalan per proporre un accordo. A una condizione: che Sumru divorzi definitivamente da Samet, in modo da chiudere con il passato e ricominciare da zero. Melek accoglie la notizia con entusiasmo e corre da Cihan per condividere la speranza di una nuova era di pace. Tutto sembra volgere al meglio: le due famiglie si riuniscono per una cena simbolica, pronti a seppellire l’ascia di guerra. I sorrisi si mescolano alla commozione e persino i più scettici, come Esat e Hikmet, sembrano momentaneamente disarmati. Ma quando Tasin non si presenta e il suo telefono rimane muto, l’atmosfera si fa pesante. Poi, la notizia che distrugge ogni illusione: l’auto di Tasin è stata ritrovata crivellata di colpi, con tracce di sangue all’interno. Di lui, nessuna traccia.
La tragedia esplode come una bomba. Nuh, sconvolto, punta subito il dito contro i Sanalan, convinto che l’attacco sia stato ordinato da Samet. Le urla si levano alte nella sala, la pace appena siglata evapora in un lampo. Sumru, devastata, affronta Samet accusandolo di non sopportare la loro separazione e di voler distruggere tutto ciò che non può avere. Lui nega con rabbia, ma i suoi occhi tradiscono paura. Mentre il caos esplode, Nuh si precipita sul luogo dell’agguato e trova la scena del crimine avvolta dalle luci dei lampeggianti. La polizia gli dice che Tasin è caduto in una trappola, ma non sanno se sia stato rapito o se sia riuscito a scappare. Poco dopo arriva Cihan, deciso a chiarire la situazione ma accolto da Nuh con violenza: lo accusa di essere complice, di aver usato la pace come copertura per l’attentato. I due arrivano quasi alle mani finché un agente li separa. Cihan giura che troverà il colpevole, anche se dovesse scoprire che è qualcuno della sua stessa famiglia.
Nella notte gelida, Sumru partecipa alle ricerche e, tra la neve e i fari delle pattuglie, finalmente Tasin viene ritrovato. È vivo, ma gravemente ferito. Trasportato d’urgenza in ospedale, viene operato mentre le famiglie si riuniscono in una sala d’attesa colma di paura e tensione. Il medico annuncia che è fuori pericolo ma in condizioni critiche: resta solo da pregare. Mentre tutti piangono di sollievo, Hikmet lascia la villa di nascosto, seguita da Cihan che la vede allontanarsi in auto. La donna incontra una figura misteriosa, Nihal, a cui consegna una busta di denaro e parla di vecchi segreti mai chiusi. Cihan la osserva da lontano, confuso e inquieto. Forse dietro l’attentato non ci sono i Sanalan, ma qualcuno di molto più vicino. E quando la notte cala su Istanbul, la verità resta sepolta sotto il gelo della vendetta, pronta a riesplodere al primo raggio di luce. In “La Notte nel Cuore”, la pace non è che un’illusione, e ogni promessa nasconde il prezzo del sangue.