La notte nel cuore , Hikmet diventa povera dopo la morte di Samet la famiglia cade in miseria .
Il nuovo capitolo de La notte nel cuore travolge i telespettatori con un’ondata di disperazione, rabbia e inganni familiari che lasciano senza respiro. Dopo la morte di Samet, la famiglia Sansalan, una volta simbolo di potere e prestigio, sprofonda nella miseria più cupa. Tutto comincia nel momento più atteso: la lettura del testamento. In quella stanza carica di tensione, dove ognuno sogna di ottenere la propria parte di ricchezza, il notaio pronuncia parole che cadono come pietre. Non ci sono fortune da spartire, ma soltanto debiti. Sessanta milioni di euro di passivo che si trasformano in una condanna. Ogni erede, se accettasse l’eredità, dovrebbe farsi carico di dodici milioni di euro. Lo sconcerto è totale. I volti si pietrificano, le illusioni si frantumano in silenzio. Bunyamin è il primo a sospettare un complotto, convinto che qualcuno abbia manipolato i conti per estrometterlo, ma i documenti sono chiari e non lasciano margine a dubbi. Hikmet, invece, esplode in un urlo di rabbia e disperazione. Tutto ciò per cui ha lottato svanisce in un istante, come sabbia che scivola tra le dita.
Mentre il lutto per Samet si trasforma in un dramma economico, la salute del patriarca peggiora rapidamente. Il trapianto non basta, i medici sono impotenti e la morte arriva come una sentenza già scritta. Con Samet si spegne anche l’ultimo legame di equilibrio familiare. Cihan, devastato ma lucido, si ritrova a dover gestire un’eredità di caos e tradimenti. Esat e Hikmet, incapaci di accettare la rovina, tramano nell’ombra insieme ad Alil. Il loro piano è tanto disperato quanto insensato: raccogliere una grossa cifra, abbandonare tutto e fuggire, lasciandosi alle spalle i Sansalan e la vergogna. Ma la fortuna non li assiste. La loro trama crolla miseramente quando Esat, spinto dalla follia, inscena il rapimento di Esma per ottenere denaro. È un gesto che segna il punto di non ritorno. Viene arrestato e portato via in manette, mentre la famiglia, distrutta, osserva in silenzio la vergogna cadere su di loro come un’ombra indelebile.
Hikmet, travolta dal panico, tenta un ultimo colpo disperato. Cerca di vendere la tutela di Sam, chiedendo una cifra esorbitante, come se il sangue di un bambino potesse diventare merce di scambio. Ma il destino si accanisce: Sam muore improvvisamente, proprio prima che la somma venga versata. È un colpo fatale, la fine di ogni speranza. Al funerale, Esat arriva in manette, con lo sguardo vuoto di chi ha perso tutto. Le catene ai polsi non sono soltanto fisiche: rappresentano i legami spezzati, le promesse infrante, le colpe che lo inseguiranno per sempre. Davanti alla tomba del fratello, qualcosa dentro di lui si spezza definitivamente. Tornato a casa, Esat decide di cambiare, di provare a riscattarsi almeno in parte. Fa pace con Nuh, l’uomo che aveva tradito, e gli offre il proprio sangue per salvarlo. È un gesto che non cancella il passato, ma che apre una minuscola fessura di luce in un mondo ormai dominato dalle ombre.
Nel frattempo, Hikmet perde ogni cosa. Senza denaro, senza alleati, senza un futuro, vaga come un fantasma tra le rovine della sua stessa ambizione. Alil, il complice di tante trame fallite, la abbandona, e la donna si ritrova sola, circondata dai debiti e dall’odio che lei stessa ha seminato. I suoi sforzi per vendicarsi si trasformano in ossessione. Tenta di ricattare Esat minacciando di rivelare la verità sull’incidente di Sevilay. “Voglio un milione in cambio del mio silenzio” gli dice con voce velenosa, ma lui, ormai diverso, la guarda con freddezza. “Prenditi tutto se vuoi, ma liberami di te.” Quelle parole chiudono un capitolo di veleno e tradimento. Hikmet, che aveva costruito la sua vita sulla ricchezza e sul controllo, si ritrova ora povera, abbandonata e dimenticata. La sua caduta è il simbolo della fine di un’era: la fine dei Sansalan come famiglia potente, la fine di un impero costruito sulle menzogne.
L’ultimo colpo di scena arriva con la seconda lettura del testamento. Tutti gli eredi vengono convocati dal notaio per verificare i dettagli dei documenti, ma la verità è ancora più crudele. Samet, prima di morire, si era indebitato pesantemente in borsa, cercando di salvare le imprese familiari dal fallimento. Le sue scelte avventate hanno trascinato tutti con sé. Nessuno accetta l’eredità, nessuno vuole essere schiacciato dal peso dei debiti. I Sansalan, un tempo padroni del potere e dell’onore, diventano simbolo della decadenza, ridotti in miseria e disprezzati da tutti. Hikmet, vestita di nero, guarda le mura della loro villa, ormai ipotecata, e capisce che non resta più nulla. Né amore, né ricchezza, né speranza. Solo il silenzio di una casa che un tempo era piena di voci e ora è sepolta dalla vergogna. La notte nel cuore si chiude con un’immagine indimenticabile: Hikmet, sola tra le ombre del crepuscolo, che osserva il tramonto e sussurra a se stessa, “Avevo tutto, e ora non ho più niente.” È la confessione di chi ha perso non solo il denaro, ma anche l’anima.