A Testa alta chiude col botto e Sabrina Ferilli umilia Bruno Vespa

La terza e ultima puntata di A Testa Alta non solo non delude le aspettative, ma le supera clamorosamente, consegnando a Canale 5 un trionfo netto e senza appello. Nessun calo fisiologico, nessuna stanchezza da finale: la fiction guidata da Sabrina Ferilli chiude con un altro record di ascolti e conferma l’attrice romana come autentica regina della prima serata Mediaset. Nei panni della preside Virginia, Ferilli ha saputo conquistare un pubblico vastissimo, trasversale, trasformando una serie discussa in un vero fenomeno mediatico. Un successo che non si è limitato ai numeri Auditel, ma che ha trovato eco anche sui social, dove il titolo è entrato stabilmente tra le tendenze più commentate della serata.

Eppure, A Testa Alta non è stata una serie unanimemente amata. Il tema delicato affrontato, il tono a tratti didascalico e un finale giudicato da molti prevedibile non l’hanno resa un prodotto destinato a rimanere nella storia della fiction italiana. Ma nella televisione commerciale conta soprattutto un’altra cosa: il pubblico. E da questo punto di vista, la serie ha colpito nel segno. Sabrina Ferilli, spesso oggetto di ironie per la sua dizione e per uno stile recitativo considerato “sempre uguale”, ha scelto la strada dell’intelligenza e dell’autoironia. Invece di respingere le critiche, le ha fatte sue, giocandoci sopra, trasformando anche le frecciate più avvelenate degli haters in carburante per rafforzare il personaggio e la propria immagine pubblica. Il risultato è stato un consenso sorprendentemente compatto, soprattutto online, dove l’attrice ha dimostrato di saper parlare anche al pubblico più giovane.

I numeri della serata del 21 gennaio 2026 parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni. A Testa Alta – Il coraggio di una donna conquista in media oltre 4 milioni di spettatori, con uno share del 28,2%, nonostante una partenza tardiva alle 22. Un risultato impressionante, che certifica la perfetta riuscita dell’operazione Mediaset. Ma se su Canale 5 si festeggia, su Rai 1 la serata assume contorni decisamente più amari. Lo speciale Porta a Porta – 30 anni della nostra vita, pensato come evento celebrativo per Bruno Vespa, si schianta contro un clamoroso disinteresse del pubblico, fermandosi sotto la soglia del milione di spettatori. Un dato che pesa come un macigno per uno dei volti storici del servizio pubblico.

Il confronto è impietoso. Da una parte Sabrina Ferilli, simbolo di una fiction popolare che vince anche senza essere perfetta; dall’altra Bruno Vespa, emblema della televisione istituzionale, che non riesce più a intercettare l’attenzione del grande pubblico. Con una media di circa 945.000 spettatori e uno share del 7,1%, Porta a Porta registra uno dei risultati più bassi della sua storia recente. Venti punti di share di distanza tra Rai 1 e Canale 5 non sono solo una sconfitta: sono una vera e propria umiliazione televisiva. Il pubblico sembra aver parlato con estrema chiarezza, premiando l’emotività e il racconto popolare, e voltando le spalle alla celebrazione autoreferenziale.

Il resto della prima serata conferma il quadro. Su Italia 1 Le Iene presentano: Inside non va oltre gli 806.000 spettatori con il 6,9% di share, mentre su Rai 3 Chi l’ha visto? si difende con 1.372.000 spettatori e l’8,7%, conquistando il terzo gradino del podio ma restando lontano dai fasti delle stagioni migliori. Una serata, insomma, che segna una linea di confine netta: da un lato la fiction emotiva e popolare, dall’altro i format storici che faticano a rinnovarsi. A Testa Alta chiude così col botto, lasciando dietro di sé polemiche, critiche e un dato incontrovertibile: Sabrina Ferilli ha vinto la sua sfida. E in televisione, alla fine, è sempre il pubblico a scrivere l’ultima parola.