“Con ‘Un posto al sole’ ho riscoperto la passione di recitare. Le donne? Devono ancora sbattersi troppo, sembrano criceti sulla ruota”: Whoopi Goldber nel cast della soap di Rai3

Quando Hollywood incontra Napoli, il risultato non può che essere esplosivo. È successo davvero: Un posto al sole, la storica soap di Rai3, ha accolto nel suo cast una leggenda del cinema mondiale, Whoopi Goldberg. Un nome che non ha bisogno di presentazioni, un volto che attraversa generazioni, una voce capace di fondere ironia, forza e umanità. Da ieri, il Vesuvio guarda da vicino una stella premio Oscar, protagonista di un evento televisivo destinato a lasciare il segno. Goldberg vestirà per due mesi i panni di Eleanor Price, imprenditrice americana che arriva a Napoli per commissionare uno yacht ai Cantieri Palladini Flegrei. Ma la sua presenza va ben oltre il personaggio: è un incontro simbolico tra due mondi che sembravano lontani, e che invece scoprono di parlarsi la stessa lingua, quella delle emozioni.

L’arrivo di Whoopi Goldberg a Un posto al sole non è stato frutto di una strategia commerciale fredda e calcolata, ma di un intreccio umano quasi cinematografico. A fare da ponte è stato Jago, scultore e amico dell’attrice, molto legato a Napoli. È stato lui a parlarle della soap, sapendo quanto Whoopi ami l’Italia e sia sempre alla ricerca di esperienze autentiche. «Non avevo mai girato una soap», ha raccontato l’attrice in un’intervista a Il Mattino, «e mi si è aperto un mondo». Un mondo fatto di ritmi serrati, di scene memorizzate in simultanea, di una disciplina attoriale che l’ha sorpresa e profondamente colpita. Abituata ai tempi dilatati del cinema hollywoodiano, Goldberg ha scoperto una professionalità diversa ma non meno intensa, che l’ha lasciata ammirata e, soprattutto, ispirata.

Napoli, dal canto suo, non è rimasta indifferente alla presenza della star. L’accoglienza è stata calorosa, travolgente, quasi commovente. «Sono stata abbracciata dalla città», ha confessato Whoopi, «e dalle persone con cui ho lavorato». Un abbraccio che non è solo metafora, ma esperienza reale: la spontaneità dei napoletani, la passione degli attori, l’energia del set le hanno permesso di riscoprire le ragioni più profonde che l’avevano spinta, anni fa, a scegliere la recitazione. Non la fama, non i premi, ma la gioia pura di raccontare storie. In un momento storico segnato da conflitti, divisioni e velocità estenuante, Un posto al sole è diventato per lei una pausa rigenerante, quasi un rifugio emotivo.

Per Whoopi Goldberg, questa esperienza italiana è stata anche un modo per prendersi una distanza temporanea dal ruolo pubblico di donna impegnata politicamente. A settant’anni, l’attrice ha sentito il bisogno di rallentare, di allontanarsi per un momento dalle urgenze di un mondo che lei stessa definisce “orribile” e troppo frenetico. Ma questo non significa smettere di riflettere. Al contrario, proprio attraverso la fiction, Goldberg ha rilanciato un messaggio potente sulla condizione femminile. In Un posto al sole interpreta una donna di potere, il “boss” della situazione. Nella realtà, però, la strada è ancora in salita. «Le donne devono sbattersi il doppio», ha detto, «sembrano criceti nella ruota». Una condizione che non conosce confini geografici: vale a New York come a Napoli. Un’affermazione che risuona forte, soprattutto in una soap che da anni racconta il quotidiano, le fragilità e le battaglie silenziose delle persone comuni.

L’amore di Whoopi Goldberg per l’Italia affonda le radici nel cinema che l’ha preceduta. De Sica, Fellini, Sophia Loren: nomi che per lei rappresentano non solo l’eccellenza artistica, ma un modo unico di stare al mondo. «Ovunque vadano, gli italiani lasciano qualcosa», racconta l’attrice, colpita dalla capacità di portare con sé identità, cultura e umanità. L’Italia, ai suoi occhi, è una cornucopia di stili di vita, volti, storie. E Napoli, in particolare, sembra averla conquistata definitivamente. L’idea di poterla incontrare tra i vicoli di Spaccanapoli non appare più così assurda. «Tornerò», promette, lasciando la porta aperta a nuove collaborazioni. Con una battuta finale che è già diventata cult: «Aspetto i dati d’ascolto degli episodi che mi riguardano». Ironia da star, certo. Ma anche la consapevolezza di aver scritto una pagina unica della televisione italiana. Perché quando Hollywood si inginocchia davanti al Vesuvio, non è solo spettacolo: è storia.