Curro e Ramona non si arrendono: “l’assassino è a La Promessa” | Anticipazioni 2-3 GENNAIO
La Promessa sembra sospesa in un silenzio irreale, come se il palazzo stesso trattenesse il respiro dopo una ferita che nessuno riesce a rimarginare. Il lutto per la morte di Hanna grava su ogni stanza, su ogni sguardo abbassato, su ogni parola non detta. Ma il dolore non è l’unica ombra che incombe: sopra la famiglia aleggia una minaccia ben più grande, arrivata dall’alto, dalla casa reale, pronta a travolgere tutto ciò che incontra. Le anticipazioni del 2 e 3 gennaio raccontano un luogo che continua a vivere solo in apparenza, mentre sotto la superficie si consuma una resa dei conti fatta di sacrifici, colpe e verità taciute troppo a lungo. E in questo clima carico di tensione, Curro e Ramona diventano il cuore pulsante della resistenza, convinti che l’assassino sia ancora lì, nascosto tra le mura della Promessa.
Il primo colpo arriva come una condanna pubblica: Curro viene ufficialmente ripudiato. Non per una colpa commessa, ma per la sua origine illegittima, diventata uno scandalo insostenibile agli occhi della corona. Alonso, schiacciato dal peso del titolo e delle minacce reali, sceglie di sacrificare il figlio per salvare il marchesato. Una decisione che spacca la famiglia. Manuel esplode di rabbia, arriva persino a maledire il re e il titolo nobiliare, incapace di accettare che un ragazzo innocente debba pagare per colpe non sue. Eppure è lo stesso Curro a spegnere lo scontro, accettando l’esilio come “male minore”. Le sue parole, pronunciate con una calma che nasconde una disperazione profonda, segnano uno dei momenti più strazianti: non è rassegnazione, è la consapevolezza di chi ha già perso tutto.
Fuori dal palazzo, Curro trova rifugio accanto a Ramona, figura ruvida e luminosa allo stesso tempo. È lei a offrirgli un tetto, del cibo, una dignità che la nobiltà gli ha negato. Nella sua casetta povera ma sincera, Ramona pronuncia parole che suonano come una sentenza contro l’ipocrisia dell’aristocrazia: si può vivere senza soldi, ma non senza onore. Curro, segnato dalla guerra e dalle perdite, accetta l’aiuto con gratitudine e imbarazzo, ma soprattutto con un pensiero fisso che non lo abbandona: la morte di Hanna non è stata un caso. La scomparsa del dottor Gamarra lo convince che qualcuno abbia agito nell’ombra, eliminando chi sapeva troppo. L’idea che la stessa mano abbia aggravato le condizioni di Hanna fino alla morte lo tormenta. L’assassino è libero, e potrebbe colpire ancora.
Intanto, dentro la Promessa, il dolore si declina in mille forme diverse. Maria si spegne lentamente, incapace perfino di mangiare, mentre Lope cerca di tenerla ancorata alla realtà con piccoli gesti di cura. Manuel si rifugia nei ricordi con Hanna, rivivendo il loro matrimonio freddo e la luna di miele improvvisata, unico vero momento di felicità. Il desiderio di partire per l’Italia cresce in lui come una fuga necessaria, ma anche come un senso di colpa. Alonso, invece, è divorato dal rimorso: ha rinnegato un figlio per salvare un nome, e ora quel gesto lo perseguita come una colpa irreparabile. Nemmeno Leocadia, artefice silenziosa della decisione, riesce a mascherare del tutto la durezza del sacrificio, mentre Angela promette di non restare in silenzio davanti a un’ingiustizia così feroce.
Il ritorno improvviso di Curro alla Promessa, nonostante il divieto assoluto, è il segnale che la storia sta per entrare in una fase ancora più oscura. La sua richiesta disperata a Romulo – cinque minuti per rivelare qualcosa di cruciale – lascia presagire una verità capace di sconvolgere tutti. Parallelamente, l’indagine del sergente Burdina e la prospettiva di un processo durissimo per la marchesa, con la minaccia persino della garrota, aggiungono un ulteriore strato di angoscia. Nulla è più solo dolore: è paura concreta, è la sensazione che ogni scelta serva solo a rimandare la prossima caduta. Curro e Ramona non si arrendono, perché sanno che la Promessa non è soltanto una casa in lutto, ma un luogo infestato da segreti. E finché l’assassino resterà nascosto tra quelle mura, nessuno potrà dirsi davvero al sicuro.