FORBIDDEN FRUIT ANTICIPAZIONI: SHOCK! IL FIGLIO SEGRETO DI ENDER È ARRIVATO!
Istanbul osserva dall’alto, fredda e indifferente, mentre i destini si spezzano ai piedi dei suoi grattacieli. Tra vetro, acciaio e ambizione, la Holding Argun domina la città come una divinità arrogante, simbolo di potere e successo. Per Yigit, però, quell’edificio non è solo una sede aziendale: è la materializzazione di tutto ciò che gli è stato negato. Davanti alle porte girevoli, il ragazzo non vede più il bambino cresciuto nei quartieri poveri, con scarpe consumate e sogni ridotti al minimo. Vede un soldato pronto alla battaglia. Dentro di lui convivono un’intelligenza fuori dal comune e una rabbia compressa, alimentata da anni di silenzi e assenze. Con una lettera spiegazzata in tasca, unico talismano della sua verità, Yigit varca la soglia deciso a non essere più invisibile.
L’interno della Holding è un mondo sterile, profumato di denaro e superiorità. Segretarie infastidite, sicurezza diffidente, sguardi che giudicano senza conoscere. Yigit aspetta per ore, immobile, come se il tempo non potesse più ferirlo. Quando Kaya finalmente lo nota, percepisce subito che quel ragazzo è diverso: non chiede pietà, non cerca scorciatoie. Chiede una prova. E quando apre bocca, non parla, travolge. Dati finanziari, leggi, dettagli impossibili da ricordare: la sua mente è una lama affilata. Kaya vede in lui un diamante grezzo, qualcosa che riconosce fin troppo bene. Gli offre l’ultimo gradino, il posto più umile. Yigit accetta. Perché chi è nato senza niente sa che ogni scalata inizia dal basso. Ma mentre stringe il badge da dipendente, la sua mente torna indietro, al momento in cui ha scoperto che tutta la sua vita era una bugia.
La verità è scritta su una lettera ingiallita, consegnata da una zia con mani tremanti. La donna che lo ha cresciuto non è sua madre. È solo una custode. La sua vera madre è Ender. La regina dell’alta società, l’icona di stile, la donna che appare sulle riviste e domina le scene mondane. Lei ha avuto tutto. Lui nulla. Mentre il dolore brucia, Yigit non si perde nella disperazione: analizza. Collega date, eventi, nomi. Se Ender è sua madre, il padre non può che essere Halit Argun. L’uomo più potente. L’uomo che ha dato a Erim una vita di privilegi, amore e protezione. In quel momento Yigit smette di essere solo un figlio ferito: diventa un erede escluso, un principe senza trono. Non cerca affetto, non vuole scuse. Vuole il conto. E lo presenterà voce per voce.
L’occasione arriva sotto forma di una cena di gala a casa di Ender. Una celebrazione del suo trionfo personale. Yigit si infiltra come cameriere, invisibile tra cristalli e argenteria. La villa è un insulto alla povertà, ma ciò che lo distrugge davvero non è il lusso: è l’amore. Ender che accarezza Erim, che si preoccupa per lui, che gli sorride con una dolcezza che Yigit non ha mai conosciuto. In quell’istante qualcosa si spezza. Quando il vassoio gli scivola di mano e i bicchieri si infrangono sul marmo, il suono non è un incidente: è un presagio. Il vino rosso si allarga come sangue ai piedi di Ender. La donna reagisce con rabbia e disprezzo, lo umilia davanti a tutti, senza sapere di stare distruggendo suo figlio. Yigit si inginocchia a raccogliere i cocci, ma dentro giura guerra. Kaya osserva quello sguardo: non è vergogna, è promessa.
Da quella sera nulla sarà più lo stesso. Ender crede di essere intoccabile, ma ha appena creato il nemico più pericoloso possibile: un figlio rifiutato, intelligente, paziente, senza nulla da perdere. Yigit non agirà con impulsività. Sarà un architetto della distruzione. Userà il sorriso, la fiducia, l’invisibilità. Diventerà indispensabile prima di colpire. Isolerà Ender, distruggerà la sua reputazione, il suo potere, i suoi affetti. Non con la violenza, ma con la precisione. Mentre lascia la villa, Yigit non è più il ragazzo abbandonato: è un uomo pronto a reclamare il suo diritto a esistere. E la domanda ora è una sola: cosa accadrà quando Ender scoprirà la verità? Crollerà sotto il peso del rimorso o userà anche questo segreto come arma? In Forbidden Fruit, una cosa è certa: quando il passato torna a chiedere il conto, nessuno ne esce indenne.