Gina Amarante, Manuela e il suo doppio in Upas

 

Gina Amarante, Manuela e il suo doppio in Upas –

Bella, solare, e “doppia” suo malgrado, perché in Un posto al sole ora è la mite Manuela ora è la gemella Micaela, vulcanica e aggressiva.

Gina Amarante interpreta le gemelle Cirillo da quattro anni in Upas. Lei ne ha 34, è nata ad Angri, in provincia di Salerno, sotto il segno del Cancro. E tutti ce la immaginiamo più simile alla gemella empatica che a quella cinica.

Gina è davvero così?

«Sì, sicuramente mi sento molto più vicina a Manuela per caratteristiche in comune, come la passione verso i bambini, il voler stare insieme a loro, l’empatia nei loro confronti. Manuela ha cresciuto Jimmi che è il nipote, perché è il figlio della sorella, poi ha creato il parco archeologico che è dedicato proprio ai bambini e ai ragazzi, alle loro attività, in più lavora a Caffè Vulcano, si è laureata in archeologia… Insomma anche per pazienza, determinazione, coraggio, posso dire che è simile a me. Anche io a questo lavoro ho dedicato tutto il tempo che potevo,  perché è principalmente una passione, ciò che mi rende felice, una cosa di cui non posso fare a meno, come pure la dedizione al tempo stesso alle persone che amo, che caratterizza molto il personaggio di Manuela, è una caratteristica che abbiamo in comune».

E con Micaela?

«Anche con lei condivido alcuni tratti del carattere. Micaela è un personaggio forse meno amato, ma in realtà lo è principalmente per i suoi pregi: la sincerità, la schiettezza, che mi appartengono molto. Anche io cerco sempre di dire la verità, non mi piacciono i giri di parole, non mi piace fingere che qualcosa vada bene quando non è così. Solo che, mentre Micaela va avanti come un treno senza rendersi conto che dall’altra parte cha una persona che potrbbe dispiacersi od offendersi, io tendo sempre, invece, a cercare di capire l’altro, che è una caratteristica di Manuela… Micaela tende a nascondere le proprie fragilità, credo principalmente per autodifesa, che è un po’  quello che facciamo noi a volte nella vita. Lei tende a mettere questa corazza per non farsi ferire, Manuela fa l’esatto opposto. È così aperta, è buona, è sensibile e talvolta anche  molto ingenua, da restare purtroppo spesso delusa.

Con Niko le ha provate tutte, è stata tenace e ha avuto fiducia nell’amore. Tu che cosa avresti fatto al posto suo?

«Me lo sono chiesta più volte perche molte delle sue caratteristiche emotive, come dicevo, mi appartengono. Quindi probabilmente avrei fatto le stesse cose, forse con modalità diverse. Sicuramente nella vita reale mando qualche frecciatina in più quando voglio qualcosa. E poi ci sono stati dei momenti in cui lui non si è comportato bene, come quando non le ha creduto nella vicenda di Valeria (nelle puntate in cui il personaggio, ora uscito di scena, tramava contro le gemelle, Ndr). Ecco io se fossi stata al posto di Manuela, ci avrei  messo un po’ di tempo in più per perdonarlo, perché lì lui l’ha trattata veramente male, avrei aspettato un po’ prima di baciarlo. Sarà anche perché empatizzo molto col mio personaggio, ci sono state delle volte in cui ho pensato “poverina”, però alla fine chi ama non perde».

Lei è stata tenace, ha avuto fiducia nell’amore. Tu l’avresti fatto?

«Me lo sono chiesta più volte. Io sono molto razionale nella vita, però sì, in generale avrei fatto le stesse cose che è quello che poi faccio,  è proprio la profonda dedizione alle persone e alle cose che amiamo che ci accomuna».

E la scintilla per la recitazione quanto è scattata?

«Da bambina. Già dalle  scuole materne mi piaceva recitare, ripetevo la poesia un milione di volte. E poi da ragazzina per guardare i film che avevano come protagonisti i ragazzi, fingevo qualche mal di pancia o mal di testa per non andare a scuola e guardarli. Mia madre poi ha provato a farmi appassionare a diverse discipline: nuoto, pallavolo, danza classica, danza moderna, danza ritmica che non mi dispiaceva ma alla fine un giorno, dato anche che i miei facevano dei sacrifici per farmi fare sport, chiesi a mamma se avesse guià pagato la retta. E lei si preoccupò che fosse successo qualcosa o che qualcuno mi avesse trattato male, ma la verità era un’altra. Le dissi: non spendere più soldi  fino a quando non mi potrai portare a recitazione. Avevo dodici anni.

Che cosa è successo dopo?

«Dopo un paio d’anni mia mamma si è convinta. Ringrazio sempre i miei genitori, perché ho avuto anche colleghi e  amiche che non hanno ricevuto lo stesso appoggio. E mia madre veramente con una grande pazienza mi accompagnava, restava ad aspettarmi in macchina, ogni volta. A sedici anni ho iniziato a seguire una scuola di recitazione a Castellammare e poi da lì mi sono spostata a Napoli, a Roma, non ho smesso più. Nel frattempo mi sono anche laureata in Lettere moderne”.

Che cos’è per te recitare in Upas?

“Upas mi restituisce una quotidianità che nessun altro progetto può dare, mi dà la certezza di svegliarmi la mattina e di dire: “oggi vado a fare quello che mi piace fare, e anche domani e dopo domani. È una cosa meravigliosa per un attore. Sei letteralmente su un set tutti (9:54) i giorni, fai qualcosa che ti piace tantissimo, è un sogno che diventa la realtà che vivi. I personaggi crescono insieme a te, e non gli devi subito dare addio, come accade in altri progetti che vedi nascere e crescere e poi devi salutare. A volte è un po’ faticoso perché comunque ti affezioni e ci lasci una parte di te. Poi io ho addirittura due personaggi, la situazione è ancora più complessa”.

Sul set hai fatto amicizia vero?

“Sì con Vladimir, Luca, Giorgia: siamo proprio un gruppo inseparabile, andiamo in vacanza insieme, condividiamo momenti importanti della nostra vita ed è una cosa rara oggi. A Upas è come entrare e uscire da casa propria, perché diventa parte della tua quotidianità. Anzi, ci sono delle volte in cui entro in Rai e mi dico: speriamo che duri per sempre, perché è come quando hai paura di perdere qualcosa a cui tieni tanto, c’è quel legame emotivo che non sai bene spiegare ma che ti porta ad avere paura di  perderlo. È  una famiglia, il posto in cui ti riconosci,  perché ci passi così tanto tempo che diventa tuo e il tuo camerino è quasi un’altra stanza di casa tua, perché probabilmente ci passi più tempo di quello che passa nella tua camera reale”.

E nella vita reale uno come Niko lo sceglieresti?

“Non lo so, caratterialmente è molto lontano dal mio modo di essere anche se Manuela l’ha smosso un po’, portando leggerezza, un po’ di energia e di dinamicità. Però Niko è anche dolce, è molto attento, che è una cosa anche molto rara da vedere nei ragazzi oggi. E questo mi piace molto”.

Nella vita reale il tuo punto di riferimento chi è?

“Mia sorella maggiore, Maria Rosaria. È la persona nella quale cerco consigli, rifugio, appoggio. E poi lei ha avuto due bambine, che sono la  gioia della mia vita, intoccabili per me, sono la cosa che mi fa svegliare la mattina e addormentare la sera. E mia mamma, che veramente ha fatto di tutto per farmi realizzare questo sogno: ha fatto sacrifici, sforzi a non finire, quindi io veramente ringrazio sempre la vita per aver avuto dei genitori che mi hanno appoggiato, perché questo lavoro se chi ti vuole bene non ti appoggia diventa impossibile”.