Intervista all’attrice Miriam Candurro
C’è un’eleganza naturale nel modo in cui Miriam Candurro entra in una sala: calma, sorridente, ma con quella luce negli occhi che appartiene solo a chi sa cosa vuole dire rappresentare un territorio, una cultura, un’anima. All’Assemblea Nazionale Fen Imprese 2025, l’attrice napoletana è stata la madrina di un evento che ha voluto puntare i riflettori sul valore e sul potenziale del Sud Italia, non solo come scenario di bellezza e tradizione, ma come terra viva, fertile, capace di creare economia, futuro e innovazione. “Essere qui è per me un grande onore” – ha detto Miriam – “perché il Sud è ancora un territorio da esplorare, un terreno ricco di idee che aspettano solo di diventare concrete”. Parole semplici, ma cariche di passione, pronunciate con quella grazia che l’ha resa una delle volti più amati di Un Posto al Sole, dove da tredici anni dà vita al personaggio di Serena.
Ma oggi Miriam non è solo un’attrice: è una donna che parla di lavoro, di impresa, di coraggio. E lo fa con una consapevolezza che nasce dalla vita reale, quella fatta di scelte, di rischi e di sogni trasformati in azioni. Nel suo intervento, racconta come il suo personaggio, Serena, sia diventata in qualche modo simbolo di una generazione di donne che non aspettano che qualcuno le salvi, ma che scelgono di reinventarsi. “Serena è un’imprenditrice di se stessa” – spiega Miriam – “una donna che, in un periodo in cui Napoli non era ancora la capitale del turismo che è oggi, decide di investire la propria eredità per aprire un B&B. È stata una pioniera, una che ha visto lungo”. C’è una sfumatura autobiografica in quelle parole, perché anche Miriam, come Serena, crede nel potere di costruire qualcosa dal nulla, di credere in sé stessi quando il mondo intorno sembra ancora scettico.
La platea ascolta, rapita, perché le parole di Miriam non sono teoria: sono esperienza. “Le imprese del Sud” – aggiunge – “hanno bisogno di fiducia, di essere raccontate, di essere sostenute. Quando un’impresa nasce dal proprio territorio, nasce con un’anima, con una storia, e questo è un vantaggio competitivo che nessun business plan può calcolare”. Il pubblico applaude, ma non è solo cortesia: c’è riconoscimento, empatia, quella sensazione rara di sentirsi capiti. E in quel momento, Miriam diventa più di una madrina: diventa il simbolo di un Sud che non chiede compassione, ma opportunità.
Il suo legame con Napoli è palpabile, viscerale, quasi sacro. Parla della sua città come si parla di una persona amata: con affetto e rispetto, ma anche con quella lucidità di chi ne conosce le contraddizioni. “Il legame con il territorio è fondamentale” – dice – “perché da lì nasce la voglia di riscatto. Quando conosci i limiti e le potenzialità del luogo da cui provieni, riesci a creare qualcosa che non è solo utile, ma anche autentico”. È questo il cuore del suo messaggio: autenticità. In un mondo in cui tutto sembra effimero, Miriam Candurro porta la testimonianza di chi costruisce valore partendo dalle radici, non cercando di cancellarle.
L’incontro si chiude tra applausi, flash e sorrisi, ma ciò che resta è l’eco delle sue parole. Non è stata un’intervista, è stata una dichiarazione d’amore per il Sud e per la forza creativa che lo abita. Miriam Candurro non è solo l’attrice di una delle serie più longeve e amate d’Italia, è una voce che racconta una generazione di donne e uomini che credono nel cambiamento attraverso la cultura, l’impresa, e la bellezza delle proprie origini. In un’Italia che spesso divide, lei unisce. In un tempo in cui tutti cercano scorciatoie, lei sceglie la strada più lunga, quella della verità e della dedizione. E forse è proprio per questo che, quando parla, il pubblico non sente solo un’attrice: sente Napoli, sente il Sud, sente una promessa.