Io sono Farah: Tahir è il personaggio maschile più riuscito delle dizi?

Io sono Farah continua a farci compagnia nel daytime e nel prime time di Canale5 anche se in questa settimana – dal 26 gennaio al 1° febbraio 2026 – che si sta avviando alla conclusione, abbiamo dovuto rinunciare alla puntata serale per celebrare la Giornata della Memoria. La dizi è tornata ad appassionare il pubblico dopo dei piccoli intoppi al suo ritorno dopo la pausa prima di Ferragosto 2025 e sembra avere di nuovo ingranato. Non avevamo molti dubbi che questo succedesse anche perché la serie non solo vanta attori del calibro di Demet Özdemir ed Engin Akyürek, due tra gli artisti più preparati dello spettacolo turco ma anche perché porta sullo schermo una storia forte, di coraggio e di riscatto non solo femminileTahir stravolge le classiche trame delle serie turche a cui siamo abituati e si presenta come un protagonista in grado di fare il cambiamento forse più grande tra tutti, quello dettato dall’amore e dalla determinazione di seguirlo nonostante tutto e tutti.

Io sono Farah: una dizi paritaria

Tutte le dizi turche che possiamo seguire su Canale5 o su altri canali del pacchetto Mediaset, parlano del riscatto femminile in una società molto maschilista e del coraggio di donne e madri che combattono per i propri figli. Anche Io sono Farah porta avanti questo tema e Farah è tra i personaggi femminili più forti e intensi che abbiamo conosciuto negli ultimi anni, vuoi per l’intensità interpretativa della Özdemir, vuoi per il fatto che la serie sia tra le più giovani arrivate in Italia. Quel che è certo è che anche il personaggio maschile protagonista non sia da meno e non faccia per nulla da corollario. Tahir ha lo stesso impeto coraggioso di Farah e si esprime per certi versi nello stesso modo e sulle stesse cose per altri segue una sua storia parallela, un suo personale riscatto, che lo rende una parte attiva sia della narrazione che della coppia, molto più di altri.

Tahir e il coraggio di cambiare veri protagonisti di Io sono Farah?

Farah, la sua forza e il suo grande spirito di sacrificio per salvare suo figlio in primis e poi lei, sono sicuramente al centro della narrazione della dizi ma per noi non sono i soli protagonisti. Il personaggio maschile, inizialmente antagonista della nostra Farah, è cresciuto tantissimo e non solo perché ha scoperto l’amore ma più che altro perché ha avuto il coraggio di riconoscere quello che albergava nel suo cuore da tempo. Sì perché Tahir non è il cattivo che si riscopre buono alla Sheila Carter maniera ma è un uomo a cui non è stata mai data la possibilità di occuparsi di altro se non del crimine e che comprende di poter essere migliore anzi di esserlo sempre stato. E capire che dietro a tutto quello che si è fatto, di male, di sbagliato, di cattivo, c’è comunque un lieto fine o meglio una speranza di poterlo avere e di potersi mostrare sensibili e vulnerabili, bé non è una cosa da tutti e non succede così tanto spesso nelle dizi, se non alla fine o poco prima di dire addio al personaggio. La redenzione di solito arriva o in punto di morte o dopo un evento che ha messo a rischio tutto e tutti. Per Tahir non è stato così e la seconda stagione di Io sono Farah, lo stiamo vendendo, è tutta centrata sul suo cambiamento sul “ti ho lasciato andare una volta ora non lo farà più” e sul “lotterò per la mia famiglia, costi quel che costi”.

Io sono Farah: Farah e Tahir e il loro coraggio veri traghettatori di pubblico

Non conosciamo ovviamente tutte le dizi in circolazione in Turchia ma abbiamo avuto modo, in questi anni, di farci un’idea di quali siano gli argomenti più trattati dalle loro trame. Possiamo quindi affermare che Io sono Farah è davvero diversa da tutte le altre e a volte persino sottovalutata. Non ha il seguito di Daydreamer con un Can Yaman in ascesa e sicuramente non ha quella leggerezza che magari ci aspetteremmo in un appuntamento pomeridiano ma ha una gran bella trama. I suoi personaggi sono ben strutturati, ognuno con i suoi preghi e i suoi difetti e sostengo fortemente – ribadendo ciò che è stato detto prima – che Farah e Tahir sono entrambi dei grandi protagonisti. Le loro storie si intrecciano ma corrono anche su due binari paralleli, lasciando allo spettatore la possibilità di seguire due storie in una stessa trama. Il loro coraggio, che si incontra nella strada della loro vita, è la linfa vitale di Io sono Farah, che non strizza l’occhio – in nessun caso – a stereotipi occidentali e/o orientali.