JANA sconvolta e disperata quando riceve l’inquietante regalo di CRUZ durante la luna di miele

La luna di miele di Jana e Manuel avrebbe dovuto essere il loro rifugio perfetto, un momento sospeso nel tempo lontano dalle macchinazioni della marchesa Cruz e dai muri soffocanti della Promessa. Dopo tante difficoltà, i due sposi riuscivano finalmente a vivere il loro amore senza occhi indiscreti, circondati dal calore della campagna e da una serenità che pareva quasi irreale. L’arrivo nella casa di campagna, immersa tra giardini fioriti e tramonti dorati, era stato il preludio a giornate di complicità, confessioni e sogni condivisi. Persino gli imprevisti del viaggio, come la ruota della carrozza rotta, si erano trasformati in occasione di incontri genuini con contadini e in un ricordo prezioso. Jana e Manuel avevano riso, si erano stretti le mani, avevano immaginato un futuro lontano dagli intrighi e dalle ombre della famiglia. Ma come spesso accade in questo universo tormentato, la felicità dura solo un battito di ciglia, e un presagio oscuro era già in agguato, pronto a squarciare quella fragile illusione di pace.

Tutto accadde al loro ritorno da una serata leggera in taverna, quando il profumo del vino e le risate ancora calde sulle labbra vennero spazzati via da un gelo improvviso. La porta della loro stanza si aprì e lì, sul letto ordinato con cura, li attendeva una scatola misteriosa. Una presenza fuori posto, carica di un silenzio pesante che fece accelerare il battito di Jana fino a farle mancare il respiro. Con coraggio tremante sollevò il coperchio e l’orrore si materializzò davanti ai suoi occhi: un quadro disturbante, dipinto con una precisione macabra, che la raffigurava morta in una bara, mentre Manuel piangeva disperato al suo fianco. Un grido le sfuggì dal petto, e in quell’istante il rifugio romantico divenne un teatro di incubi. Manuel, sconvolto quanto lei, serrò il quadro tra le mani con rabbia impotente. Non era un semplice scherzo di cattivo gusto, era un attacco diretto, un messaggio crudele destinato a lacerare la loro unione e avvelenare ogni istante di felicità.

La ricerca di risposte li portò immediatamente in cucina, dove i domestici, ignari, vennero investiti da domande taglienti come lame. Chi aveva osato introdursi nella loro intimità? Un pacco consegnato da un fattorino, un presunto regalo di nozze senza mittente. Le spiegazioni, intrise di imbarazzo e paura, non fecero che aumentare la tensione. Jana, pallida ma decisa, non ebbe dubbi: dietro quell’orrore si nascondeva la mano di Cruz. Era il suo marchio, la sua crudeltà malata, la sua ossessione per il controllo che travalicava ogni limite. Manuel, combattuto tra il legame con la madre e l’amore per la moglie, esitava, incapace di credere che Cruz potesse arrivare a tanto. Ma lo sguardo infuocato di Jana non lasciava spazio a incertezze: lei conosceva la marchesa meglio di chiunque altro, e quel quadro non era altro che la sua firma, un atto di guerra psicologica concepito per spezzarla dall’interno.

La determinazione di Jana, però, si tramutò in qualcosa di più cupo: sete di vendetta. Per la prima volta la dolcezza della giovane lasciava intravedere una rabbia feroce, una promessa di riscatto che la trasformava in una guerriera pronta a combattere con la stessa ferocia della sua nemica. Manuel la strinse a sé, temendo che quell’odio potesse divorarla, ricordandole che non potevano lasciare che Cruz avesse anche questo potere: dividerli, spegnerli, trasformare il loro amore in un campo di battaglia. Eppure nelle parole di Jana ardeva una fiamma indomabile: non avrebbe mai dimenticato quell’umiliazione, e il giorno della resa dei conti sarebbe arrivato. Il salotto che un tempo era rifugio si riempì di ombre, i candelabri gettarono bagliori irregolari e i due sposi, seduti uno accanto all’altro, compresero che la loro luna di miele era stata profanata da un messaggio sinistro.

Così, l’idillio campestre si trasformò in un campo minato, dove ogni carezza si intrecciava con il sospetto, ogni promessa d’amore con il peso di una guerra imminente. Manuel e Jana, uniti come mai prima, giurarono di non lasciarsi sopraffare, ma l’eco della crudeltà di Cruz continuava a vibrare tra le mura, insinuandosi come un veleno lento. La felicità, tanto agognata, si era incrinata irrimediabilmente, sostituita da un’angoscia che avrebbe cambiato per sempre il corso della loro storia. E mentre la campagna silenziosa continuava a dormire sotto la luna, dentro la casa di campagna si era appena accesa una fiamma di vendetta che prometteva di non spegnersi più. La Promessa, ancora una volta, dimostrava che nessuna gioia può esistere senza che l’ombra del dolore sia pronta a reclamarne il prezzo.