LA FORZA DI UNA DONNA ANTICIPAZIONI: Ceyda irrompe nel covo, salva Arif e punisce tutti i banditi
La forza di una donna, anticipazioni: Ceyda irrompe nel covo, salva Arif e scatena la vendetta contro i banditi
Nei prossimi capitoli della serie La forza di una donna, la tensione raggiungerà livelli mai visti prima. Arif è scomparso e il quartiere è in subbuglio. I vicini, decisi a non restare con le mani in mano, si riuniranno davanti all’appartamento degli scagnozzi di Nezir, sospettati di averlo rapito. L’aria sarà carica di rabbia e paura. Beyame, con il volto segnato dalla determinazione, busserà con forza alla porta gridando: “Apri subito, ti do fino a cinque!”. Al suo fianco ci sarà Ceyda, che non esiterà a unirsi all’irruzione, pronta a tutto pur di scoprire la verità. Quando la porta si aprirà, la tensione esploderà. Sevati apparirà, sorpresa e spaventata, ma non farà in tempo a reagire: Beyame le punterà una pistola contro intimandole di farli entrare. Dentro, l’altro uomo di Nezir li guarderà seduto sul divano, freddo e sprezzante. “Cosa volete da noi?”, chiederà, ma la risposta di Beyame sarà tagliente come una lama: “Dov’è Arif? Parla, o giuro che non esci vivo da qui!”. Gli uomini resteranno muti, ma Ceyda, spinta dalla disperazione, inizierà a perlustrare ogni stanza, urlando il nome di Arif mentre gli altri vicini la seguono.
Ogni stanza verrà setacciata, ma non ci sarà traccia di lui. “Non c’è nessuno”, dirà uno dei vicini, distrutto dalla delusione. “Arif non è qui, il posto è vuoto.” Ceyda, incredula, chiederà di controllare di nuovo, ma il risultato non cambierà. Beyame, sconvolta, urlerà: “Sono stati loro! Arif deve essere qui!”. Tuttavia, di fronte al silenzio e alla paura che cresce, decideranno di lasciare l’appartamento. Appena i vicini se ne andranno, Sevati prenderà il telefono e chiamerà il suo capo: “Credo che ci abbiano scoperti”, dirà agitata. Dall’altra parte, l’uomo, furioso, risponderà: “Chi vi ha scoperti?”. “Una donna… un’amica di Arif, quella che sta sempre al caffè, una bionda”, spiegherà Sevati, e il capo capirà subito: “So perfettamente chi è quella donna”. Mentre la minaccia si avvicina, Bahar, sola a casa, piangerà in silenzio davanti alla finestra. I suoi figli dormiranno, ma lei non troverà pace, in attesa di un segno da Arif. E proprio in quel momento, vedrà Sevati e il suo complice caricare in fretta delle valigie e scappare. Loro la noteranno, e in un istante la tensione salirà alle stelle: Bahar è stata scoperta.
Nel frattempo, Ceyda tornerà a casa distrutta. “Non l’abbiamo trovato”, dirà ad Enver, “ma sono sicura che quegli uomini c’entrano. Arif è scomparso, e loro lo hanno preso”. Enver cercherà di calmarla, ma lei non si fermerà. “Chi altri poteva essere? Loro sorvegliano Bahar giorno e notte. Arif li ha affrontati e questo è il risultato.” In un’altra casa, Hatice chiamerà Sirin per rassicurarla. “Non preoccuparti, Bahar sta bene, ma Arif è sparito”, dirà. Sirin, turbata, reagirà con paura: “Non può essere… Sar… non può avergli fatto del male per paura di perdere Bahar!”. Ma presto la verità emergerà in modo sconvolgente: Arif è vivo, ma è prigioniero. In una stanza buia, legato a una sedia, due uomini sconosciuti lo sorveglieranno. Uno di loro lo colpirà al volto: “Hai fatto troppe domande, e adesso eccoti qui!”. Arif, ferito e stremato, non risponderà. Dopo ore di violenza, i due uomini decideranno di liberarsene. Nel cuore della notte, sotto la pioggia battente, lo getteranno fuori da un’auto in mezzo al nulla, lasciandolo a terra, esanime.
Ma Arif non si arrenderà. Dopo un tempo indefinito, aprirà gli occhi, il viso gonfio e il corpo devastato. Gemendo di dolore, proverà a rialzarsi, riuscendo a malapena a reggersi in piedi. Camminerà nella foresta sotto la pioggia, zoppicando, con il naso rotto e le mani insanguinate. All’alba, troverà finalmente una strada. Vedrà un camion in lontananza e, con un ultimo sforzo, farà cenno di fermarsi. Il camionista, un uomo dal volto gentile, scenderà immediatamente per soccorrerlo. “Dio mio, cosa ti è successo?”, chiederà spaventato. “Un’aggressione… devo solo tornare in città”, risponderà Arif con voce debole. L’uomo lo aiuterà a salire sul camion. Durante il viaggio, la pioggia continuerà a cadere mentre Arif, esausto, appoggerà la testa al vetro. “Come ti chiami?”, chiederà il camionista. “Arif”, sussurrerà lui. “Tranquillo, ti porto a casa”, risponderà l’uomo con un sorriso. Poco dopo, il camion entrerà in città. Il sole farà capolino tra le nuvole e, quando il veicolo si fermerà davanti al palazzo di Bahar, il cuore di Arif si riempirà di emozione.
Bahar, ancora alla finestra, vedrà la scena e resterà senza fiato. “Non può essere…”, mormorerà mentre scorge la figura ferita di Arif che barcolla accanto al camionista. “Arif!”, urlerà piangendo. Il camionista, vedendola, lo accompagnerà fino alla porta. “Devi andare in ospedale”, insisterà, ma Arif risponderà: “Prima devo vedere qualcuno. Devo farle sapere che sono vivo.” Salirà le scale a fatica, ogni passo un dolore. Bahar correrà giù e, appena lo vedrà, scoppierà in lacrime. “Dio mio, cosa ti hanno fatto?”, griderà. Enver aprirà la porta e resterà paralizzato dalla paura: il volto di suo figlio sarà irriconoscibile. “Papà, sto bene”, dirà Arif, ma il suo corpo parlerà da sé. Bahar, disperata, cercherà di convincerlo ad andare in ospedale, ma lui, spezzato dentro, la respingerà: “Torna a casa tua, Bahar”. Chiuderà la porta, lasciandola fuori in lacrime. Lei si accascerà contro il muro, sussurrando tra i singhiozzi: “Perché mi tratta così?”. Poco dopo, Enver e Ceyda la raggiungeranno per confortarla. “Forse si vergogna”, dirà Ceyda, “ma ci penseremo noi”. Bahar, ancora tremante, risponderà: “Non voglio che soffra per colpa mia”.
Le ore successive saranno cariche di emozione. Hatice abbraccerà la figlia in lacrime: “L’importante è che siamo insieme”, le dirà. Anche Yeliz arriverà, stringendo Bahar in un abbraccio corale con Ceyda e Hatice. “Siamo una famiglia e niente ci separerà più”, prometteranno. Intanto, nell’appartamento sopra, Enver curerà Arif, che confesserà: “Erano due uomini… credo siano quelli che sorvegliavano Bahar. Volevano mandare un messaggio”. Enver, inquieto, proporrà di chiamare la polizia, ma Arif lo fermerà: “Non ora. Se la polizia si intromette, potrebbe finire peggio.” I giorni passeranno e Arif inizierà lentamente a guarire, ma rifiuterà di vedere Bahar. Lei, nonostante tutto, gli porterà una zuppa calda e lascerà il piatto in silenzio. “Digli solo che voglio che stia meglio”, dirà a Enver. “Quella donna ti ama”, gli dirà il padre, “e tu lo sai”. Arif, con lo sguardo basso, risponderà: “Lo so, papà… ma tutto questo è successo per colpa sua.” Enver poserà una mano sulla sua spalla e dirà con voce rotta: “È successo per amore, figlio mio. E l’amore, a volte, costa caro. Ma sei vivo. E questo, oggi, è il miracolo più grande.”