LA FORZA DI UNA DONNA: NISAN E DORUK NEL MIRINO DI NEZIR, L’INCUBO TORNA A SANGUINARE
La pace ritrovata da Bahar e dalla sua famiglia dura lo spazio di un respiro. Dopo settimane di apparente serenità, mentre i bambini tornano finalmente a ridere e Sarp prova a ricostruire un frammento di normalità, l’ombra più oscura del passato si allunga di nuovo su di loro: Nezir è tornato. Non si mostra, non compare fisicamente, ma la sua presenza si insinua come un veleno nell’aria, nei silenzi improvvisi, nei sussurri del telefono, negli sguardi tesi di chi avverte che qualcosa di terribile sta per accadere. Proprio quando Bahar inizia a credere che l’incubo sia finito, il destino le prepara un nuovo colpo mortale. La calma che avvolge la casa è solo l’inganno perfetto prima della tempesta, e questa volta la tempesta ha un solo nome: vendetta. Nezir non vuole solo colpire Sarp, vuole distruggere la sua famiglia, pezzo dopo pezzo, iniziando da ciò che ha di più prezioso: Nisan e Doruk.
La sera in cui tutto cambia, la casa è immersa in un’atmosfera di fragile serenità. Doruk dorme abbracciato al suo peluche, Nisan disegna tranquilla sul tavolo, Bahar sistema la cucina con gesti semplici e stanchi. Sarp li osserva come se volesse imprimere quelle immagini nella memoria. Poi il telefono vibra. Un numero sconosciuto. Quando risponde, la sua vita si ferma. Dall’altro capo della linea arriva una voce calma, glaciale, che conosce fin troppo bene: è Nezir. “Credevi di poterti nascondere per sempre?”, sussurra. Il sangue si gela nelle vene di Sarp. Prova a reagire, a negare ogni legame, ma Nezir lo inchioda con una frase che spezza ogni illusione: “Allora perché usi ancora i miei soldi?”. In un istante Sarp capisce che il passato non è mai morto, che la trappola si sta richiudendo attorno a loro. Quella notte non riesce a dormire. Resta seduto al buio, fissando la finestra come una sentinella disarmata, convinto che ogni rumore possa essere l’anticamera dell’orrore. Quando Bahar lo trova, pallido e immobile, lui mente: “Non è niente”. Ma il pericolo è ormai dentro casa.
Il giorno seguente l’incubo prende forma. Un furgone nero con i vetri oscurati si ferma davanti alla palazzina senza scendere nessuno. Davanti alla porta viene lasciata una busta. Dentro, la prova che ogni genitore teme più di qualsiasi altra cosa: una fotografia scattata di nascosto. Nisan e Doruk al parco, felici, ignari di essere osservati da occhi senza pietà. Sul retro della foto, una frase che è una condanna: “Non dimentico. Non perdono”. Bahar la vede. Capisce tutto. “È lui, vero? Nezir?”, chiede con la voce spezzata. Sarp non risponde, ma il suo silenzio è più crudele di qualsiasi parola. Bahar crolla. La fiducia che aveva faticosamente ricostruito si sgretola. “Avevi detto che era finita”, sussurra tra le lacrime. Lui si inginocchia davanti a lei, giura che questa volta lo fermerà, ma Bahar scuote la testa con la saggezza disperata di chi ha già perso troppo: “Non puoi fermare un fantasma”. È in quel momento che capisce che i suoi figli sono in grave pericolo.
Nel frattempo, in un luogo segreto pieno di schermi e monitor, Nezir osserva la loro vita come un macabro reality show. Le immagini di Bahar, di Sarp, di Arif, di Ceida, e soprattutto dei piccoli Nisan e Doruk, scorrono davanti ai suoi occhi senza suscitare alcuna pietà. “Li voglio tutti”, ordina ai suoi uomini con una freddezza disumana. “Non subito. Voglio che sentano la paura”. Per lui la vendetta non è mai stata un colpo rapido, ma una tortura lenta. Nel quartiere iniziano a circolare voci inquietanti: auto sconosciute, uomini in giacca che osservano la casa, presenze che non appartengono a quel mondo semplice. Anche Ceida se ne accorge e affronta Sarp: “Chi stai nascondendo?”. Lui non risponde, ma il terrore nei suoi occhi è una confessione. In segreto le chiede di portare via i bambini per qualche giorno. La fuga sembra l’unica possibilità di salvezza. Bahar prepara una valigia con le mani che tremano, cercando di sorridere a Nisan che le chiede: “Mamma, stiamo andando via di nuovo?”. “Solo una piccola vacanza”, mente, mentre il cuore le si spezza.
Ma Nezir è sempre un passo avanti. Mentre Bahar tenta disperatamente di proteggere i suoi figli, l’uomo commette però un errore che potrebbe costargli caro: si mostra troppo sicuro della propria onnipotenza. È questa arroganza a diventare la sua debolezza. Sarp, schiacciato dal senso di colpa e dalla paura, capisce che continuare a fuggire non servirà a nulla. Per la prima volta non pensa solo alla sua sopravvivenza, ma a quella dei suoi figli. Nisan e Doruk sono diventati il bersaglio di una vendetta che non ha limiti, e questo risveglia in lui una determinazione disperata. La guerra è ormai dichiarata. Da una parte un padre disposto a tutto pur di salvare i suoi bambini, dall’altra un uomo che ha perso ogni umanità e che vive solo per distruggere. Il destino della famiglia di Bahar è appeso a un filo sottilissimo. Nisan e Doruk non sono mai stati così vicini al pericolo. E mentre la notte cala sulla città, una cosa è certa: l’errore di Nezir potrebbe essere l’unica speranza di salvezza… oppure l’inizio della tragedia più grande.