LA PROMESA – Antes de MORIR, Ángela REVELA un SECRETO que LLEVARÁ a Leocadia y Lorenzo a la CÁRCEL

La Promesa entra in una delle sue fasi più oscure e sconvolgenti con una tragedia destinata a segnare per sempre il destino del palazzo e dei suoi abitanti. Alla vigilia di un matrimonio forzato con Lorenzo, Ángela prende una decisione estrema: scegliere la morte pur di non vivere prigioniera di un uomo che disprezza e di una madre che l’ha usata come pedina. Ma la sua non è una resa. Prima di togliersi la vita, Ángela lascia dietro di sé due lettere, due verità destinate a esplodere come una bomba. Una è un addio straziante all’uomo che ama, Curro; l’altra è un atto di accusa micidiale che porterà Leocadia e Lorenzo dritti verso la rovina. In quelle pagine, scritte con mani tremanti ma con una lucidità impressionante, Ángela trasforma il suo sacrificio in un’arma di giustizia.

La notte prima delle nozze, mentre il palazzo è in fermento per i preparativi, Ángela resta sola nella sua stanza, davanti a un flacone di medicinali più potenti del laudano. Sa perfettamente cosa può provocare. Tra le lacrime, prende carta e penna e scrive a Curro una lettera che è puro amore e disperazione: ricorda ogni istante vissuto insieme, ogni sguardo rubato, ogni momento in cui si è sentita davvero libera. Gli chiede perdono per ciò che sta per fare, ma gli confessa che preferisce morire libera piuttosto che vivere incatenata a un mostro come Lorenzo. È una lettera che spezza il cuore, perché Ángela non smette mai di amare: sceglie la morte, ma lo fa pensando a Curro, alla loro verità negata, a un futuro che non potranno mai avere.

Tuttavia, Ángela sa che l’amore non basta. Non può andarsene senza lasciare una traccia, senza fermare il male che ha visto crescere sotto i suoi occhi. Scrive così una seconda lettera, la più importante, affidandola a Martina, la cugina e unica confidente. In quelle righe, Ángela rivela tutto: i crimini di Leocadia e Lorenzo, le morti coperte dal silenzio, le manipolazioni e la violenza. Racconta come sua madre abbia assassinato Hann, sparandole e poi avvelenandola mentre era ferita; come abbia ucciso Dolores e doña Carmen; come abbia partecipato al rapimento del piccolo Curro. Denuncia Lorenzo per aver ordinato l’omicidio di Curro durante una caccia, per i maltrattamenti inflitti a Eugenia fino a distruggerla e spingerla al suicidio, per il traffico d’armi e per l’acquisto del veleno usato per uccidere Hann. È un elenco di orrori che trasforma Ángela, fino a quel momento vittima silenziosa, in testimone chiave della giustizia.

Il giorno delle nozze, il palazzo si veste di bianco, ma dietro quella facciata si consuma l’orrore. Ángela, in abito da sposa, ingerisce il veleno e attende la morte che arriverà prima di Lorenzo. Quando la sua assenza insospettisce tutti, la porta della stanza viene abbattuta e il suo corpo viene trovato senza vita. Il dolore esplode: Curro crolla in ginocchio, distrutto; Alonso affronta Lorenzo con parole gelide, accusandolo di essere la causa di quella morte. È in quel momento che la seconda lettera entra in gioco. Martina, fedele alla promessa, la consegna al marchese Alonso. Leggendola, l’uomo passa dallo shock alla furia: ogni parola conferma i suoi peggiori sospetti. Durante una riunione drammatica, Alonso accusa apertamente Leocadia e Lorenzo davanti a tutta la famiglia. Le negazioni crollano, i colpevoli restano senza appigli, isolati e smascherati.

L’arresto di Leocadia e Lorenzo segna una svolta storica per La Promesa, ma apre anche nuovi interrogativi che tengono il pubblico con il fiato sospeso. Ángela è davvero morta o la sua morte è stata una messinscena, come quella di Pía in passato? I fan si dividono, analizzano dettagli, ipotizzano complotti, immaginano un ritorno clamoroso. Intanto, il palazzo sprofonda nel lutto e Curro, spezzato dal dolore, si isola, scivolando verso un baratro pericoloso. Qualunque sia la verità, una cosa è certa: Ángela ha cambiato per sempre la storia de La Promesa. Viva o morta, è stata lei a far cadere le maschere, a innescare la caduta dei mostri e a dimostrare che anche nel momento più disperato si può scegliere di lasciare una traccia di giustizia. Il suo nome resterà inciso come quello di un’eroina tragica, capace di trasformare la propria fine in una condanna eterna per chi credeva di essere intoccabile.