LA PROMESA CAPÍTULO 736: El médico CONFIESA la SEDACIÓN y Lorenzo queda ARRESTADO INMEDIATAMENTE

La Promessa – Capitolo 736: la verità che distrugge il potere

Paragrafo 1
Il capitolo 736 de La Promessa segna uno spartiacque definitivo nella storia della serie, un episodio destinato a restare impresso nella memoria degli spettatori per la sua potenza emotiva e narrativa. Tutto ruota attorno a un silenzio che finalmente si spezza: quello del dottor Sandoval, un uomo consumato dal rimorso, incapace di dormire e di guardarsi allo specchio. Per settimane ha vissuto prigioniero della paura e della colpa, sapendo di aver oltrepassato il limite sacro della sua professione. Le sue mani, nate per curare, sono diventate strumenti di morte. L’ombra di Ángela, giovane innocente sedata fino a perdere la vita, lo perseguita notte e giorno. In questo clima soffocante, il medico comprende che continuare a tacere significherebbe ucciderla una seconda volta. La sua decisione di parlare non è solo un atto di giustizia, ma una resa dei conti con la propria coscienza, il primo passo verso una verità che travolgerà l’intero palazzo.

Paragrafo 2
La scena centrale si svolge nel grande salone, dove ogni sguardo è carico di tensione. Alonso de Luján, Manuel e Curro attendono spiegazioni sul trattamento di Ángela, mentre Lorenzo de la Mata, in uniforme impeccabile, si muove con l’arroganza di chi si crede intoccabile. Ma qualcosa cambia nel momento in cui il dottor Sandoval inizia a parlare. La sua voce trema, ma non si ferma. Confessa che le dosi di sedativi somministrate ad Ángela non erano frutto di un errore medico, bensì di ordini precisi ricevuti dal capitano Lorenzo. Ogni parola cade come una lama, squarciando l’illusione di normalità. Lorenzo tenta di difendersi, di ridicolizzare il medico, ma il panico nei suoi occhi tradisce la verità. Il salone, un tempo simbolo di potere e prestigio, si trasforma in un tribunale morale dove il peso delle colpe diventa insostenibile.

Paragrafo 3
La confessione raggiunge il suo culmine quando il medico rivela le minacce subite: la carriera distrutta, la famiglia rovinata, i figli condannati a un futuro senza possibilità. Sandoval ammette di aver obbedito per paura, di aver aumentato le dosi pur sapendo che potevano essere letali. La morte di Ángela non è stata naturale, ma il risultato di una sedazione sistematica e deliberata. A quel punto, Curro entra in scena con documenti, ricette alterate, fatture e testimonianze che inchiodano definitivamente Lorenzo. È il momento della caduta del mostro. L’uomo che si credeva al di sopra di tutto viene smascherato davanti al figlio, che lo affronta con parole di fuoco. Curro rifiuta il legame di sangue e sceglie la giustizia, accusando il padre di aver trattato Ángela come una proprietà, una prigioniera da spezzare. È uno scontro generazionale e morale che lascia senza fiato.

Paragrafo 4
L’arrivo della Guardia Civil è il colpo di grazia. I passi militari risuonano nel salone come un verdetto inevitabile. Lorenzo viene arrestato con accuse pesantissime: omicidio, somministrazione di sostanze nocive, coercizione e ostruzione alla giustizia. Le sue medaglie non valgono più nulla, il suo rango non lo protegge. Le manette che scattano ai polsi segnano la fine di un’epoca di paura e abuso di potere. Le sue grida disperate, le minacce di vendetta, le suppliche rivolte a Curro si dissolvono nel vuoto. Nessuno lo difende. Alonso lo guarda con disgusto, Manuel con rabbia trattenuta, Curro con una calma glaciale. È il trionfo della giustizia, tardiva ma inesorabile. Intanto, anche il dottor Sandoval accetta il proprio destino: collaborerà con la legge, pronto a pagare per le sue colpe pur di non vivere più nel silenzio.

Paragrafo 5
Il capitolo si chiude con una delle sequenze più struggenti dell’intera serie: Curro solo nel giardino, sotto il vecchio albero che custodisce i ricordi del suo amore con Ángela. Tra lacrime e memorie, rivive i momenti felici e quelli di terrore, le suppliche ignorate, la promessa di un futuro spezzato. La giustizia non restituisce la vita, ma offre un fragile sollievo. Curro parla ad Ángela come se potesse sentirlo, promettendole di andare avanti, di onorare la sua memoria vivendo. È un finale carico di dolore, ma anche di determinazione. La Promessa dimostra ancora una volta che nessun potere è eterno e che la verità, prima o poi, emerge. Il capitolo 736 non è solo la caduta di Lorenzo de la Mata, ma la rinascita morale di una storia che ha scelto di guardare il male in faccia e chiamarlo per nome.