LA PROMESSA – Alonso va da Curro, che spara contro suo padre
A La Promessa si consuma una delle svolte più feroci e simboliche dell’intera stagione: non uno scontro qualunque, ma il momento in cui un figlio punta un’arma contro suo padre e preme il grilletto. Alonso, marchese convinto di poter ancora controllare il destino della sua famiglia e salvare le apparenze, decide di andare al rifugio per riportare Curro a casa. Non manda emissari, non ordina rastrellamenti: vuole guardarlo negli occhi, recuperarlo, “rimettere ordine”. Ma quello che trova non è un ribelle pentito. È un ragazzo spezzato, braccato, consumato dalla paura e dalla rabbia, che non si sente più figlio ma bersaglio. Quando Alonso pronuncia le parole sbagliate nel momento sbagliato, il confine invisibile tra autorità e violenza si spezza: Curro spara. Non per uccidere, ma per fermare. E in quel colpo che solleva terra e pietre, La Promessa smette di essere una casa nobiliare e diventa un vero campo di battaglia emotivo.
Il rifugio in cui Curro si nasconde con Angela è l’opposto del palazzo: niente argenti, niente rituali, solo silenzio, legno che scricchiola e paura costante. Curro vive come un animale ferito, dorme a metà, sempre pronto all’assalto, perché sa che ogni visita potrebbe essere l’ultima. Non si fida di nessuno, nemmeno delle parole di pace, perché alla Promessa le buone intenzioni si trasformano sempre in trappole. Intanto, nel palazzo, la casa si spacca in due: c’è chi lo definisce un bastardo ingrato, chi lo accusa di aver sequestrato Angela, chi teme che la situazione degeneri. Solo pochi, come Don Pia, provano a tenere viva una flebile speranza. Leocadia invece alimenta l’odio, invoca la Guardia Civil, mentre Lorenzo sogna vendetta. Alonso ascolta tutto e si sente schiacciato tra due forze inconciliabili: l’onore del suo nome e un figlio che, nonostante tutto, resta una ferita aperta mai guarita.
Quando Alonso decide di andare da Curro, lo fa portandosi addosso il peso di anni di silenzi e omissioni. Al rifugio, Curro sente i cavalli prima ancora di vedere il padre. Nasconde Angela, impugna il fucile non per coraggio, ma per panico. Il vero segreto è questo: Curro non teme Alonso come marchese, ma come padre. Perché un padre può ferirti più di chiunque altro, può riportarti indietro con una sola parola. Alonso parla di ordine, di ritorno a casa, di protezione. Ma per Curro “casa” è sempre stata una gabbia. Ogni frase del padre suona come un comando, ogni promessa come una minaccia. Quando Alonso cerca di avvicinarsi e lo chiama “figlio mio”, quella parola non costruisce un ponte: diventa un coltello. Curro rinfaccia tutto ciò che non è mai stato difeso, tutte le volte in cui è stato lasciato solo mentre la casa lo umiliava.
Il confronto precipita quando Alonso pronuncia l’ultima frase sbagliata, chiedendo a Curro di essere “ragionevole”. È lì che il ragazzo crolla. Ragionevole come quando ha dovuto ingoiare, subire, tacere. Il marchese cambia tono, l’autorità prende il posto dell’uomo, e Curro sente riattivarsi l’antico riflesso della sottomissione. Ma questa volta si ferma. Quando Alonso tenta di afferrargli l’arma, Curro reagisce d’istinto: il colpo esplode nel bosco come un tuono. Non colpisce il padre, ma la terra davanti ai suoi piedi. È un gesto che vale più di mille parole. Alonso resta immobile, gelato non dalla paura del dolore, ma dalla consapevolezza di essere diventato il bersaglio di suo figlio. Angela esce allo scoperto, mostrando di non essere una vittima passiva, ma una presenza che ha cambiato Curro più di quanto Alonso abbia mai fatto.
Dopo lo sparo, nulla può tornare com’era prima. Curro non chiede vendetta, chiede dignità: che la sua storia non venga più raccontata da altri, che Angela non sia trattata come uno scandalo, che il capitano stia lontano e che il silenzio smetta di essere la regola. Alonso, per la prima volta, abbassa lo sguardo. Capisce che la casa ha costruito mostri in nome dell’educazione e che il vero scandalo non è lo sparo, ma il motivo per cui è avvenuto. Promette di fermare le lingue, di provare a contenere Leocadia, di evitare la forza. Ma Curro non si fida: alla Promessa le promesse finiscono sempre nel sangue. Quando Alonso se ne va, porta con sé una vergogna nuova, più pesante di qualsiasi ferita. E Curro, tra le braccia di Angela, pronuncia la frase più inquietante: se torneranno con la forza, non sparerà più in aria. Da questo momento, La Promessa non racconta più solo un conflitto familiare, ma una verità scomoda: quando una casa divora i suoi figli, il colpo più forte non è quello che uccide, ma quello che costringe tutti a guardarsi allo specchio.