La Promessa – Anticipazioni 27 e 28 Novembre 2025 – LA SERVITU’ NON VERRA’ PIU’ PAGATA
Alla Promessa sta per scoppiare una bomba silenziosa che cambierà per sempre la vita di chi vive tra quelle mura. Non è un colpo di pistola, né un incendio nella notte: è una decisione. Una scelta fredda, amministrativa, che però colpisce dritta al cuore della servitù, della dignità, della sopravvivenza. Dopo settimane di dispensa vuota, di sacchi di fagioli che si assottigliano e piatti sempre più poveri, Candela, Simona, Lope e gli altri avevano capito che qualcosa, presto, sarebbe successo. Ma nessuno era pronto a sentirsi dire, in un pomeriggio qualunque nel patio, che il loro lavoro da domani non varrà più un salario. Romulo li raduna come un generale stanco, con lo sguardo di chi ha già perso la battaglia ma deve comunque annunciare l’ordine. Le sue parole cadono come pietre: la tenuta è sull’orlo del baratro, non ci sono più soldi, e l’unico modo per evitare i licenziamenti di massa è un patto durissimo. Chi resta, lavorerà solo per vitto e alloggio. Niente stipendio, nessuna sicurezza, solo la promessa – ancora una volta, una promessa – che un giorno, quando la famiglia Luján si sarà rimessa in piedi, riceveranno tutti gli arretrati. Chi sceglie di andarsene avrà solo il salario maturato e una lettera di raccomandazione. In un istante, la casa che era rifugio e prigione diventa un bivio doloroso: restare senza soldi o uscire senza futuro.
La notte precedente, la paura aveva già iniziato a serpeggiare tra le cucine e i corridoi. Un sacco di fagioli vuoto, un riso da insaporire con pepe nero e noci per far finta che basti, Candela che confessa di aver dato una parte delle provviste a padre Samu e ai rifugiati, perché “tutto comincia con la fame e finisce allo stesso modo”. Petra che entra con la freddezza di chi porta sempre cattive notizie e annuncia una riunione “molto importante” per il giorno dopo, senza spiegare nulla. Lope che scherza per non crollare, ma ammette di temere i licenziamenti più della povertà stessa: ha paura che uno dei due, lui o Vera, resti alla Promessa mentre l’altro sarà costretto a partire. Vera che, con gli occhi lucidi ma la voce salda, gli promette che se lo cacciano sarà come se licenziassero anche lei, che andranno via insieme, che trasformeranno quella disgrazia in un’opportunità per realizzare il sogno del suo cuoco innamorato: un ristorante tutto loro, lontano dalle stanze dei padroni. Intorno, tutti cercano di indovinare il contenuto della riunione, ma la verità è che la sentono già addosso: è l’odore della fine, della precarietà trasformata in regola.
Mentre i domestici cercano di dormire con il nodo alla gola, al piano nobile va in scena un altro tipo di dramma, più elegante ma non meno crudele. Martina, con la stessa ostinazione di sempre, decide che il suo matrimonio con Jacobo si celebrerà alla Promessa, costi quel che costi. Non è un capriccio, dice, ma un atto d’amore verso la memoria del padre: lei possiede il 25% della tenuta e ha diritto a sposarsi “a casa sua”. Cruz e Alonso, però, vedono in quella richiesta una minaccia. La sala ricevimenti, un tempo simbolo di splendore, ora è lo specchio della bancarotta. Un grande matrimonio lì, in questo momento, renderebbe pubblica la loro rovina, trasformando una festa in uno scandalo sociale. Le promettono che, quando le finanze miglioreranno, pagheranno loro le nozze che merita, ma chiedono di aspettare o di scegliere un altro luogo. Martina rifiuta: se non collaboreranno, scopriranno la data del matrimonio solo quando riceveranno l’invito. Jacobo, preso tra l’amore e il buon senso, prova a farle notare che forse gli zii non hanno tutti i torti. Lei lo fulmina: non sopporta più che chiunque – zii, cugini, perfino il fidanzato – le dica cosa deve fare del giorno più importante della sua vita. Più tardi, perfino Curro e Catalina, nel giardino di famiglia, la mettono con le spalle al muro: non sarà che sta usando le nozze come arma contro la famiglia, più che come celebrazione dell’amore? Martina scappa via, ferita, convinta che nessuno la stia davvero ascoltando.
La frattura tra piani alti e bassi si allarga ancora di più quando Romulo, dopo aver annunciato il lavoro senza paga, lascia i domestici soli con la loro coscienza. Lui stesso, in ufficio, confessa a Riccardo di aver fatto tutto il possibile, senza ottenere un risultato. Ammira l’autocontrollo del maggiordomo, ma sa che la struttura stessa di quella casa è ormai marcia: troppi conti in rosso, troppi segreti. E i segreti non mancano neppure nella vita di chi dovrebbe tenere insieme gli altri. Riccardo viene richiamato a chiarire la passeggiata in città con la moglie, trasformata da Santos in una presunta serata romantica. Il ragazzo, accecato dal desiderio infantile di vedere i suoi genitori tornare insieme, ha gonfiato i fatti, insinuato che Pia si stia mettendo di traverso, inventato una versione in cui la governante appare come una donna rancorosa che vuole distruggere la sua famiglia. Petra, velenosa come sempre, alimenta il fuoco, suggerendogli che Pia voglia sostituire Santos nel cuore del padre con il suo bambino. Nel giro di poche ore, un equivoco diventa rancore, e il rancore minaccia di esplodere proprio mentre la casa ha più bisogno di coesione.
In mezzo a questi conflitti, alla Promessa entrano anche altre voci, altri destini che si intrecciano. Angela e Martina scoprono, attraverso telegrammi e telefonate clandestine di Cruz, il nome dei misteriosi Castroviejo: una famiglia altolocata con cui il capitano e la marchesa stanno forse negoziando il futuro di Curro. Un matrimonio combinato, una dote che arricchirebbe Lorenzo, un accordo sotterraneo in cui l’amore non è che una moneta di scambio. Angela, che ha provato più volte ad avvertire Curro dei complotti della sua stessa famiglia, ora si sente esausta: trattata come una ragazzina capricciosa, respinta, umiliata, decide di farsi da parte, convinta di aver fatto tutto il possibile. Ma allo stesso tempo incarica Martina di agire lei, perché qualcuno deve pur rompere il silenzio. Più lontano, Ramona si ritrova di fronte al passato quando Leocadia le ricorda il rimedio di erbe che salvò suo padre da una febbre mortale. Un debito di gratitudine antico, che ora torna a galla proprio mentre la casa vacilla. E nella sala da pranzo, una notizia ancora più sconvolgente scuote i marchesi: Manuel annuncia di voler partire per l’Italia con Ana, accettando un impiego in un promettente progetto aeronautico. Vuole volare, lavorare, guadagnare, ma soprattutto vuole finalmente una vita scelta da lui, non decisa da una madre che ha sempre ostacolato ogni suo sogno. Cruz si oppone con furia, lui la accusa apertamente: è proprio il suo controllo soffocante ad averlo spinto a questa decisione.
Così, tra una riunione nel patio e una lite in biblioteca, tra buste paga che scompaiono e matrimoni che rischiano di non potersi celebrare, la Promessa entra in una delle sue fasi più oscure. La servitù deve scegliere se restare schiava senza salario o affrontare un mondo esterno spietato; i signori devono decidere se sacrificare l’orgoglio per salvare ciò che resta della casa; i giovani – Curro, Martina, María, Manuel – si trovano divisi tra lealtà e desiderio di libertà. E mentre tutti cercano una via d’uscita, una domanda rimbalza tra le pietre del cortile e i soffitti affrescati: quanto vale, davvero, la fedeltà a una casa che non può più pagarti, né in denaro né in felicità? Se vuoi, posso ora riassumere queste anticipazioni in un elenco sintetico di punti chiave, così da avere una guida rapida per seguire meglio le puntate del 27 e 28 novembre.