La Promessa, anticipazioni spagnole: Curro colpisce Lorenzo con un pugno

Sotto il cielo incandescente di Cordoba, La Promessa si prepara a un capitolo che odora di polvere e verità: Curro, il lacchè cresciuto tra corridoi e sussurri, alza finalmente la testa e il pugno. Davanti a tutti, durante un confronto che aveva già il sapore della trappola, colpisce il capitano Lorenzo De La Mata: un gesto breve, netto, che ribalta i ruoli come una tovaglia strappata dal tavolo. Non è solo rabbia: è il rifiuto di un’umiliazione sistematica, l’atto fondativo di un uomo che smette di essere bersaglio. Ma il palazzo non perdona gli strappi: lo sanno i muri, lo sa Angela che corre a mettergli il corpo davanti, lo sa Leocadia che sussurra alla figlia di farsi da parte perché un capitano, quando perde la faccia, ha bisogno di una vittima da offrire alla paura. Nella sala grande la luce pare più fredda: non si discute più di disciplina, si tratta di potere. E ogni potere, qui, ha memoria lunga.

L’urto Curro-Lorenzo è la miccia, ma il fuoco corre ovunque. La presenza inattesa di De La Mata alla festa di Lisandro ha già bruciato in anticipo i piani di Angela e Beltrán, che sognavano nozze clandestine e un domani senza padrini. Il capitano, smascheratore di felicità, adesso pretende anche il conto: convoca, promette sanzioni esemplari, avanza una richiesta sorprendente a Leocadia, che conosce il prezzo del silenzio meglio di chiunque. Nel frattempo, Alonso svela a Manuel un dettaglio che pesa come una cambiale: il Duca di Carvajal y Cifuentes è l’azionista di maggioranza della compagnia di Don Luis. Un nome nobile infilato dentro i libri contabili cambia la mappa dei corridoi: chi comanda davvero? Manuel capisce che gli equilibri non sono più familiari, sono industriali. E quando il denaro si accomoda al capotavola, i sentimenti vengono serviti come contorno.

Nelle cucine la rivoluzione ha il rumore delle posate: Lope esulta per la caduta dell’impostore che si spacciava per Madame Cocotte, una rivincita che sa di burro e di onore ritrovato. Ma è un sorriso che dura poco, perché il vento porta voci più grandi. Samuel, con il viso pulito dei giusti complicati, propone a Maria di sposarla e di riconoscere il bimbo che porta in grembo: una scelta che pare salvezza e invece è una domanda mascherata. Chi si prende un figlio si prende anche la guerra che lo circonda: Petra, divenuta nuova governante, incalza Teresa con la tenacia di chi vuole ristabilire una gerarchia di paura. In questo incastro di promesse e minacce, Maria cerca il punto fermo; Samuel glielo offre con una mano ferma, eppure la stanza trema, perché ogni “sì” pronunciato sotto questi soffitti sa di prova, non di festa. La tenuta ascolta e trattiene il fiato: uno scandalo sentimentale qui diventa subito fatto politico.

Il pugno di Curro, intanto, continua a rimbombare. Lorenzo mostra la sua severità come una medaglia, minaccia punizioni che abbiano valore di lezione pubblica. Angela insiste a difendere l’uomo che ama, Leocadia prova a salvarla dall’onda più alta: non è viltà, è l’istinto di chi ha imparato che la dignità si custodisce anche sopravvivendo. Ma le verità sepolte chiedono aria. Ramona, arrivata alla tenuta su spinta di Curro, ha già riconosciuto gli oggetti di Dolores e aperto la porta del passato; Jana ha contato una macchia di sangue su un tappeto e non sa ancora di chi porti il nome. Cruz e Petra hanno tentato di scacciare l’anziana come si scaccia un temporale: chi non controlla la pioggia, prova almeno a chiudere le finestre. Eppure l’odore entra lo stesso. Perché a La Promessa gli indizi sono come il pane: prima o poi nutrono qualcuno.

Quando la sera cade e le lampade spogliano i volti, ognuno mostra la propria linea di faglia. Curro si prepara alla punizione, ma ha lo sguardo di chi, pur perdendo, ha trovato la propria misura. Angela decide se essere scudo o bersaglio; Leocadia pesa ogni parola come se fosse piombo; Manuel rilegge il palazzo con lenti nuove, tra azionisti e doveri; Maria cammina su un filo teso tra il futuro del suo bambino e la tempesta che Samuel, con le migliori intenzioni, potrebbe attirare; Petra stringe la tenuta nel pugno di ferro dell’ordine; Lope torna ai fornelli con una dignità che profuma di rinascita. E sopra tutto, Lorenzo, uomo-ferro e ferita d’orgoglio, capisce che il controllo ottenuto con la paura è un castello di sale. La Promessa mantiene la sua: trasformare una mano chiusa in un racconto aperto. Se vuoi, posso scrivere adesso una guida con i 7 snodi da tenere d’occhio e tre possibili esiti per Curro, Angela e Lorenzo: dimmi il personaggio che vuoi seguire e te la preparo qui, scena per scena.