La Promessa – Curro fa arrestare di nuovo Lorenzo con una nuova prova sconvolgente

Nei prossimi capitoli de La Promessa, il ritorno improvviso di Lorenzo getterà il palazzo nel caos e nella paura. Tutti saranno certi che il capitano sia tornato per vendicarsi, ma tra i corridoi dell’antica tenuta qualcuno avrà finalmente il coraggio di sfidarlo: Curro. Il giovane, deciso a non lasciarsi intimidire, escogiterà un piano audace che porterà Lorenzo di nuovo dietro le sbarre. Tutto avrà inizio con una scena tesa e carica di odio. Lorenzo, arrogante come sempre, tornerà in libertà provvisoria grazie a manovre legali e influenze nascoste. Entrerà nel palazzo come se nulla fosse, con un sorriso cinico e la consapevolezza di poter ancora manipolare chiunque. I domestici lo osserveranno con disprezzo, ma solo Curro avrà il coraggio di affrontarlo a viso aperto. Quando sarà costretto a servirlo come domestico personale, Lorenzo coglierà l’occasione per umiliarlo, ordinandogli di inginocchiarsi per togliergli gli stivali. Curro, con una dignità ferma e glaciale, rifiuterà di piegarsi: “Non sono il tuo cane, toglieteli da solo.” Da lì esploderà una battaglia di parole velenose, una guerra silenziosa tra due uomini che non si temono più. “Ti distruggerò, Curro”, griderà Lorenzo con odio, ma la risposta del giovane sarà una sentenza: “Ti rimetterò in prigione, e questa volta non uscirai mai più.”

La tensione non si fermerà a quella stanza. Poche ore dopo, Lorenzo tenterà di riallacciare i contatti con Leocadia, la donna con cui ha condiviso intrighi e segreti del passato. Entrerà nei suoi appartamenti con la solita arroganza, convinto di poterla ancora manipolare. Ma Leocadia, fredda e calcolatrice, lo respingerà: “Non ho più bisogno di te. Sei debole, un peso morto.” Le parole della donna feriranno nel profondo l’orgoglio del capitano, che la minaccerà promettendo di rivelare tutti i loro affari sporchi. A quel punto, la tensione raggiungerà il culmine con l’arrivo improvviso di Cristobal, il maggiordomo capo, che si porrà tra loro come un muro. “Se la tocchi ancora, non ti sveglierai vivo il giorno dopo”, gli dirà con voce ferma. Lorenzo, sorpreso, proverà a ridere, ma quella risata sarà la sua ultima arma. Con un colpo di scena, la coppia Leocadia–Cristobal rivelerà di avere un piano per incastrarlo una volta per tutte, usando la sua stessa arroganza contro di lui. Leocadia, infatti, confesserà di aver preparato una falsa lettera di confessione mesi prima, imitando perfettamente la calligrafia e il tono di Lorenzo. Una trappola perfetta, pronta solo a essere consegnata alla persona giusta: Curro.

La mattina seguente, Curro troverà casualmente quella lettera tra vecchi documenti nell’ufficio di Lorenzo. La leggerà con il cuore in gola: è una confessione scritta, in cui il capitano ammette di aver pianificato attentati, truffe e inganni, chiedendo perdono per i suoi crimini. Ogni parola sembrerà autentica, e Curro, colmo di rabbia e desiderio di giustizia, vedrà in quel documento la sua arma definitiva. Correrà da Manuel per mostrargliela: “È la prova che aspettavamo. Stavolta non potrà più scappare.” Manuel, incredulo ma convinto, deciderà di agire immediatamente. Curro porterà la lettera alle autorità e il sergente Burdina, dopo averla letta, decreterà che è sufficiente per un arresto immediato. “Se questa scrittura è sua, non uscirà tanto presto”, dirà con tono severo. Nel pomeriggio, mentre Lorenzo si crogiola nel suo vino e nella sua presunta vittoria, le guardie irromperanno nei suoi appartamenti. “Capitano Lorenzo De Mata, è di nuovo in arresto per confessione dei suoi stessi crimini”, annuncerà Burdina davanti a tutti. Lorenzo, incredulo, cercherà di ribellarsi, gridando che è una trappola, ma nessuno gli crederà. “Vi distruggerò tutti!”, urlerà, mentre le manette gli serrano i polsi. Le sue parole rimbomberanno nei corridoi, ma questa volta nessuno proverà pietà.

Il giorno seguente, la notizia dell’arresto di Lorenzo si diffonderà come un incendio. L’atmosfera del palazzo cambierà radicalmente: dove prima regnava la paura, ora ci sarà sollievo. I domestici parleranno a bassa voce, scambiandosi sguardi soddisfatti. Manuel abbraccerà Curro con orgoglio: “Ce l’hai fatta, fratello. Finalmente pagherà per tutto.” Curro, con il volto segnato dall’emozione, risponderà: “Non l’ho fatto solo per me, ma per tutti quelli che ha cercato di distruggere.” Poco dopo, Alonso lo convocherà in biblioteca. Per la prima volta, il marchese guarderà il figlio illegittimo con rispetto. “Hai dimostrato coraggio, Curro. Più di molti nobili. Da oggi non sarai più solo un domestico. Porti il mio sangue, e sarai trattato come tale.” Le parole del padre restituiranno a Curro la dignità e il nome Luyan, segnando un momento di redenzione e di rinascita. Il giovane, commosso, abbasserà la testa, consapevole che la giustizia, almeno per una volta, ha trionfato.

Ma dietro questa apparente vittoria si nasconderà un’altra verità, ancora più oscura. Negli appartamenti di Leocadia e Cristobal, la coppia brinderà in silenzio, soddisfatta del proprio piano riuscito. “Ha funzionato esattamente come avevamo previsto”, dirà Leocadia con un sorriso tagliente. “Lorenzo è caduto, e nessuno sospetterà di noi.” Cristobal brinderà con lei, compiaciuto: “E Curro crede di essere l’eroe. Meglio così.” Leocadia risponderà con un sorriso enigmatico: “Sì, meglio così. Finché crederanno a questa versione, saremo al sicuro. Ma quando sarà il momento, agirò anche contro di loro.” I due si scambieranno uno sguardo complice, brindando alla rovina di Lorenzo e alla prossima mossa della loro scacchiera. Nessuno nel palazzo, nemmeno Curro, immaginerà che dietro la giustizia appena compiuta si cela un piano più grande e spietato. E così, mentre La Promessa festeggia la caduta di un mostro, un nuovo pericolo si prepara a nascere, più silenzioso e più letale che mai.