LA PROMESSA – In TRIBUNALE, Esmeralda CONFESSA chi ordinò il CIANURO e Lorenzo PERDE i sensi!
Il crollo di Lorenzo De Mata in tribunale: la testimonianza che ha sconvolto La Promessa

L’aula del tribunale di Luján era gremita molto prima dell’inizio dell’udienza. Giornalisti, curiosi, nobili e servitori sedevano fianco a fianco sotto quella luce grigia che sembrava annunciare una tragedia imminente. Tutti sapevano che quel giorno sarebbe stato diverso dagli altri. Per la prima volta, infatti, il nome di Jana Esposito sarebbe stato pronunciato davanti alla legge insieme a una parola terribile: omicidio.
Curro entrò in silenzio, vestito di scuro, con il volto segnato dalla stanchezza e dal dolore. Non aveva più l’aria del ragazzo impulsivo di un tempo. Davanti al giudice appariva come un uomo consumato dalla verità, deciso a ottenere giustizia per sua sorella a qualsiasi costo. Poco distante, seduta al banco dei testimoni, Esmeralda tremava stringendo una piccola croce d’argento tra le mani.
Poi arrivò Lorenzo De Mata.
Il capitano entrò con la sua uniforme impeccabile, i bottoni dorati lucidi e il solito sorriso arrogante. Ma bastava osservarlo attentamente per capire che qualcosa non andava. Il sudore sulla fronte, il tic nervoso della mascella, gli sguardi continui verso la porta. Lorenzo aveva paura. Per la prima volta nella sua vita non controllava la situazione.
Quando Curro prese la parola, il silenzio nell’aula divenne assoluto. Pronunciò il nome di Jana con una forza che fece rabbrividire tutti: “Mia sorella Jana Esposito”. Non parlava più soltanto di una vittima. Stava restituendo dignità a una donna che era stata prima ferita e poi avvelenata per impedirle di sopravvivere.
Curro chiese allora a Esmeralda di raccontare ciò che sapeva sulla gioielleria Lop e sul misterioso flacone di veleno. La donna inizialmente esitò. I suoi occhi cercarono Lorenzo, che con un impercettibile movimento della testa tentò di intimidirla. Ma il giudice intervenne immediatamente, ordinandole di guardare soltanto lui.
Fu in quel momento che tutto cambiò.
Con la voce spezzata dal terrore, Esmeralda confessò che dietro la gioielleria si nascondeva un traffico clandestino di sostanze letali, documenti falsi e ricatti. Parlò di nobili che entravano dal retro della bottega durante la notte e di piccoli flaconi chiamati “rimedi”, capaci però di fermare il cuore di una persona.
L’aula tratteneva il respiro mentre Curro estraeva il famoso quaderno dorato: il registro segreto della gioielleria. All’interno vi erano nomi in codice, pagamenti in contanti e date che coincidevano perfettamente con i giorni precedenti alla morte di Jana. Tra quelle pagine compariva anche una sigla inquietante: “L.M.”.
A quel punto Lorenzo perse completamente il controllo.
Scattò in piedi urlando che si trattava di una menzogna, accusando Curro di voler distruggere il nome della famiglia De Mata. Ma Curro rimase freddo, quasi glaciale. Con una calma devastante presentò altre prove: registri bancari, testimonianze e persino frasi minacciose pronunciate dal capitano contro Jana settimane prima della tragedia.
Lorenzo si sgretolò davanti agli occhi di tutti.
Le sue mani tremavano, il colletto della divisa sembrava soffocarlo e, quando il giudice lesse ad alta voce alcune pagine del quaderno, il capitano impallidì fino quasi a perdere conoscenza. Per anni aveva manipolato chiunque usando paura e potere. Ora era solo.
E proprio quando sembrava impossibile peggiorare ulteriormente la situazione, Esmeralda sganciò l’ultima bomba: Lorenzo non aveva agito da solo. Dietro l’omicidio di Jana si nascondeva una figura ancora più potente, qualcuno all’interno della Promessa, qualcuno che continua a vivere nel palazzo fingendosi innocente.
La guerra per la verità è appena iniziata.