La Promessa – Jana interrompe le nozze di Lorenzo e Ángela e rivela il suo segreto più oscuro
A La Promessa l’aria si fa pesante come prima della tempesta, e la tenuta dei De Luján si prepara a vivere uno dei momenti più sconvolgenti della stagione. Il giorno del matrimonio tra Lorenzo e Ángela è finalmente arrivato, ma ciò che avrebbe dovuto essere un evento di pompa e prestigio si trasforma in un teatro di tensione, segreti e apparizioni dal passato. Lorenzo, inebriato dal suo delirio di grandezza, pretende una cerimonia fastosa, “la più commentata di tutta Córdoba”, mentre Leocadia, glaciale e lucida come sempre, tenta di contenerne la follia, imponendo un matrimonio discreto, con soli venticinque invitati. Una decisione che scatena la furia del capitano, determinato a mostrare al mondo il proprio potere, anche se quel potere non è che un’ombra fragile sostenuta dall’orgoglio. Nel frattempo, Ángela si prepara a pronunciare un “sì” che le pesa come una condanna, mentre Curro, distrutto, osserva l’imminente unione con la donna che ama come si guarda un destino ineluttabile. Tutto sembra perduto, ma il destino, a La Promessa, ha sempre un colpo di scena da giocare.
Lorenzo percorre i corridoi della tenuta con passo deciso, la rabbia che vibra nei suoi gesti. Getta una busta sul tavolo davanti a Leocadia, convinto di umiliarla, ma la donna risponde con la calma di chi conosce il terreno su cui cammina. Gli inviti del matrimonio sono pochi, troppo pochi per un uomo che vive di apparenze. “Venticinque,” gli dice, mescolando lentamente il tè. “Un numero sufficiente per chi, come te, non ha amici.” Le parole tagliano più di una lama. Lorenzo, livido d’ira, batte il pugno sul tavolo e urla che ne vuole cinquecento, che inviterà persino i mendicanti, purché il suo nome risuoni in tutta la provincia. Leocadia, immobile, lo osserva mentre sprofonda nella sua stessa vanità. “Vuoi applausi, Lorenzo,” sussurra infine, “perché è tutto ciò che ti resta.” È uno scontro fra due mondi: la ragione fredda di chi trama nell’ombra e l’orgoglio cieco di chi non sa più distinguere il rispetto dalla paura.
In un’altra ala del palazzo, Curro apprende la notizia che gli mozza il respiro: il matrimonio tra Ángela e Lorenzo è confermato. La voce gli arriva dalle domestiche, e per un istante il tempo sembra fermarsi. Sale le scale a passi rapidi, il cuore in tempesta, e la trova davanti allo specchio, pallida, con gli occhi vuoti. “Dimmi che non è vero,” la implora. Ma Ángela non mente: tutto è deciso. Il marchese ha dato il consenso, gli inviti sono stati spediti, non c’è via di fuga. Curro, disperato, la supplica di scappare con lui quella stessa notte. “Posso preparare i cavalli, ho del denaro, possiamo andarcene.” Ma Ángela scuote la testa con dolcezza e paura. “Se fuggiamo, Lorenzo si vendicherà su di te, su tutti. Non posso permetterlo.” Lui non capisce, non vuole capire. “Ti sacrificherai per lui?” le chiede, furioso. “No,” risponde lei con un filo di voce. “Lo faccio per te.” Quella confessione pesa come un addio. Quando Curro esce dalla stanza, il silenzio che resta è più assordante di qualsiasi grido.
La notte che precede il matrimonio, Curro non riesce a dormire. Il vento fischia attraverso le finestre e la fiamma della lampada tremola, proiettando ombre vive sui muri. Ed è allora che accade l’impossibile: una figura emerge dalla penombra, una giovane vestita di bianco, eterea come un ricordo. È Jana, la donna che tutti credevano morta. “Sì, Curro, sono io,” sussurra con voce calma. Lui rimane paralizzato, incredulo. “Non può essere, ho visto la tua bara.” Ma Jana, o forse il suo spirito, lo guarda con tenerezza. “Sono qui perché devi ascoltarmi. L’amore non si seppellisce, Curro. Se lasci che la paura decida, perderai tutto.” Le sue parole bruciano come verità. Gli ricorda che la vita non perdona la codardia e che solo chi osa affrontare l’ingiustizia può cambiare il proprio destino. Poi svanisce, lasciando Curro con il cuore in fiamme e una decisione che non può più rimandare.
Il mattino seguente, la tenuta è in festa. I fiori adornano il giardino, la musica si diffonde nell’aria e Lorenzo sfoggia un sorriso trionfante, ignaro del disastro imminente. Ángela avanza verso l’altare, accompagnata da Leocadia, con il volto pallido e le mani tremanti. Curro, in fondo alla sala, osserva in silenzio, le parole di Jana che gli rimbombano nel petto. Quando il padre sta per iniziare il discorso, lui si alza, la voce ferma, il cuore in gola. “Padre, si fermi!” Tutti si voltano. “Angela, ti amo! E non permetterò che ti costringano a vivere una bugia.” Il silenzio cala come una lama. Lorenzo, furioso, avanza minaccioso, ma Curro non indietreggia. “Preferisco morire,” grida, “piuttosto che vederti distruggerla.” Angela scoppia in lacrime, e per un istante la maschera del potere si sgretola. Davanti a tutti, la verità esplode, e con essa crolla l’illusione di un matrimonio che non doveva mai esistere. Jana, forse da un’altra dimensione, sorride: la promessa è stata mantenuta, e la giustizia, almeno per un momento, ha trovato voce.