La Promessa – Samuel trova l’antidoto, salva Petra e diventa l’eroe che nessuno si aspettava
Alla Promessa cala una notte gelida e silenziosa, il vento sibila tra i corridoi e la vita sembra sospesa in un’attesa angosciosa. Petra, la governante dal cuore duro ma fedele, giace in un letto di dolore. Il suo corpo è devastato dal tetano, la febbre la consuma e ogni respiro è una battaglia. Maria Fernandez, inginocchiata accanto a lei, non si arrende: le bagna la fronte, le stringe la mano, le promette che sopravvivrà. Le sue parole si perdono tra i gemiti e i colpi del vento che scuotono la finestra come se anche la casa partecipasse al lamento. Nel palazzo, i servitori mormorano preghiere, Candela e Simona parlano a bassa voce in cucina, Pia osserva in silenzio, e persino Alonso, con il cuore colmo d’angoscia, cerca una soluzione. Ma il medico, arrivato troppo tardi, scuote la testa: l’infezione è grave, il veleno ha raggiunto il sistema nervoso e solo un antidoto raro può salvarla. L’unica speranza si trova a Cordova, in una piccola farmacia lontana più di quattro ore a cavallo. Ogni minuto perso è una condanna.
Maria non esita un istante: vuole partire subito. Il medico e Alonso tentano di fermarla, ma la sua determinazione è più forte della paura. Quando incontra padre Samuel nel cortile, la sua voce è spezzata ma ferma. Gli racconta tutto, lo implora di accompagnarla. Lui la guarda, esitante, poi decide. Insieme sellano i cavalli, illuminati dalle torce che fendono la notte. Comincia una corsa disperata contro il tempo, contro la morte. Il vento li colpisce, la pioggia li flagella, ma non si fermano. Ogni zoccolo che batte sul fango è un battito di speranza, ogni tuono un monito del destino. Maria stringe i denti, Samuel prega in silenzio. «Deve resistere», ripete lei con voce tremante, «non lascerò che muoia». All’alba arrivano esausti a Cordova, le mani gelate e i vestiti inzuppati. Trovano la farmacia del signor Quenca, un vecchio dal volto severo e gli occhiali tondi. Gli consegnano la ricetta, ma il prezzo è insostenibile: 120 scudi, una fortuna che non possiedono. Offrono tutto ciò che hanno, poche monete e una promessa, ma il farmacista rifiuta. «Non lavoro con parole», dice freddamente. Disperati, tornano indietro, con una sola idea: chiedere aiuto a Leocadia.
Rientrano alla Promessa esausti, il sole non è ancora sorto. Leocadia li riceve nella sala principale, serena e impeccabile, come se nulla la turbasse. Maria le spiega tutto, le implora di aiutarli a pagare il siero. Ma la risposta della donna è un colpo di ghiaccio: ride, sprezzante, e dichiara che non intende salvare una serva che le ha sempre mancato di rispetto. Le sue parole cadono come lame. «Una domestica in meno non cambierà nulla», dice, e si allontana lasciandoli soli nella sua freddezza. Samuel è furioso, Maria in lacrime. Eppure non si arrendono. Decidono di cercare aiuto tra la gente del villaggio. Bussano alle porte, raccontano la loro storia. Il prete dona poche monete, un contadino apre la mano callosa, una vecchia signora lascia il poco che ha. Ogni gesto diventa un frammento di speranza. Quando mancano solo venti scudi, Maria si sfila l’anello di sua madre e lo offre a Samuel. «Questo vale più di quanto immagini», dice. Il giovane la guarda con gratitudine e insieme tornano a Cordova. Il farmacista, colpito dal loro coraggio, prepara finalmente la boccetta con l’antidoto. «Somministratelo subito», raccomanda. E così, sotto un cielo arrossato dal tramonto, riprendono la strada verso la tenuta.
La corsa di ritorno è una prova di resistenza. I cavalli ansimano, il fango li rallenta, ma la speranza li spinge avanti. Quando arrivano, il palazzo è immerso nel silenzio. Il medico veglia ancora Petra, Candela prega in un angolo. Maria sale le scale di corsa gridando: «L’abbiamo portato!». Il dottore non perde tempo e inietta il siero. Tutti restano immobili. Il tempo sembra fermarsi. Le ore scorrono lente, poi un miracolo accade. Il respiro di Petra si fa più regolare, il tremore svanisce, la pelle riprende colore. «Sta reagendo», annuncia il medico con un sorriso. Maria scoppia a piangere, stringendo Samuel in un abbraccio. «Ce l’abbiamo fatta», sussurra. Nella stanza cala un silenzio colmo di sollievo, come se anche le pareti ringraziassero il cielo. La notte si dissolve nella luce del mattino e, per la prima volta dopo giorni di paura, alla Promessa si ode un sospiro di vita. Samuel, stremato, si inginocchia accanto al letto e chiude gli occhi: il suo coraggio ha compiuto il miracolo che nessuno si aspettava.
Quando Petra si risveglia, la stanza è inondata di luce. Maria le sorride, esausta ma felice. Le racconta tutto: il viaggio, la tempesta, il farmacista, la solidarietà del villaggio. Petra ascolta in silenzio, poi capisce. «Hai chiesto aiuto a Leocadia, vero?», domanda con voce roca. Maria tace, e il suo silenzio è conferma. Un lampo di rabbia attraversa lo sguardo della governante. «Avrei dovuto saperlo», mormora. «Quella donna non ha pietà, ma pagherà per ciò che ha fatto». Le sue parole sono una promessa, una dichiarazione di guerra. Petra, tornata in vita per volontà di chi l’amava e per il coraggio di chi ha sfidato la morte, è pronta a reclamare giustizia. Alla Promessa, il destino ha cambiato direzione. Padre Samuel, il giovane sacerdote timido e riservato, è diventato l’eroe che nessuno avrebbe mai immaginato. E nel silenzio che segue il miracolo, il suo nome resta sospeso nell’aria come un segno di fede e redenzione: l’uomo che ha sfidato la tempesta per salvare una vita e che ora, inconsapevolmente, ha riscritto il destino di tutti.