La Promessa trame iberiche, Curro vede che Eugenia è guarita: ‘Sia benedetto Ayala’
A “La Promessa”, il palazzo che da tempo è teatro di crisi e segreti inconfessabili, l’equilibrio della famiglia De Luján è destinato a essere sconvolto da un evento inatteso e drammatico: la guarigione di Eugenia, la moglie inferma del Capitano Lorenzo. La sua inaspettata riapparizione, orchestrata da un Ayala assetato di vendetta in occasione del compleanno di Lorenzo, si presenta inizialmente come un fardello: Eugenia è pallida, assente, ancora imprigionata nella sua malattia mentale. Tuttavia, proprio quando tutti sembrano rassegnati alla sua condizione, la donna compie il miracolo, smettendo di fingere e rivelando a un incredulo Curro di essere tornata lucida e perfettamente in salute. La gioia del ragazzo è incontenibile, le sue lacrime di sollievo e speranza danno voce a un amore filiale mai sopito. Ma la felicità si mescola presto a un orrore glaciale, poiché Eugenia, liberata dal velo della follia, svela la verità atroce sulla sua infermità: non è stata una malattia naturale, ma il risultato della brutalità del marito, Lorenzo. La sua guarigione, un miracolo tanto atteso, non è solo un evento lieto, ma il preludio di una vendetta destinata a riscrivere il destino del Capitano e a svelare il volto più oscuro e manipolatore di chi abita il palazzo.
La scoperta della guarigione di Eugenia scatena il panico nel cuore di Lorenzo, il cui fragile castello di menzogne e violenza comincia a sgretolarsi. In una scena carica di tensione, il Capitano è impegnato in una concitata telefonata con il manicomio, esigendo che la struttura riprenda immediatamente la moglie, un gesto disperato che tradisce il suo terrore. Ma in quel preciso istante, Eugenia irrompe sulla scena, perfettamente in grado di intendere e di volere, interrompendo la chiamata e lasciando Lorenzo “senza parole” di fronte all’evidenza della sua sconfitta. La donna non tarda a rivelare il nome del suo salvatore: è stato Ayala, il nemico giurato di Lorenzo, a rimetterla in piedi. L’antico Conte, spinto da una sete di vendetta lungamente covata, ha agito con chirurgica precisione: ha fatto sospendere le medicine che tenevano Eugenia in uno stato di assenza mentale e ha assunto un medico specializzato in riabilitazione, guidandola attraverso un lungo e faticoso percorso di guarigione. “Sia benedetto Ayala”, è l’esclamazione di un Curro commosso e riconoscente, che finalmente vede avverata la sua speranza più profonda, ignaro del gioco crudele che si cela dietro questo gesto di apparente bontà.
Il velo sulla vera causa dell’infermità di Eugenia cade definitivamente quando la donna, finalmente lucida, confida a Curro il suo terribile segreto. La donna rivela che la sua malattia mentale non era altro che la conseguenza diretta della violenza di Lorenzo, che anni prima, durante un litigio brutale, l’aveva spinta violentemente dalle scale. Quell’atto di violenza fisica è stato seguito da un’abuso ancora più subdolo e crudele: dopo l’incidente, il Capitano l’aveva fatta internare e costretta a una cura farmacologica mirata, somministrandole medicine che avevano lentamente ma inesorabilmente “indebolito sempre di più la sua lucidità mentale fino a farla scomparire del tutto”. Questa rivelazione non è solo una confessione, ma una promessa di giustizia. Curro, con le lacrime agli occhi, giura solennemente a Eugenia che Lorenzo “pagherà per tutto il male commesso”, trasformando il suo amore filiale in un’implacabile sete di vendetta. La ritrovata lucidità di Eugenia non è quindi un lieto fine, ma l’inizio di una caccia che vedrà madre e figlio uniti contro il tiranno, con la verità come unica arma.
Questa svolta drammatica è la diretta conseguenza delle minacce che Ayala aveva lanciato a Lorenzo prima di lasciare il palazzo. Come ricordano le anticipazioni, il Conte aveva più volte usato Eugenia come arma nelle loro discussioni, lasciando intendere di conoscere i dettagli più sordidi del Capitano: l’internamento forzato della moglie e la somministrazione dei farmaci per indurla alla follia. Lorenzo, accecato dalla sua arroganza, non aveva mai dato peso alle parole del Conte, convinto che la sua influenza fosse nulla una volta fuori dal palazzo. Ma Ayala aveva giurato che la vendetta sarebbe stata servita fredda. Il tempo, che per Lorenzo era stato un alleato per consolidare le sue menzogne, è stato il fattore cruciale per Ayala, che lo ha sfruttato non solo per allontanarsi indisturbato ma per orchestrare in segreto il recupero di Eugenia, trasformandola da vittima inferma in un’implacabile strumento di giustizia.
In un contesto dove gli equilibri sono già precari — con Curro declassato a valletto per salvare il marchesato di Alonso, Jana che rischia di essere uccisa e Cruz in prigione — l’arrivo di una Eugenia guarita è la bomba che farà esplodere definitivamente il palazzo. L’unica figura che sembrava stabile, Leocadia, che si è offerta di risanare le finanze del palazzo diventando di fatto la nuova signora, dovrà confrontarsi con l’ondata di sconvolgimenti causati dalla verità di Eugenia. La vendetta di Ayala, che ha scelto di non colpire direttamente Lorenzo ma di armare la sua vittima, è un capolavoro di manipolazione. La guarigione di Eugenia, pur essendo un momento di gioia per Curro, è in realtà l’elemento più destabilizzante: la donna non è solo la moglie del Capitano, ma l’unica in grado di dimostrare la sua crudeltà e di porre fine al suo potere. Il giuramento di Curro e la sete di giustizia di Eugenia promettono di portare a un inevitabile crollo per Lorenzo, concludendo un capitolo di violenza e inganno e aprendo un’era di vendetta e verità a “La Promessa”.