Segreti di Famiglia:colpo che spezza una famiglia: Ilgaz contro la verità

C’era un silenzio innaturale nell’ufficio del procuratore capo Nadide quando Ilgaz bussò alla porta stringendo in mano una busta sigillata. Dentro, il referto del medico legale. Fuori, tutto ciò che restava della sua vita prima di quel proiettile. Aveva consegnato poche ore prima a Goksu la pistola di Ceylin, chiedendole di verificare se il colpo che aveva ucciso Onur provenisse proprio da quell’arma. Un gesto da magistrato integerrimo, non da marito. Ora, però, la risposta era lì, fredda come inchiostro nero sulla carta bianca. Quando Nadide lo invitò a entrare, Ilgaz capì subito di essere in ritardo: sul tavolo, accanto al suo fascicolo ancora chiuso, c’era già una copia del referto. “So tutto” disse lei, senza alzare la voce. Non c’era trionfo, non c’era sorpresa. Solo la calma di chi sa che una bomba sta per esplodere e ha già deciso chi dovrà pagarne il prezzo.

La pistola di Ceylin e il verdetto del medico legale 

Ilgaz sentì il pavimento mancare per un istante quando lesse la conferma: il proiettile era stato esploso dalla pistola di Ceylin. Nessuna possibilità di errore, nessuna via d’uscita tecnica. Ogni riga del rapporto sembrava urlare un’unica, terribile accusa: colpevole. Eppure, nella sua mente, l’immagine di Ceylin non coincideva con quella di un’assassina. La ricordava nella stanza d’ospedale, con Mercan tra le braccia, gli occhi pieni di promesse e paura. Come poteva la stessa mano che cullava una neonata aver stretto un’arma fino a spezzare una vita? Nadide, però, non aveva tempo per i dubbi. “Un procuratore non può ignorare una prova balistica così chiara” lo ammonì. “Soprattutto quando riguarda la moglie del collega più brillante dell’ufficio.” In quelle parole c’era un avvertimento sottile: o Ilgaz avrebbe scelto la legge, o avrebbe scelto Ceylin. In entrambi i casi, qualcuno sarebbe rimasto schiacciato.

Ilgaz diviso tra toga e cuore

Quando uscì dall’ufficio, il corridoio del palazzo di giustizia sembrò stringersi intorno a lui come una gabbia. Ogni collega che lo salutava con un cenno cortese diventava, ai suoi occhi, un potenziale giudice, un testimone pronto a raccontare la caduta del “procuratore perfetto”. Tornando a casa, il peso del segreto che portava con sé era quasi insostenibile. Ceylin lo aspettava in salotto, la luce soffusa, Mercan addormentata nella culla. Aveva quello sguardo lucido che usava con i clienti innocenti, quelli che la vita aveva già condannato prima ancora del processo. “Hai parlato con Goksu?” chiese, senza giri di parole. Lui annuì. Per un istante pensò di mentire, di prendere tempo, di proteggerla almeno per una notte ancora. Ma sapeva che la verità, se non la diceva lui, le sarebbe arrivata comunque, più dura, più sporca, più crudele. “Il proiettile è stato sparato con la tua pistola” mormorò. Ceylin chiuse gli occhi, come se un lampo l’avesse colpita in pieno volto.

Una casa trasformata in scena del crimine

Da quel momento, nulla fu più ordinario tra le mura che avevano sognato come rifugio. Ogni oggetto sembrava trasformarsi in prova, ogni ricordo in potenziale indizio. Gul si muoveva in cucina con un’attenzione esasperata, come se anche il rumore dei piatti potesse incrinare ancora di più un equilibrio già precario. Elif spiava gli adulti da dietro gli stipiti delle porte, cogliendo mezze frasi, intuendo paura dove gli altri ostentavano calma. “Mamma, la tua pistola… l’hanno davvero usata?” osò chiedere, una sera, quando Ceylin rimase sola con lei. Per la prima volta, l’avvocata che non aveva mai esitato davanti a un giudice non trovò subito le parole. “La mia pistola è un pezzo di metallo” rispose infine. “Quello che ci fanno le persone è un’altra storia.” Ma dentro di sé, sapeva che quella distinzione non avrebbe retto in tribunale: per tutti, sarebbe stata la donna che teneva in casa l’arma che aveva ucciso un uomo legato al loro passato.

Un’indagine manipolata e un nemico nell’ombra

Mentre in procura si preparava il terreno per un caso destinato a scuotere l’intera Istanbul giudiziaria, le prime crepe cominciavano ad apparire nella versione ufficiale dei fatti. Goksu, scavando tra i file delle telecamere di sicurezza, scoprì un’ora di registrazione inspiegabilmente mancante. Un testimone chiave, dopo aver rilasciato una dichiarazione sicura, decise di ritrattare tutto il giorno seguente, come se qualcuno lo avesse convinto – o minacciato – a cambiare versione. Nei log grezzi del sistema telefonico, spuntava traccia di una chiamata anonima diretta proprio al numero di Onur poco prima del delitto, cancellata però dai registri ufficiali. Troppi dettagli fuori posto per parlare di coincidenze. Quando Ilgaz, con il fascicolo ancora caldo tra le mani, collegò quei pezzi, un pensiero lo trafisse: qualcuno stava manipolando l’indagine dall’interno, usando la pistola di Ceylin come chiave perfetta per aprire la porta della distruzione finale.

Ceylin prepara la controffensiva

Di fronte a quella rete di menzogne e mezze verità, Ceylin capì che non poteva più limitarsi al ruolo di imputata silenziosa in attesa di essere salvata. Lei non era una vittima da proteggere: era la donna che aveva imparato a sopravvivere smontando, pezzo dopo pezzo, i castelli di carta costruiti da criminali e colleghi corrotti. Guardò Ilgaz con una lucidità che lo ferì più di qualsiasi accusa. “Se resti in questo caso come procuratore, finirai per distruggermi per salvare la tua carriera” disse fredda. “Se ti tiri indietro, distruggeranno te per arrivare a me.” Era un vicolo cieco perfetto, disegnato da qualcuno che conosceva troppo bene le loro debolezze. Ceylin, però, aveva già scelto il suo campo: avrebbe indagato lei stessa, anche a costo di mettere in discussione la procura, il matrimonio, le alleanze costruite in anni di battaglie. “Non permetterò che la prima parola che Mercan imparerà su sua madre sia ‘assassina’” giurò, stringendo il fascicolo tra le mani. E mentre fuori, tra le luci fredde del palazzo di giustizia, iniziava a circolare l’eco del nuovo scandalo, una cosa era chiara: la vera guerra, quella in cui la verità avrebbe avuto un prezzo più alto dell’amore, era appena cominciata. Se vuoi, posso trasformare questo articolo in un pezzo di anticipazioni per il web, con occhiello, sottotitolo e box riassuntivi dedicati al caso Onur e al ruolo di Goksu.