tradimenti, colpi di scena e una guerra senza esclusione di colpi

La puntata 136 di Fruto Prohibido si apre con una tensione palpabile che si diffonde fin dalle prime scene, quando Yildiz, visibilmente stanca e scossa, rassicura la madre sul proprio stato di salute. La giovane è ormai prossima al parto e, con un coraggio misto a ingenuità, crede che la gravidanza possa proteggerla dalle ostilità della famiglia di Halit. Ma quelle mura eleganti e impeccabili nascondono rancori pronti a esplodere da un momento all’altro. Yildiz lo sa bene: non è la benvenuta, e lo dice chiaramente alla madre nel loro breve e doloroso scambio telefonico. Nel frattempo, nella villa, Lila e gli altri commentano con nervosismo la sua permanenza nella casa: un’ospitalità forzata, dettata più dall’apparenza e dal controllo che da vera compassione. Il suo ritorno, infatti, ha incrinato equilibri già fragili, risvegliando gelosie, sospetti e tensioni latenti.

Lo scontro più violento arriva quando Erim, sconvolto dalla morte della madre Ender, accusa Yildiz di averla uccisa. La scena è drammatica, brutale: il ragazzo, in preda alla collera e al dolore, tenta di aggredirla, rinfacciandole la perdita che lo tormenta. Halit interviene, ma non basta a calmare il figlio, che alterna momenti di lucidità a improvvisi scatti d’ira. È evidente che il suo fragile equilibrio mentale sta crollando. Yildiz, terrorizzata e scossa, cerca di difendersi mentre tutti attorno a lei temono ciò che potrebbe accadere nei giorni a venire. Le parole della giovane, però, aggiungono mistero alla vicenda: la notte della scomparsa di Ender, dice, si era allontanata perché aveva appena scoperto di essere incinta. Una rivelazione che dovrebbe placare le accuse, ma che invece apre nuove domande, alimentando sospetti e insinuazioni.

Il triangolo Halit–Sahika–Yildiz raggiunge il culmine quando i tre si recano insieme dal medico per un controllo. È una scena surreale: due donne che si affrontano con sguardi taglienti sotto la luce fredda di uno studio medico, mentre Halit tenta, invano, di mantenere una parvenza di calma. La dottoressa annuncia che il bambino è un maschio e che la gravidanza procede bene, ma stronca le speranze del patriarca: il test di paternità non può essere effettuato prima del parto. Una sentenza che cristallizza il conflitto, rinviando la verità e costringendo tutti a convivere con l’incertezza. Sahika, sempre più velenosa, accusa Yildiz di manipolare la situazione; Yildiz le ricambia le frecciate; e Halit, intrappolato tra due fuochi, sceglie una soluzione drastica per sedare la tensione: spostare Yildiz nella casa degli impiegati. La decisione, tanto improvvisa quanto crudele, sconvolge tutti, soprattutto Lila, che non riesce a conciliare la durezza del padre con il rispetto per la donna che porta in grembo un figlio — forse il loro futuro fratello.

La situazione precipita quando Sera, ossessionata dal suo libro appena terminato, scopre che il file è stato cancellato e che anche la copia di sicurezza è stata distrutta. La ragazza esplode in accuse furiose contro Yildiz, convinta che si tratti di un atto deliberato di vendetta. L’intera villa si trasforma in un teatro di urla, pianti e recriminazioni, mentre Yildiz, sempre più stremata, nega disperatamente ogni responsabilità. Halit cerca di mantenere l’ordine, ma le spiegazioni non bastano a calmare Sera, che vede crollare mesi di lavoro in poche ore. L’unico spiraglio arriva da Yigit, che si offre di tentare un recupero del file: un gesto che accende nuove speranze e allo stesso tempo innesca ulteriori risentimenti tra i membri della famiglia. Intanto, nella sua nuova stanza spoglia, Yildiz riflette sulla cattiveria che la circonda e sulla scelta — sofferta — di rimanere in quella casa per il bene del bambino. Una decisione che appare sempre più rischiosa e dolorosa.

La puntata si chiude con un’atmosfera cupa, quasi soffocante. Sahika continua a manovrare nell’ombra, manipolando Erim e alimentando il suo odio verso Yildiz, con l’intento di usarlo come arma contro la rivale. Halit, schiacciato dalle responsabilità e dai segreti, dimostra una freddezza che lo allontana dai suoi stessi figli. Yildiz, isolata in un angolo della villa, affronta solitudine e umiliazioni senza mai rompere del tutto, sostenuta solo dalla speranza di proteggere il bambino che porta in grembo. In un gioco di potere che si fa sempre più spietato, nessuno è al sicuro e ogni gesto sembra preludere a un nuovo crollo. Con intrighi, sospetti e alleanze inaspettate, Fruto Prohibido firma un episodio incalzante e drammatico, che prepara il terreno a una resa dei conti inevitabile.