UN POSTO AL SOLE ANTICIPAZIONI: LA GELOSIA DI NUNZIO DISTRUGGE IL SUO AMORE CON ROSSELLA

Napoli si risveglia sotto un cielo grigio perla, e nel bar Vulcano, dove le vite si intrecciano come fili tesi, l’aria sembra più densa del solito. Rossella entra di corsa, il camice ancora addosso, il sorriso appena accennato di chi cerca una parvenza di normalità dopo una giornata in ospedale. Ma dietro quella leggerezza si nasconde un pensiero insistente: Riccardo. Una conversazione con lui, un lampo negli occhi, un’intesa che il tempo non ha cancellato. Nunzio la osserva da dietro il bancone, e per la prima volta il suo sorriso ironico non arriva agli occhi. L’amore che li aveva uniti sembra vacillare sotto il peso di una gelosia sorda, alimentata da paure antiche, da un passato che non vuole smettere di bussare alla porta. Ogni parola di Rossella diventa per Nunzio un enigma, ogni sorriso un segnale ambiguo. E così, lentamente, la fiducia si sgretola, come sabbia bagnata tra le dita.

Nel frattempo, al Vulcano, si consuma un’altra battaglia silenziosa: quella di Gianluca, l’ex di Rossella, tornato a lavorare nel locale con la promessa di un nuovo inizio. Lavora sodo, ma dietro la facciata si nasconde il fantasma dell’alcol. Le notti diventano sempre più lunghe, il bicchiere sempre più pieno. È Luca, con il suo sguardo attento, a intuire la verità, mentre Nunzio, già logorato dai sospetti verso Rossella, trasforma la fragilità di Gianluca in un bersaglio. L’atmosfera si fa tesa, ogni gesto una miccia pronta a esplodere. Una sera, nel silenzio irreale del bar, Nunzio trova Gianluca ubriaco, piegato dietro il bancone. L’immagine di quell’uomo – rivale e specchio – lo ferisce e lo irrita allo stesso tempo. Ne nasce un confronto aspro, fatto di parole taglienti e di silenzi che urlano più di qualsiasi gesto. Quando Nunzio se ne va, sbattendo la porta, sa che qualcosa si è spezzato definitivamente, ma non riesce a fermarsi. Dentro di lui la rabbia cresce, cieca, alimentata dal terrore di perdere ciò che ama.

Rossella, ignara del disastro imminente, cerca di tenere insieme i pezzi. All’ospedale trova in Riccardo una calma che le manca altrove. Lavorano fianco a fianco, e ogni sguardo condiviso riaccende emozioni che pensava sepolte. Non è amore, non ancora, ma è comprensione. Un linguaggio silenzioso che Nunzio non riesce più a parlare. Quando lui la sorprende con Riccardo al tramonto, una semplice risata si trasforma, ai suoi occhi, in un tradimento. Da quel momento la gelosia diventa ossessione. Il suo amore, un tempo rifugio, si trasforma in una gabbia di accuse e silenzi. Rossella prova a spiegargli che fidarsi non è debolezza, ma dono, ma Nunzio non ascolta. La paura divora ogni cosa: il sorriso di lei, la loro quotidianità, persino se stesso. Intanto Gianluca precipita nell’abisso e la sua dipendenza diventa lo specchio perfetto della fragilità che avvolge tutti. Quando al bar scoppia una lite pubblica tra lui e Nunzio, il quartiere intero mormora. Rossella corre, ma è troppo tardi. Il loro amore, esposto agli occhi di tutti, si sbriciola sotto il peso della vergogna.

Napoli continua a vivere, indifferente ai drammi che si consumano nelle sue strade bagnate. Gianluca, sostenuto da Giulia e Luca, trova la forza di chiedere aiuto e inizia un percorso di riabilitazione. Rossella, invece, affronta un dolore diverso: quello dell’amore che si spegne senza morire del tutto. Nunzio scompare per settimane, come un’ombra tra i vicoli di Spaccanapoli. “Devo capire come smettere di avere paura”, scrive in un messaggio. È una confessione, ma anche un addio. Rossella capisce che non può salvarlo, non finché lui non impara a salvarsi da solo. Il tempo passa, il Vulcano ritrova un equilibrio fragile, Gianluca torna al lavoro con occhi nuovi, e Rossella tenta di vivere senza il peso dei rimpianti. Riccardo le è vicino, ma lei sa che il cuore non si riaccende per convenzione. L’assenza di Nunzio è una ferita che non sanguina più, ma brucia sottopelle.

Poi, un giorno, accade l’imprevedibile. Un messaggio di Diego – “L’ho visto” – riapre tutto. Rossella lo trova seduto al molo di Mergellina, lo sguardo perso nel mare, il viso scavato ma gli occhi limpidi, gli stessi che l’avevano fatta innamorare. Si siede accanto a lui, in silenzio. Nessuna parola, nessuna promessa, solo il respiro del mare e un silenzio pieno di tutto ciò che non è stato detto. Quando lui si alza e se ne va, lei non lo ferma. Per la prima volta non aspetta, ma spera. È una speranza fragile, sottile, ma viva. Perché forse, a Napoli, anche le storie d’amore che finiscono non muoiono mai davvero: restano nell’aria, nei vicoli, tra il profumo del caffè e il rumore delle onde. E così, tra la nostalgia e la rinascita, Rossella e Nunzio continuano a esistere, legati da un filo invisibile che nessuna gelosia potrà mai spezzare del tutto.