Un Posto al Sole anticipazioni oggi martedì 18 novembre: Damiano prende le difese di Eduardo

Napoli tiene il tempo con le sirene, ma stasera è il respiro trattenuto di Palazzo Palladini a fare più rumore di tutto: Damiano Renda sceglie la strada più scomoda, quella della verità, e la percorre fino in fondo difendendo Eduardo quando farlo significa esporsi, perdere appoggi, sfidare rancori vecchi come i vicoli. La puntata del 18 novembre 2025 si apre come un interrogatorio al destino: chi paga davvero per l’aggressione a Peppe Caputo? I sospetti su Sabbiese sembrano scolpiti nella pietra, e invece è un atto di coraggio a incrinare la roccia. Eduardo, l’ex boss che ha scoperto il costo della redenzione, alza il telefono giusto, parla con la persona sbagliata al momento giusto, e improvvisamente la pista cambia direzione. La verità, lo sappiamo, ha piedi ruvidi e cammina dove brucia: stanotte cammina accanto a Renda.

È Stella la deviazione che diventa rotta, la soffiata che non solo sposta gli indizi ma ridisegna le alleanze: grazie a lei, Eduardo e Damiano trovano il filo, lo passano alla squadra di Grillo e assistono alla magia amara della giustizia quando arriva con firma sbagliata. L’operazione finisce intestata al commissario, i titoli vanno ai soliti, eppure tra i due amici si accende quella complicità di chi ha toccato il fondo insieme e ha deciso di risalire senza farsi più domare dai fantasmi. Ma la pace, qui, è una tregua scritta a matita: Grillo sorride come si sorride a una vittoria già messa in conto e, dietro l’applauso, lascia cadere l’ombra di un conto aperto. Non è finita, sembra dire ogni suo gesto, e non sarà lui a spegnere il fuoco sotto la pentola. Eduardo lo capisce e stringe i pugni in tasca; Damiano lo capisce e tiene gli occhi puntati sul prossimo inciampo.

Intanto, un altro terremoto si prepara a spostare i muri senza far cadere un solo quadro: Raffaele, il guardiano delle abitudini e dei segreti, ascolta Otello bussargli in cuore più ancora che alla guardiola. “Cedi il posto, è il momento,” gli chiede l’amico, e la richiesta pesa come un inverno lungo. Renato, invece, reagisce di pancia: per lui il portone senza Giordano è una piazza senza fontana, un condominio senza voce. Lo dice forte, perché certe paure hanno bisogno del volume alto per non franare. Raffaele cammina nei corridoi come chi saluta una casa prima di chiudere la porta: tocca le ringhiere con lo sguardo, conta i passi, sente ogni “buonasera” come un addio possibile. Non è lavoro, è liturgia; non è stanchezza, è tempo che bussa. E quando il tempo bussa, le scelte diventano specchi.

La città fuori scorre come sempre, ma dentro il palazzo ogni parola è una miccia. L’atto di Eduardo scagiona Sabbiese e alleggerisce Renda, sì, però sposta anche il baricentro delle minacce: chi ha perso terreno stanotte tornerà domani con scarpe più leggere. L’indagine si ricompone, la verità si siede al centro del tavolo, ma i colpi di coda sono il mestiere preferito di Napoli. Grillo guarda i risultati come un trofeo in vetrina e intanto apparecchia il prossimo braccio di ferro. Damiano lo sa: fare la cosa giusta sporca le mani più della colpa. Eduardo lo sa: quando ti ridanno il nome pulito, qualcuno inizia a scriverlo su un altro fascicolo. E Stella? È vento in un vicolo stretto: ossigena, scompiglia, poi sparisce lasciando odore di pioggia.

Così si chiude una puntata che gronda tensione e promesse a metà: un’amicizia rinsaldata nel fuoco, un commissario che non accetta di abbassare il tiro, un custode che sfoglia la propria storia come un album da infilare in una scatola. Cosa accadrà adesso? Se Grillo trasforma la sua vittoria in accerchiamento, per Damiano ed Eduardo la normalità resterà una parola da inseguire col fiato corto. Se Raffaele decide, davvero, di cedere le chiavi, il cortile imparerà un nuovo accento o resterà muto per un po’. Tu resta con noi: commenta, condividi, prendi posizione. A Un Posto al Sole basta una soffiata per cambiare una vita, una firma per cambiare un quartiere, una chiave per cambiare una città. Stasera alle 20:50 su Rai 3, e poi su RaiPlay, la verità torna a bussare. Chi avrà il coraggio di aprire?