Un Posto al sole, le anticipazioni delle puntate dall’8 al 12 dicembre

Napoli, dicembre 2025. Palazzo Palladini si sveglia sotto un cielo basso e umido, mentre il mare sembra trattenere il respiro. È l’ultima volta che Raffaele si china sulla scatola di cartone consumata dagli anni, tirando fuori le piccole statue del presepe. Le sue mani conoscono a memoria ogni crepa di quelle figurine, ma oggi tremano più del solito: la decisione di andare in pensione pesa su di lui come un macigno. Nel silenzio dell’atrio, interrotto solo dallo stridio lontano dei tram, rivede in un lampo tutti i Natali passati a Palazzo Palladini, le risate, i litigi, gli amori nati e finiti sotto quel cielo di lucine. Sa che chiudere quella scatola, a feste finite, vorrà dire chiudere un capitolo della sua vita. E sa anche che non tutti sono pronti a lasciarlo andare. In primis Renato, che proprio in quel momento lo osserva da lontano, con lo sguardo di chi non è disposto ad accettare un addio annunciato come se fosse un fatto normale.

Renato entra in scena come una raffica di vento. Finge ironia, scherza sulla postura “da vecchio” di Raffaele, ma la sua voce tradisce la paura. Per lui il portiere non è solo il custode del palazzo: è la memoria vivente di ogni segreto, il confidente di ogni notte insonne. “E allora ce lo vuoi spiegare perché scappi?” gli spara addosso, mascherando la supplica da rimprovero. Raffaele finge di non sentire, si concentra sul pastore zoppo che da anni mette vicino alla grotta per scaramanzia. Ma ogni parola di Renato gli entra sotto pelle. Il loro botta e risposta si trasforma in un braccio di ferro emotivo: da una parte il diritto di Raffaele a pensare a sé stesso, dall’altra l’egoismo affettuoso di chi non accetta il cambiamento. E mentre i due uomini si sfidano a colpi di battute amare, nessuno dei due immagina che quel presepe, quell’ultimo presepe, diventerà lo specchio delle crepe che stanno per aprirsi non solo nel palazzo, ma nella vita di tutti i suoi abitanti.

A pochi piani di distanza, Marina guarda il mare dietro i vetri lucidi della sua casa, ma è come se non lo vedesse. Nella mente, l’unica immagine nitida è il volto di Alice, stravolto dagli ultimi eventi. La crisi che l’ha travolta non è solo una ferita familiare: è una condanna che Marina sente di aver meritato. Ha sempre costruito la sua forza sul controllo, sulla capacità di decidere il destino proprio e, spesso, anche quello degli altri. Ora, però, il senso di colpa la divora dall’interno. Ogni suono del telefono la fa sussultare, ogni messaggio non letto potrebbe essere una nuova accusa, un altro pezzo di fiducia che si sgretola. In parallelo, i cantieri – il suo regno, il suo orgoglio – sono diventati un campo minato. Questioni irrisolte, tensioni sotterranee, interessi che non coincidono più. È come se la sua vita privata e quella professionale stessero crollando insieme, in un lento terremoto che rischia di farla cadere da quell’olimpo di potere che si è costruita con tanta fatica. Ma Marina non è il tipo che si lascia andare, e nella sua crisi si intravede già il germe di una possibile vendetta, contro chiunque abbia contribuito a trascinare Alice nel baratro.

Nel frattempo, tra gli appartamenti di Palazzo Palladini si diffonde un mormorio fatto di ipotesi, pettegolezzi e paure. Cosa succederà quando Raffaele andrà via? Chi prenderà il suo posto, e soprattutto: qualcuno potrà mai sostituirlo davvero? In un microcosmo dove ogni porta chiusa nasconde una storia, l’idea di perdere il punto di riferimento storico manda tutti in agitazione. C’è chi teme che, senza di lui, i conflitti esploderanno senza freni, chi pensa solo alla sicurezza, e chi, più egoisticamente, ha paura di rimanere senza quell’occhio discreto che ha sempre vigilato sulle proprie fragilità. La settimana che porta all’8 dicembre si carica così di una tensione sottile: ognuno recita il suo ruolo quotidiano, ma tutti aspettano qualcosa. Un chiarimento tra Marina e Alice, una mossa inattesa sui cantieri, una parola definitiva da parte di Raffaele. E, sullo sfondo, Napoli brilla già di luci natalizie, in contrasto stridente con le ombre che si addensano nel palazzo.

Quando finalmente arriva lunedì 8 dicembre, nulla è davvero pronto. Non lo è il presepe, che ancora attende l’ultimo tocco di Raffaele. Non lo è Marina, che si trova costretta a prendere una decisione improvvisa per tentare di salvare la situazione ai cantieri, mettendo a rischio alleanze delicate e attirandosi nuovi nemici. Non lo è Renato, che escogita un piano sempre più disperato per far cambiare idea all’amico, pronto persino a manipolare le emozioni degli altri condomini pur di fermare quella pensione che per lui ha il sapore di un abbandono personale. Tutto sembra muoversi verso un punto di rottura: le crisi private si intrecciano con quelle lavorative, le scelte individuali finiscono per travolgere l’intera comunità. E mentre una piccola luce si accende nella grotta del presepe appena completato, fuori campo, un nuovo segreto è già pronto a esplodere, promesso silenzioso delle puntate che seguiranno.