“Un posto al sole”, le anticipazioni: la grande sconfitta di Riccardo

La quiete apparente di Palazzo Palladini torna a incrinarsi quando il nome di Riccardo Crovi riappare al centro della scena, questa volta avvolto da un’ombra di stanchezza, ansia e orgoglio ferito. All’ospedale la tensione è palpabile, e Rossella è la prima ad accorgersene. Lo osserva correre da un reparto all’altro, con il camice sgualcito e lo sguardo fisso nel vuoto, come se ogni turno in più fosse un penitenza autoimposta. Gli straordinari si accumulano come macigni, i doppi turni si susseguono senza tregua e Riccardo, sempre più consumato, sembra ormai vivere solo per quell’incarico di primario che tutti – tranne lui – danno per scontato. È questo a logorare più di tutto Rossella: la sensazione che l’uomo non stia solo lavorando troppo, ma stia scappando da qualcosa che non ha il coraggio di affrontare.

La preoccupazione cresce al punto che Rossella non riesce più a tenerla per sé. Una sera, a tavola con Nunzio, la ragazza rompe il silenzio e lascia trapelare tutto il suo turbamento. Cammarota, inizialmente ferito da una punta di gelosia malcelata, si rende conto subito che non si tratta di nostalgia né tantomeno di fragilità sentimentale. Rossella non tocca il cibo, non ascolta davvero ciò che lui dice, ha lo sguardo perso nel vuoto. Nunzio, che la conosce bene, capisce che il suo è un timore autentico: teme che Riccardo stia consumando sé stesso nel tentativo disperato di dimostrarsi all’altezza di un ruolo che sente scivolargli dalle mani. È un pensiero che la divora, e che nemmeno l’affetto di Nunzio riesce per il momento a placare.

Mentre il tempo della decisione si avvicina, i corridoi dell’ospedale diventano un campo minato di sguardi, supposizioni e speranze taciute. I colleghi non hanno dubbi: il nuovo primario non può che essere Crovi. La sua dedizione, il rigore, l’esperienza parlano per lui. Ma proprio lui, l’uomo al quale tutti attribuiscono sicurezza e competenza, è quello che appare meno convinto. Riccardo respira l’aria come se avvertisse un cambiamento imminente, un sospetto amaro che si annida tra le pieghe delle valutazioni del direttore sanitario. Ed è questa sensazione, questa premonizione di sconfitta, a spingerlo a lavorare senza sosta, quasi fosse un modo per anestetizzare la paura. Quando finalmente la verità viene annunciata e il nome scelto non è il suo, ciò che Riccardo temeva diventa tragicamente reale: il ruolo di primario è stato assegnato a qualcun altro.

La notizia corre veloce, e Rossella è tra le prime a venirne a conoscenza. Il cuore le cade in fondo allo stomaco: sa quanto Riccardo abbia investito in quella possibilità, sa quanto potesse significare per lui, per il suo futuro, forse persino per la sua autostima. Lo cerca con passo urgente nei corridoi, sperando di offrirgli almeno una parola di conforto, un abbraccio, un ascolto. Ma quando finalmente lo trova, Riccardo la evita come se il solo parlarne potesse farlo crollare. Si allontana in fretta, senza dare spiegazioni, con il volto teso e la mandibola serrata. Un gesto che lascia Rossella attonita e addolorata, non tanto per sé quanto per lui, per quel muro di dolore che l’uomo sta costruendo intorno al proprio fallimento.

Sul fronte delle altre vicende, la settimana precedente ha tracciato un mosaico incandescente di emozioni: Viola si è riavvicinata a Eugenio con la delicatezza di chi teme di rivivere vecchie ferite; Clara ha tentato disperatamente di recuperare il legame con Eduardo, sebbene lui sembri ormai sempre più lontano, scivolato in un altrove emotivo che nessuno riesce a raggiungere. Elena continua a combattere contro le rigidità di Alice, mentre Damiano si ritrova nuovamente a fare da scudo a Rosa, proteggendola più del necessario e forse più di quanto voglia ammettere. Intanto, nel mondo fragile della scuola, Jimmy affronta il dolore muto del bullismo digitale, troppo spaventato per trovare la forza di uscire dalla chat in cui è bersaglio. E sopra tutto questo, aleggia l’ombra del destino di Riccardo, che rischia di travolgere non soltanto lui, ma anche chi – come Rossella – non ha mai smesso di preoccuparsi per la sua fragilità nascosta.