Un Posto al Sole, Raffaele sceglie la sua erede e molla tutto: la reazione (inaspettata) di Renato
Nel blu invernale che cala su Napoli come un sipario di seta, Un Posto al Sole prepara una settimana che sa di resa dei conti e seconde possibilità: da lunedì 24 a venerdì 28 novembre 2025, ogni sera alle 20.50 su Rai 3, i corridoi di Palazzo Palladini diventano una mappa di scelte che graffiano. Raffaele, il portiere che ha tenuto insieme le crepe del condominio con la pazienza di un artigiano, decide di mollare tutto e scegliere la sua erede: Rosa. Un gesto che non è solo passaggio di testimone, ma dichiarazione di fragilità e coraggio. La notizia corre più veloce dell’ascensore, entra nelle cucine, sale sui ballatoi, e arriva dritta a Renato, che sbianca come davanti a una porta chiusa senza chiavi. Per lui non è un semplice cambio di turno: è l’equilibrio che salta, la sua idea di controllo che si sgretola. E mentre i vicini sussurrano parole come “tradizione” e “dovere”, la settimana promette colpi di scena che bussano quando la città spegne le luci.
Lunedì è una fiammata: Castrese, sostenuto da Guido, Mariella e Salvatore, accetta l’invito di Marina e si espone in radio per smascherare Gennaro Gagliotti, l’uomo che truccava carte e coscienze. È un atto pubblico ma ha la tenerezza privata di un perdono che non arriva: il microfono come confessionale, la città come giuria. Poi la porta si spalanca e Vinicio, fratello ferito, irrompe e accusa: “Sei tu che mi ci riporti!” La droga non è solo sostanza-è una catena genealogica, una colpa che chiede eredi. Martedì, mentre Renato prepara il suo controcanto, Raffaele si mette il cuore in mano e propone a Rosa il portierato. La scelta è una fenditura nel marmo: Clara gioisce ma trema, perché lavorare a Palazzo Palladini è anche farsi vedere dove tutti guardano. Nel frattempo Castrese, deciso a non scappare più, compie il gesto che consegna Gagliotti alla tempesta dell’opinione, mettendo a rischio se stesso come una miccia lasciata vicina alla polvere.
Mercoledì è il giorno degli specchi: Renato spera che Raffaele ci ripensi e punta il dito su Ornella, come se un amore potesse essere la causa e non il porto. In radio si raccolgono gli applausi a Castrese, ma tra quelle lodi si nasconde un filo spinato: complimenti inattesi che complicano le giornate, inviti, attenzioni, la tentazione di trasformare la verità in palcoscenico. Giovedì la morsa stringe: Vinicio, pressato da Gennaro e deluso da Alice, sente la vecchia dipendenza bussare come un amante tossico. Nunzia, Rossella e Micaela discutono delle nozze di Niko e Manuela con quella ferocia gentile che le donne riservano ai sogni: chi ci crede, chi li teme, chi vuole solo che non facciano male. Roberto, al tribunale della propria storia, accetta un patteggiamento suggerito da Gennaro: non è una sconfitta, è una resa tattica che lascia Vinicio senza aria. E mentre Renato cerca “il momento giusto” per affrontare Raffaele, il tempo gli scivola tra le dita come sabbia bagnata: quando la verità è pronta, spesso non lo siamo noi.
Venerdì la settimana presenta il conto: Vinicio paga la verità sul fratello con una caduta liberante e crudele, una crisi che lo mette nudo davanti al suo peggiore alleato. Alice resta, non come salvatrice, ma come argine: la fedeltà vista da vicino è un lavoro artigianale. Alberto tenta di scuotere Gianluca dall’apatia, ma i figli immobili sono i labirinti dei padri; chiede aiuto a Rossella, perché la cura non sempre si trova in famiglia. Intanto Jimmy fa i conti con la mancanza di Camillo: un’amicizia lontana pesa come un gesso sul braccio, ma un incontro nuovo, imprevisto, scompiglia l’aria e promette risate senza permesso. Sopra tutto, resta l’eco della decisione di Raffaele: lasciare per ricominciare, delegare per proteggere, scegliere Rosa non per “riempire un vuoto”, ma per dire al condominio che la cura cambia voce, non sostanza. E in quella scelta, anche Renato dovrà guardarsi nello specchio senza cornice.
Per chi ama i drammi che scivolano dalle parole ai gesti, queste puntate sono una bussola: mostrano come il potere domestico si negozia a luci spente, come la dignità si difende senza proclami, come la dipendenza balla con la vergogna e la speranza tiene il ritmo. Se cerchi un racconto che non ha paura di sporcare le mani con le conseguenze, non perdere Un Posto al Sole dal 24 al 28 novembre, sempre su Rai 3 alle 20.50: posso ora creare per te un titolo SEO magnetico con meta description e parole chiave ottimizzate per il web, oppure un breve sommario promozionale pronto da pubblicare qui in chat.