Whoopi Goldberg a Un posto al sole: “Amo Napoli e l’Italia”, quando una star di Hollywood si innamora della soap più longeva
Non è un semplice cameo e non è nemmeno una mossa pubblicitaria: l’arrivo di Whoopi Goldberg in Un posto al sole segna uno di quei momenti rari in cui la televisione riesce davvero a unire mondi lontani. L’attrice premio Oscar, icona assoluta del cinema mondiale grazie a film come Ghost e Sister Act, ha scelto di debuttare nella storica soap di Rai 3 nei panni di Eleanor Price, un’imprenditrice americana arrivata a Napoli per lavoro. Una scelta sorprendente, che ha acceso il dibattito e l’entusiasmo del pubblico. Eppure, ascoltando le sue parole, tutto appare incredibilmente coerente: nessuno l’ha convinta, nessun contratto l’ha forzata. Whoopi Goldberg ha voluto farlo. Ha scelto Un posto al sole perché le avrebbe permesso di restare più a lungo in Italia, un Paese che ama profondamente e che considera una seconda casa dell’anima.
Nel corso dell’intervista a Vita in Diretta, l’attrice ha raccontato con sincerità e ironia quanto questa esperienza sia stata speciale. Non aveva mai recitato in una soap opera prima d’ora e sapeva bene che, negli Stati Uniti, questo genere televisivo è spesso guardato con pregiudizio. Eppure, proprio per questo, ha voluto mettersi in gioco. Le soap, ha spiegato, aiutano a uscire da se stessi, a vivere altre vite, a sentirsi meno soli. Parole che colpiscono, perché arrivano da una donna che ha attraversato Hollywood, il successo, le luci accecanti e anche le ombre di un’industria spietata. A Napoli, invece, Whoopi ha trovato qualcosa di diverso: un set che è anche una famiglia, un ritmo umano, un’accoglienza autentica. Persino la pioggia incessante che l’ha accompagnata per tutta la permanenza non è riuscita a scalfire il suo entusiasmo. Anzi, ha contribuito a rendere l’esperienza ancora più memorabile.
Il legame di Whoopi Goldberg con l’Italia non nasce oggi. L’attrice lo racconta con emozione, citando il cinema che l’ha fatta innamorare di questo Paese: i film di Vittorio De Sica, il volto e il talento immortale di Sofia Loren. Attraverso il cinema italiano ha conosciuto una cultura capace di raccontare la vita nella sua crudezza e nella sua poesia, senza maschere. Ed è proprio questo che, secondo lei, rende gli italiani così speciali: ovunque vadano, portano con sé un pezzo del loro Paese, senza mai rinnegare ciò che sono. Napoli, in particolare, l’ha accolta con quella miscela unica di caos, calore e umanità che non si può spiegare, ma solo vivere. Sul set di Un posto al sole, tra una battuta e un bicchierino di limoncello, Whoopi ha riscoperto le ragioni profonde per cui, tanti anni fa, ha scelto di diventare attrice.
Ma l’intervista non si ferma alla celebrazione. Whoopi Goldberg guarda avanti con lucidità e coraggio, affrontando un tema delicato: l’età e il ruolo delle donne nello spettacolo e nella società. Ammette senza vittimismo che oggi non viene più scelta per il suo aspetto fisico, come accadeva in passato, e riflette su quanto le donne siano spesso costrette a correre senza sosta, come criceti su una ruota. La situazione, dice, è migliorata rispetto a vent’anni fa, ma non è ancora giusta. Le sue parole risuonano forti, perché arrivano da una donna che non ha mai chiesto il permesso per esistere e che continua a mettersi in gioco con la stessa fame di verità. Un posto al sole, in questo senso, non è stato solo un lavoro, ma uno spazio di libertà, un luogo dove contano ancora i personaggi, le storie, le emozioni.
Il rapporto tra Whoopi Goldberg e Napoli, però, non finisce con la fiction. L’attrice ha già annunciato che tornerà la prossima estate, questa volta da turista, con il desiderio di perdersi tra le strade, i volti, i sapori della città. E non nasconde la speranza di poter tornare anche a vestire i panni di Eleanor Price. Un legame che va oltre il set e che racconta qualcosa di prezioso: quando una star internazionale sceglie una soap italiana non per necessità, ma per amore, significa che quella storia ha toccato una verità universale. Un posto al sole, ancora una volta, dimostra di essere molto più di una soap: è un luogo dell’anima, capace di accogliere chi arriva da lontano e di ricordargli perché raccontare storie, in fondo, è uno degli atti più umani che esistano.