Un Posto al Sole, Cinzia Scaglione a Tv Soap: “Lucrezia si è vista ancora poco, ma è una donna facoltosa e elegante”

 

Un Posto al Sole, Cinzia Scaglione a Tv Soap: “Lucrezia si è vista ancora poco, ma è una donna facoltosa e elegante”


È entrata da poco a far parte del cast di Un Posto al Sole nel ruolo tutto da scoprire di Lucrezia Marino De Angelis, la moglie di Stefano Mori (Nicola Pecci). Ci riferiamo all’attrice Cinzia Scaglione, che abbiamo avuto modo di incontrare per parlare del suo ingresso nella soap di Rai 3. Ecco che cosa ci ha raccontato, svelandoci anche qualcosa non solo di Lucrezia ma anche dei suoi progetti futuri.

Un Posto al Sole, intervista a Cinzia Scaglione (Lucrezia Marino De Angelis)

Ciao Cinzia, benvenuta su Tv Soap. Partiamo da Un Posto al Sole, dove sei da poco entrata in scena con il ruolo di Lucrezia Marino De Angelis. Come la descriveresti e che tipo di donna troveranno i telespettatori?

Lucrezia si è visto poco, quindi è difficile anticipare troppo, ma sicuramente è una donna aristocratica e facoltosa, che fa parte di quello che si potrebbe definire il “G7 napoletano”. È una donna colta, elegante, con una forte connotazione di potere. Queste sono le caratteristiche principali che emergono subito.

Com’è stato entrare nel cast di Un posto al sole, dato che è una produzione longeva e molto seguita?

Mi sono trovata molto bene, davvero. Il clima è molto familiare, ed è una cosa che mi ha colpita tantissimo. Non solo tra attori, ma anche con il cast tecnico e la produzione: è proprio come entrare in una grande famiglia.

Conoscevi già alcuni dei colleghi con i quali ti sei trovata a lavorare?

Solo di nome, ma non personalmente. Non avevo mai lavorato con loro prima. Conoscevo chiaramente, ad esempio, Nina Soldano, ma non avevamo mai condiviso il set.

Quindi è stato anche un incontro professionale completamente nuovo?

Sì, assolutamente. Ed è stata una scoperta molto bella, soprattutto per l’umanità delle persone. Quando si lavora bene insieme e ci si sente a proprio agio, tutto diventa più semplice e anche il lavoro migliora di qualità.

Come sei arrivata al ruolo di Lucrezia? Immagino tu abbia fatto un casting…

Esattamente: ho fatto il provino. La mia agenzia, la Bmore Management, mi ha proposto il casting. Mi hanno inviato le scene da preparare, mi sono studiata tutto e ho fatto il provino. È piaciuto e nel giro di pochi giorni mi hanno comunicato che avevo ottenuto il ruolo.

Il tuo personaggio interagisce anche con Stefano Mori, altro nuovo acquisto della soap interpretato da Nicola Pecci. Vi siete confrontati prima?

Avevamo fatto un briefing generale sui personaggi e sulle dinamiche, come si fa normalmente. Però poi il vero incontro è stato direttamente sul set. Non ci conoscevamo personalmente, quindi la relazione tra i personaggi è nata proprio lavorando.

Stefano e Lucrezia / Un posto al sole (foto da Instagram)
Stefano e Lucrezia / Un posto al sole (foto da Instagram)

Già, perché non tutti sanno che voi attori scoprite cosa succederà ai personaggi man mano.  Non avete fin da subito una visione completa di tutto il loro percorso.

Sì, esatto. È una scoperta progressiva, quasi in contemporanea con il pubblico. Si lavora su blocchi di puntate, ma la visione completa del percorso del personaggio non è immediata.

E questo, a voi attori, crea qualche difficoltà?

Per un attore navigato diventa una sfida interessante, più che una difficoltà. È formativo e lascia spazio alla creatività. A me, personalmente, piace molto questa dimensione di scoperta continua.

Un Posto al Sole è molto seguita e commentata sui social. Hai già avuto qualche feedback sulla tua Lucrezia?

Sì, qualcosa sta arrivando, anche se il personaggio si è visto ancora poco. Ci sono molte supposizioni: c’è chi ipotizza che sappia qualcosa del marito, chi parla di relazioni extra, ma chiaramente sono solo teorie…

E questa curiosità del pubblico ti piace?

Sì, perché significa che i personaggi funzionano e sono seguiti. Ognuno si affeziona o meno a seconda di ciò che vede. Ed è normale che ci siano simpatie o antipatie: fa parte del gioco.

Passiamo un po’ al lato più tecnico. Secondo te perché Un posto al sole è un successo da ormai trent’anni? Cosa spinge i telespettatori a sintonizzarsi ogni giorno?

Piace perché racconta problemi quotidiani in modo semplice e realistico. È una serie in cui è facile identificarsi. Inoltre Napoli e le sue location hanno un ruolo importantissimo. Direi che questo mix di elementi funziona molto bene.

Al di là della soap, c’è un altro progetto al quale tieni tantissimo: il tuo cortometraggio Tutti giù per terra, premiato con una menzione ai Nastri d’Argento.

Sì, è un progetto a cui tengo tantissimo, come hai già sottolineato. È un corto che parla di violenza sulle donne. La regia è di Marco Simon Puccioni. Io ho scritto la sceneggiatura e sono anche protagonista, insieme a Tommaso Ragno. Ha avuto un percorso importante: da Alice nella città e fino alla selezione in vari festival, tra cui anche quello di Lanzarote.

Qual è il messaggio che volevi trasmettere?

La mia missione non era solo denunciare, ma creare consapevolezza. L’arte ha il potere di scuotere le coscienze e generare empatia. Il mio impegno nasce proprio dal bisogno di dare voce a chi spesso non viene ascoltato.

Quando nasce la tua passione per l’arte? 

Da sempre. Da piccolissima ho avuto un rapporto con le arti: la mia famiglia aveva un’emittente radiofonica e io già a sei anni conducevo programmi per bambini. Poi danza, teatro a scuola. Da lì ho capito che riuscivo a comunicare qualcosa al pubblico.

Quando hai deciso che sarebbe diventata una professione?

Non è stata una scelta semplice, anche perché in famiglia non è stata subito accolta con entusiasmo. Però ero determinata. Mi sono trasferita a Roma, ho studiato, ho lavorato tra recitazione e conduzione; sono anche giornalista pubblicista. È stato un percorso molto lungo e versatile.

La domanda nasce spontanea. Ti senti più attrice o autrice?

Entrambe le cose. Ho scritto monologhi, partecipato a concorsi e lavorato come autrice. Mi piace raccontare storie a 360 gradi.

Ci sono altri progetti a cui ti stai dedicando in questo periodo?

Sto girando un film indipendente horror, quindi un genere completamente diverso. Mi piace molto cambiare e mettermi alla prova.

Che rapporto hai con il mestiere di attrice, in generale?

Fantastico, perché mi dà la possibilità di vivere tante vite. E mi permette anche di capire meglio l’animo umano. Anche i personaggi negativi sono una sfida: non bisogna giudicarli, ma trovare le loro motivazioni e costruirli dall’interno.

Quando non lavori, invece, che cosa ti piace fare?

Mi piace andare al cinema, anche da sola. Mi piace immergermi completamente nei film. Poi corro, vado in palestra. E da poco è arrivato anche un cucciolo di cane, che ha cambiato molto la mia quotidianità. Ho perso mia madre poco più di un anno fa e questo ha lasciato un vuoto grande. Forse proprio per questo c’era bisogno anche di un nuovo affetto, di un piccolo compagno che portasse energia e presenza.

Un’ultima cosa: guardando indietro, ti senti soddisfatta del percorso?

Sì, assolutamente. È stato un percorso impegnativo ma molto ricco. E continuo ancora oggi a sentire la necessità di raccontare storie, soprattutto quelle che possono avere un impatto sociale. Seguici su Instagram.

Con la collaborazione di Sante Cossentino per MassMedia Comunicazione